Grotte, al centro del dibattito elettorale anche unione con Racalmuto

|




Salvatore Filippo Vitello, Procuratore della Repubblica di Siena, di origine grottese, ancora una volta interviene sulla proposta lanciata dal nostro giornale. “Credo che le imminenti elezioni amministrative di Grotte possano essere l’occasione per le forze politiche di mettere sul tappeto l’argomento dell’unificazione, o meglio le ragioni che lo sostengono, per dare luogo ad un dibattito pubblico che finora è mancato”. La recente fusione in Calabria tra i Comuni di Corigliano e Rossano.

Approfitto dello scherzo imbastito da Malgrado tutto per il primo di aprile per evidenziare in particolare un fatto: lo scherzo, come giustamente è stato detto, ha riproposto il tema dell’unificazione dei comuni di Grotte e Racalmuto e dar così modo di ritornare sull’argomento.

Un commento pubblicato sul quotidiano mi ha colpito più degli altri.

È stato detto infatti che sul piano sociale l’unificazione tra Grotte e Racalmuto già esiste, manca solo quella burocratica e politica. In sostanza, si è voluto rappresentare che pur con la propria identità storica, le due comunità si sentono unite ed operano in modo unitario.

Questa consapevolezza manca invece nella dirigenza locale.

Credo che le imminenti elezioni amministrative di Grotte possano essere l’occasione per le forze politiche di mettere sul tappeto l’argomento dell’unificazione o meglio le ragioni che lo sostengono, per dare luogo ad un dibattito pubblico che finora è mancato.

A questo proposito penso possa essere utile riportare i commenti dei politici locali della Regione Calabria, a proposito della recente unificazione dei comuni di Rossano e Corigliano. Il 31 marzo, infatti, è nato il Comune unico Corigliano-Rossano.

La legge regionale che ha sancito questo decisivo passaggio arriva al termine di un iter che ha visto lo svolgimento di un referendum consultivo nei due Comuni coinvolti, referendum concluso in senso positivo alla fusione.

Il consigliere regionale relatore del disegno di legge ha così motivato: “si tratta di una fusione frutto della volontà e dello sforzo dei due territori e che va nella direzione di quanto previsto e incentivato anche a livello nazionale. E’ uno storico risultato, che si raggiunge nonostante molte resistenze e molti tentativi di allungamento dei tempi”.

Ritengo importante riportare i commenti degli altri politici che hanno sostenuto l’iniziativa è votato a favore della legge.

In particolare si è voluto sottolineare come sia “stata decisiva la volontà espressa con il referendum dai cittadini, che in questo come in tanti altri casi hanno mostrato di essere più avanti della politica. Dobbiamo poi essere consapevoli che la Calabria, con la nascita di questa grande città della Sibaritide, potrà diventare sotto questo aspetto un laboratorio su scala nazionale dimostrando di sapere mettersi alle spalle gli sterili campanilismi”.

Allo stesso tempo è stato chiarito che “La legge prevede che i due Comuni sono estinti, ma è chiaro che non si estingue la loro storia e non si estinguono le loro tradizioni. In spirito bipartisan va sottolineata l’importanza di questo percorso che porta alla nascita di una grande città, che ora dovrà avere anche maggiore voce in capitolo nel rapporto con il livello centrale: per la prima volta dopo migliaia di anni  c’è un popolo che decide che è arrivato il tempo di cambiare”.

L’aspetto economico non è stato secondario, si è infatti precisato che “con la nascita del Comune unico Corigliano-Rossano si potrà restituire un grande ruolo a una delle zone più produttive della Calabria” e si è aggiunto che “la costruzione di un’unica città rappresenta una grande speranza per le future generazioni. Infatti, per rimanere all’aspetto economico, è stato esaltato il ruolo della volontà popolare: la fusione “non è avvenuta a freddo ma con il coinvolgimento delle popolazioni: diamo vita a una città che può essere motore di sviluppo non della sola Sibaritide ma dell’intera Calabria, e questo è il dato di fondo che la politica deve comprendere”.

Rossano e Corigliano

Il presidente della Regione, Mario Oliverio ha così commentato: “Da oggi si apre una sfida impegnativa e inedita, che coinvolge tutti. La nuova città Corigliano-Rossano dovrà  realizzare una nuova dimensione urbana e la fusione non dev’essere vista come un atto meramente burocratico. E’ necessario un accompagnamento e un sostegno alle comunità locali, e la Regione sta lavorando in questo senso, con l’obiettivo di realizzare un percorso virtuoso e di evitare l’approssimazione e il saccheggio degli incarichi. Nei prossimi giorni presenteremo le linee e il quadro di riferimento per la costruzione della nuova città Corigliano-Rossano. Questa proposta di legge ha un grande valore, perchè è un atto di superamento dei localismi e delle contrapposizioni deteriori e può essere un traino per tutte le istituzioni locali calabresi”.

Normalmente quando si assumono iniziative importanti che fanno la storia delle comunità è sempre opportuno guardarle in modo comparato, per questo ho ritenuto opportuno riportare i passaggi più significativi dei vari interventi sulla scelta politica calabrese.

Spero che le considerazioni riportate possano essere utili per un maggiore approfondimento e di stimolo alle forze politiche per aggiungere all’agenda del dibattito elettorale della imminente competizione amministrativa di Grotte, anche il tema della fusione dei nostri due Comuni.

Altri articoli della stessa

One Response to Grotte, al centro del dibattito elettorale anche unione con Racalmuto

  1. Castronovo Giuseppe Rispondi

    17 aprile 2018 a 13:03

    “Unire due piccole autonomie non vuol dire sopprimerle ma farne una più grande ed efficiente”. dalla quarta di copertina del volume L’accorpamento dei piccoli Comuni, ed. Rubbettino, autoreCastronovo Giuseppe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *