Grotte, il prete che cantò per Papa Francesco: “Com’è duro il cuore dei miei compaesani”

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CHIESA E POLEMICHE. Don Dario Morreale, per molto tempo parroco a Lampedusa, dove accolse il pontefice, attacca il grottese medio, spaventato dall’arrivo dei migranti. E suo fratello Paolo, anche lui prete, commenta: “Hai ragione fratellino. Provo vergogna, a Grotte la gente perbene difende i mafiosi”.

L’arrivo di gruppi di migranti, sbandati e senza meta, nei paesi dell’Agrigentino, dopo la fuga in massa dal centro di accoglienza di Favara, ha provocato reazioni discordanti. Tanta accoglienza, ma anche molti commenti allarmati.

Don Dario Morreale, il prete originario di Grotte che guidò il coro che accolse Papa Francesco a Lampedusa nella sua visita, ora in servizio altrove, ha mandato un commento al sito Grotte.info. Un giudizio durissimo sull’atteggiamento di alcuni suoi compaesani che hanno espresso, in privato e anche in pubblico, timori e paure per l’arrivo dei migranti.

Don Dario Morreale

Don Dario Morreale

Un giudizio –  che riportiamo integralmente – sul grottese “medio”, così lo definisce don Dario, spaventato per una Grotte “che di punto in bianco sarebbe diventata un pezzo di Africa”.

Stamattina il “grottese medio” è uscito allo scoperto…
La paura del diverso e di salvaguardare la propria sonnolenza comoda, ha fatto gridare pure all’assalto alla banca Monte dei Paschi da parte dei migranti che nella notte, a piedi, sono arrivati da Porto Empedocle.
Vedere un gruppo di migranti in giro per il paese ha fatto già pensare ai coltelli alla gola e alle case scassinate, ad una Grotte che di punto in bianco sarebbe diventata un pezzo di Africa.

E subito le solite discussioni sul fatto che è un problema politico, anche locale, che non è giusto che i migranti “guadagnino” 30 euro al giorno (come se sul barcone ciascuno salga col codice Iban per l’accreditamento di un indennizzo italiano), che la carità si può fare ma non è la soluzione, che se per prima la Chiesa dà l’esempio gli altri la seguiranno.
Tutte scuse per difendere le proprietà e per nascondere la propria incapacità ad incontrare l’Altro.

Del resto il “grottese medio” a stento conosce l’italiano, figurati un’altra lingua che possa aiutare tutti a spegnere qualsiasi timore anche solo dicendo “fratello mio, vieni che ti aiuto a riprendere il tuo cammino”.

Il Signore ha voluto che stamattina fossi a casa mia. E che casa mia avesse la possibilità di ospitare Cristo con una tazza di latte, facendolo telefonare e indicando i percorsi migliori per far arrivare Simon e Dejen alla loro meta. Io c’ero e non ho avuto paura!

Caro grottese medio… mi raccomando, tra qualche giorno canta a squarciagola “Questi è il sole nell’inferno, della morte il domator…” (chissà se sono giuste le parole) accogli il Cristo finto della domenica delle palme, commuoviti quando arriverà in piazza prima della Messa. Quando farà il “pianto su Gerusalemme”… Quel giorno sarà il pianto su di noi!!
Chiedo perdono per la durezza del nostro cuore!

Gli ha fatto eco suo fratello Paolo, anche lui prete e impegnato nell’accoglienza. E le parole di don Paolo sono ancora più dure.

Don Paolo Morreale

Don Paolo Morreale

Fratellino mio,
purtroppo provo nuovamente vergogna per ciò che è stato detto e che certamente si dice.

A Grotte la gente perbene difende i mafiosi che corrompono pure la legge, i tribunali, la giustizia; cerca soltanto un anestetizzante per placare ormai la brutta sorte di viddani arrinisciuti che, ora che è finito il commercio, non sa più come rubare allo Stato… gli immigrati solo in Corso Garibaldi 28 potrebbero stare, o in Via Brodolini 1, perché nel nostro cuore sono di casa…

Grazie a chi mi ha generato un cuore diverso…
A me e a te, fratè.

Giudizi duri destinati inevitabilmente ad aprire discussioni e polemiche sul modo di essere cristiani.

 

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10 Responses to Grotte, il prete che cantò per Papa Francesco: “Com’è duro il cuore dei miei compaesani”

  1. giorgio Rispondi

    12 aprile 2014 a 13:37

    Siete preti non politici. Smettetela di fare i buffoni con le parole. Ci voglio i fatti e anche tanto silenzio. Sceccu ca s’avanta un vali mancu mezza lira!

  2. Salvatore Rispondi

    12 aprile 2014 a 13:59

    Hanno ragione don Dario e don Paolo… tutti pronti a farsi il segno di croce, ad andare in Chiesa per le feste comandate, ma quando poi c’è da fare un atto di carità cristiana… e ancor più se c’è da tirare fuori una lira dalla tasca. Pronti a fare adozioni (ma solo a distanza, questi turchi non li vogliamo nemmeno vedere sotto casa nostra). Questo non è cristianesimo. Altro che politici, altro che buffonate, signor Giorgio. La verità brucia quando è sbattuta in faccia, vero? Passiamoci tutti la mano sulla coscienza prima di parlare

  3. giorgio Rispondi

    12 aprile 2014 a 14:12

    Signor Salvatore quale verità brucia? questi si sono permessi di apostrofare i grottesi come garanti dei mafiosi, viddani arrinisciuti e ladri: è questa la verità di cui parla? i grottesi sono gente onesta e lavoratrice e se hanno da fare qualche opera di carità la fanno senza sbandierarla ai quattro venti come loro due. I grottesi e io personalmente abbiamo la coscienza pulita e facciamo quanto possibile per fronteggiare questa emergenza. Vorremmo forse un po’ più di attenzione per gli italiani bisognosi lasciati soli dallo stato e da tutti coloro che fanno carità retribuita e carità propagandistica. A parole siamo tutti bravi a criticare e a parlare… chi vuole essere discepolo del Signore viva con umiltà, in povertà. Se lei è un vero cristiano perchè non vende tutto ciò che ha, rinunciando alla sua fonte di denaro e si dedica ai poveri?

  4. giorgia Rispondi

    12 aprile 2014 a 14:47

    c’è chi vede il male in persone con la pelle di un colore diverso dalla propria e chi giudica i propri compaesani senza conoscere i motivi ke li spindono a parlare…e credo che un buon pastore dovrebbe recuperare le pecorelle del gregge invece di puntare il dito contro e giudicarle

  5. Salvatore Rispondi

    12 aprile 2014 a 17:09

    A Giorgia: quali sono i motivi che li spingono a parlare? Quali sono i motivi per cui si ha paura di chi viene da lontano, di chi ha bisogno, di chi ha lasciato tutto alle spalle? Se sono buoni motivi, Giorgia ce li spieghi pure a noi…
    A Giorgio, invece: probabilmente lui è discendente dei duchi di Salaparuta e dei principi di Valguarnera,quindi si offende se gli dicono viddano. Ma la storia di Grotte ci dice che siamo tutti di origine contadina, e non c’è nessuna vergogna ad ammetterlo. Così come è vero che a Grotte l’impegno, il lavoro e qualche spregiudicatezza negli ultimi decenni hanno portato il benessere ai figli e nipoti di contadini. Giorgio non dovrebbe sentirsi offeso nè se ha origini principesche (perchè non lo riguarda) nè se ha origini viddrane (perchè non c’è mortificazione, in questo).
    Quanto alle critiche di don Dario e don Paolo, se Giorgio è uno di quelli che ha aperto la sua porta non dovrebbe sentirsi toccato, se invece non lo ha fatto mediti sul perchè. Se infine ritiene che non sia un diritto (e anche un dovere, secondo me, come guide spirtuali di una comunità) di don Dario e di don Paolo dire la loro opinione, forse Giorgio avrebbe bisogno di un bagno di democrazia e tolleranza che, a quanto pare, gli difettano.

  6. Salvatore Rispondi

    12 aprile 2014 a 21:06

    Non sta a me che sono ben poco baciapile difendere i due preti ma caro Giorgio a proposito di politica si è visto il grottese medio chi c … ha votato al comune.
    E allora per favore, un bell’esame di coscienza a 360° gradi.
    Il problema è che appena il grottese riceve una critica subito alza la coda. E perché non può essere. E intanto tutti si sentono bravi e buoni, la domenica in chiesa e poi al corso a guardare attorno per vedere come vestono i compaesani, a raccontarsi le storie di paese, a allarmarsi per le ingiustizie salvo poi stricarisi cu i soliti fanghi.
    E allora bravi i due preti! Finalmente due che hanno una posizione sociale e se ne fottono di arruffianarsi un paese di snob e di crassa ipocrisia.
    Vi piacerebbe che stessero zitti e in sacrestia. Cavolo mi preoccupo che sto diventando clericale io proprio che sono agli antipodi. ahahahah
    Saluti.

  7. giorgio Rispondi

    12 aprile 2014 a 21:55

    Cavolo quanti filosofi e perbenisti a grotte. Caro salvatore a te non interessa ne del mio status sociale ne la mia discendenza. Passi per il viddano arrinisciuto ma io non passo per commerciante ladro e garante dei mafiosi! Detto ciò non sto qui a raccontarti delle opere di carità che faccio perché ne rendo conto solo davanti a Dio. Oggi siete diventati tutti eroi e state facendo passare per criminale chi spaccandosi il culo notte e giorno è riuscito a mettere qualcosa da parte e crearsi una posizione. Per fortuna non devo dire grazie a nessuno di voi eroi perché sono certo che se mi fosse capitata la sorte dei tanti italiani che si sono suicidati a causa della crisi neanche mi avreste degnato della vostra attenzione esattamente come fate con i vostri concittadini che stanno male . E certo la carità è tale solo se la fai con una persona di colore! Lo ripeto è buffoneria e come tali venerdi santo tutti dietro l’urna a darsi vedere e prendere complimenti. Vergogna!

  8. Antonio Rispondi

    12 aprile 2014 a 23:48

    Chi predica con lo stipendio e richiede dei soldi per i funerali non ha il diritto di giudicare..

  9. Antonio Vanadia Rispondi

    14 aprile 2014 a 11:42

    ”Pinko Panko e Panko Pinko”……Questi fratelli sacerdoti fanno il paio con questi personaggi di Walt Disney….sono,come loro……irritanti,saccenti,arroganti e affetti da mania di protagonismo (l’umiltà francescana che fine ha fatto?)…. Nulla di nuovo sotto il cielo ,si tratta di comuni esponenti di una chiesa modernista che ha abbracciato il relativismo,il terzomondismo marxista e la xenofilia.
    La chiesa fa da tempo politica attiva con la sinistra e non diffonde più il Verbo,la chiesa si è dimenticata degli italiani e dell’Italia.Trovo ributtante e sconcertante che i prelati,velocissimi a stracciarsi le vesti per le sorti degli ultratutelati invasori,ignorino il fatto che quasi quattro milioni di italiani siano disoccupati,che quasi quattrocentomila aziende italiane hanno chiuso i battenti e che decine di migliaia di italiani vivono ospiti in case di parenti,in tende e nelle auto perchè hanno perso la casa…..occorre che la gente sappia che in Italia il numero degli invasori va verso i sei milioni e che questi sei milioni erodono il già asfittico numero di posti di lavoro….sapete cosa costa soltanto la sorveglianza del canale di Sicilia con aerei,navi ed elicotteri e il traghettamento degli invasori in terraferma ? 300.000 euro al giorno !!!A questo si deve aggiungere il costo pro capite di ogni invasore al quale si concedono :30 euro al giorno,sigarette,vitto,alloggio,vestiario,scarpe e tutte le spese sanitarie (visite specialistiche,TAC,risonanza,farmaci).Mentre i nostri anziani languono per pensioni da fame e i nostri ragazzi non possono formare famiglie per mancanza di lavoro….questo è l’unico e autentico peccato che grida vendetta a Dio.

    • giorgio Rispondi

      14 aprile 2014 a 17:34

      Quoto in pieno il tuo messaggio!

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