Grillo chi? L’eterno voltagabbanismo all’italiana

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Il leader avrà pure sbagliato, ma il M5S  è il secondo partito d’Italia e l’unica opposizione possibile e reale.

Beppe Grillo Ora che Grillo ha perso tutti quelli che fino alle 23 di domenica scorsa erano pronti a giurare che l’onda  anomala a Cinque Stelle avrebbe giustamente travolto i politici italiani tradizionali e le loro vere o presunte malefatte, ora dicono che Grillo ha sbagliato tutto, che Grillo ha spaventato tutti, che la proposta ha prevalso sulla protesta etc, etc. Anche dentro il movimento quelli abituati a muoversi compatti in schiera come un sol uomo alzano la cresta, ora, e dicono che Grillo ha spaventato i moderati, che Grillo deve farsi da parte, che la strategia di comunicazione è stata sbagliata, etc., etc. Sic transit gloria mundi insegnavano gli antichi che di saggezza ne avevano accumulata in tempi assai più cruenti, forse, dei nostri.

Eppure Grillo resta il secondo partito, ha ancora milioni di consensi, in Sicilia ad esempio, terra di scempi e di disoccupazione, ha ottenuto il 26 per cento. E resta l’unica opposizione possibile, l’unica reale, visto che Forza Italia a livello nazionale si prospetta come stampella del Governo, almeno per le riforme istituzionali, in attesa di ridefinire i suoi contorni operativi e chi sarà il successore di Berlusconi, che in verità di lasciare il campo ad un successore non ha  intenzione, ancora.

Grillo avrà pure sbagliato, Casaleggio sarà pure un poco menagramo nelle sue apparizioni pubbliche, ma cosa sarebbe il Movimento 5 Stelle senza il suo fondatore? Riuscirebbe ancora a sopravvivere come partito, o movimento consistente, con una suo reale peso amministrativo ed elettorale? Sarà un caso che nelle elezioni amministrative fino ad ora i Cinque Stelle siano riusciti ad eleggere solo una volta un sindaco, a Parma, e per giunta uno che ha già preso le distanze? Senza la forza propulsiva di Grillo, senza i suoi eccessi visionari, spesso discutibili, ma così essenziali a quel movimento, il movimento stesso avrebbe ancora senso? È il destino se volete anche triste dei partiti personali, Forza Italia con Berlusconi declinante e la fotocopia sbiadita del partito che aveva fatto man bassa di elettori e di poltrone.

Lo stesso Pd fino a ieri, fino all’apparizione dell’astro fiorentino, era un coacervo di fazioni che si eludevano per conflittualità inappagante. La politica di questi tempi è fatta di icone, guardate la Lega, moribonda fino a ieri, resuscitata dall’iperattivo Salvini. C’è semmai una considerazione da fare su Grillo e la sua sconfitta, sconfitta peraltro amplificata dalle esagerate aspettative di vittoria imprudentemente alimentate dagli stessi Grillo e Casaleggio, che durante la campagna elettorale, nel corso dei molti comizi e delle molteplici apparizioni in Tv, una cosa è apparsa chiara: che Grillo rispetto a Renzi è un vecchio, e la giovinezza in questa fase di ineluttabile e necessario rinnovamento è la risorsa in più, è la risorsa necessaria per chi ambisce a guidare il nostro malandato Paese. Purtroppo non è per nulla detto che sia sufficiente essere giovani, per essere capaci.

 

 

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