Grotte, la “rivincita del Pd” e la “grande assente”





Elezioni. Il punto di vista di Carmelo Arnone, direttore di Grotte Info, e di Egidio Terrana, direttore di Malgrado tutto.

La rivincita del Pd

di Carmelo Arnone

Grotte avrà un buon sindaco. Una persona competente, preparata, aperta al dialogo, disponibile all’ascolto ed al confronto con i cittadini. Caratteristiche comuni ad entrambe le figure dei professionisti che concorrono al ruolo di Primo Cittadino.

Comunque vada, entrambi – che condividono un percorso di formazione politica nelle file del locale circolo PD – verranno eletti e saranno chiamati ad amministrare il Comune: l’uno dalla carica più alta, l’altro dai banchi dell’opposizione. E comunque vada avremo un sindaco targato PD: così il Partito Democratico grottese ha già avuto la sua rivincita.

Sono convergenti su molti punti i programmi elettorali delle due liste: stessi problemi individuati, simili soluzioni proposte. Di carattere e personalità gli assessori designati, forti delle rispettive esperienze umane e professionali. Motivati i candidati Consiglieri comunali delle due liste: giovani desiderosi di impegnarsi in politica con determinazione e volontà.

Qualcuno non è alla prima esperienza, qualcun altro ha parenti che hanno già rivestito cariche pubbliche (in entrambe le formazioni). Tutti hanno familiari ed amici a sostenerli, com’è normale che sia. Non sarà il voto d’opinione o il riflesso in ambito cittadino delle vicende politiche nazionali a determinare la vittoria dell’una o dell’altra compagine; sarà piuttosto la dimensione della cerchia familiare o amicale dei singoli candidati.

C’è chi si fa forte di sostenitori influenti e chi ha alle spalle una parentela numerosa e coesa. Questa è la democrazia, ed è naturale che nell’ambito di una famiglia si voglia candidare e sostenere un proprio componente. Nell’agone politico, accanto a cognomi che hanno fatto la storia del paese e che propongono volti nuovi (la circostanza non mi scandalizza affatto), si affacciano altri cognomi con pari dignità e pari diritti di rappresentanza (questa ventata di freschezza e rinnovamento mi rende lieto).

Gli otto consiglieri di maggioranza ed i quattro dell’opposizione che verranno eletti saranno certamente in grado di rappresentare, con grande energia, le varie anime della popolazione.

Per i prossimi cinque anni non mi aspetto cambiamenti epocali. La nuova Amministrazione lavorerà esclusivamente nell’interesse del paese (almeno per i primi due anni e mezzo, dopo i quali potrebbero cominciare a prevalere piccoli interessi di bottega). E lavorerà bene, per quanto potrà e gli sarà consentito dalle circostanze. Recita un antico adagio siciliano: “Carti ca viennu e jucaturi s’avanta”.

Al nuovo Sindaco auguro il coraggio delle decisioni importanti per il bene comune ancorché invise a pochi, la costanza nelle avversità, la coerenza nelle tentazioni, l’accoglienza delle critiche propositive e dei suggerimenti, il dialogo aperto con tutti.

Infine gli auguro la libertà dalla poltrona, dalla fascia, dal ruolo, dalla posizione: che rimanga sempre un uomo tra gli uomini. «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 8,35b). Se saprà ascoltare e ridare dignità al più umile dei nostri concittadini, allora sarà ricordato non solo come un buon sindaco ma come un grande sindaco.

La grande assente

di Egidio Terrana

Una tornata elettorale ricca di sorprese e inaspettati colpi di scena, nella quale è stata in qualche modo ridisegnata la geografia politica del paese. La sorpresa più rilevante, e decisamente inaspettata, la mancata presentazione all’ultimo momento della lista che sosteneva la candidatura dell’avvocato Venerando Bellomo. Ma tutto questo ormai attiene al passato e sono vicende che il nostro giornale ha ampiamente raccontato.

Condividiamo l’opinione diffusa che sono in corsa due candidati  di alto profilo, conosciamo il loro programma elettorale, e ne apprezziamo a scatola chiusa le buone intenzioni.

Ma c’è qualcosa che dobbiamo rimproverare a Dino Morreale (lista M5S) e Alfonso Provvidenza (lista civica Grotte nel Cuore): la totale assenza nel loro programma dell’ argomento che riguarda l’unione tra Grotte e Racalmuto. Questione, a nostro avviso, importantissima e di vitale importanza per la sopravvivenza dei due Comuni.

E da diversi anni che Malgrado tutto ne parla, lanciando un dibattito che ha registrato autorevoli interventi, ma che ha anche registrato la totale latitanza e indifferenza degli attuali sindaci dei due paesi, Emilio Messana e Paolino Fantauzzo.

Eppure la questione non può ormai essere più sottovaluta, anche alla luce dei dati agghiaccianti che raccontano di un calo demografico di circa il 20 per cento ogni 10 anni a causa della bassa natalità e delle nuove emigrazioni che stanno letteralmente svuotando i piccoli centri. La previsione è che tra pochi anni la popolazione di Grotte si ridurrà a tremila abitanti circa e quella di Racalmuto intorno ai cinquemila.

Credo che le imminenti elezioni amministrative di Grotte possano essere l’occasione per le forze politiche di mettere sul tappeto l’argomento dell’unificazione o meglio le ragioni che lo sostengono, per dare luogo ad un dibattito pubblico che finora è mancato”.

E’ quanto auspicava qualche mese fa su questo giornale Salvatore Filippo Vitello, Procuratore della Repubblica di Siena, originario di Grotte, che mantiene con il suo paese un fortissimo legame. Vitello è più volte intervenuto nel dibattito, citando anche esempi eloquenti di unificazione come quella che ha dato vita alla fine degli anni Sessanta alla città di Lamezia Terme o quella più recente tra Rossano e Corigliano.

Ma senza allontanarci più di tanto, ricordando le diverse unificazioni fatte, o in corso, in altre regioni d’Italia, tornando a Grotte vogliamo informare Morreale e Provvidenza che in provincia di Agrigento i Consigli comunali di Cammarata e San Giovanni Gemini hanno già avviato le procedure per unificarsi, lasciando ai cittadini la decisione finale attraverso un referendum.

Al di là del risultato è certo che a Grotte tutti e due i candidati saranno in Consiglio comunale, uno da sindaco e l’altro da Consigliere d’opposizione. Non abbiano paura, dunque, Dino Morreale e Alfonso Provvidenza e riflettano anche su questa non più trascurabile importante questione. A meno che anche per loro, come ha già scritto in altra occasione Gaetano Savatteri, “sarà meglio morire da piccoli. Piccoli e soli, ciascuno riparato nel proprio orizzonte municipale, dentro un recinto di case vuote, di strade spopolate, di serrande abbassate per sempre”.

 

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