Grillo o Renzi? L’ora della verità si avvicina

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E forse si decide tutto, o forse niente.

Le urne sono aperte e l’Europa come sempre è lontana. Qui si decide tutto o forse niente in poche ore. Alle 23 si chiude, intorno a  mezzanotte sapremo chi ha vinto e chi ha perso e forse, molto italianamente, scopriremo che finirà con un pareggio dove tutti potranno dire di aver vinto e nessuno avrà perso. Questo indicano gli ultimi segretissimi sondaggi, quelli che tutti i leader di partiti hanno in tasca, ma non possono divulgare.

Certo in questa campagna elettorale, tramutata in un drammatico testa a testa Renzi/Grillo con Berlusconi in un angolo pronto a fare da terzo incomodo, di Europa ce ne è stata davvero poca, come se non ci importasse niente di capire veramente come sarà, l’Europa che uscirà dalle urne e come saremo e ci staremo veramente dentro noi. E dire che tra poche settimane saremo il Paese Presidente di turno!

Renzi e Grillo

Renzi e Grillo

Grillo è stato il vero mattatore di questa campagna elettorale, ha di nuovo riempito Piazza San Giovanni a Roma, ha cercato di appropriarsi dell’eredità morale di Enrico Berlinguer. Grillo non  è né di Destra né di Sinistra, è un moralista intransigente che a tratti fa paura, ma spesso infiamma di speranze, è un po’ messianico, ma anche concretamente realista, sbaglia raramente i tempi delle sue uscite ed anche gli eccessi verbali sono per ora solo ardite provocazioni per svegliare il popolo addormentato e supino. Ha un’altra idea della Politica e difende tutti gli oppressi. Gli oppressi dalla disonestà dilagante, gli oppressi dalle ingiustizie sociali, gli dall’ingordigia finanziaria, gli oppressi dalla tecnologia distruttiva. È un creatore di sogni e di miti che scalda i cuori, ma naturalmente si immerge nelle inevitabili contraddizioni che la vita rappresenta da sempre agli esseri animati.

Renzi è un realista riformatore, sta dentro il sistema, se ne pasce e secondo alcuni ne è semplicemente la longa manus, un’apparenza di cambiamento perché invece non cambi nulla e gli squilibri di potere restino come sono. Chi crede in lui viceversa è convinto che siccome i buoni non esistono e siamo tutti guidati da più o meno incondivisibili ragioni personali l’unica via di Governo è quella di un sano realismo che cerchi di smussare gli eccessi.

In fondo il loro duello è tutto qui, con l’incognita astensione e Berlusconi pronto a fare della sua attuale debolezza la forza per rendersi indispensabile. Per sapere come finirà basta attendere ancora poche ore.

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