Grillo alla conquista dei Palazzi

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Si prevede una clamorosa affermazione del Movimento 5 Stelle. Il fantasma di Grillo da qualche giorno ha trasformato i sogni dei politici in veri e propri incubi

Beppe GrilloUn fantasma si aggira per l’Italia e turba i sonno dei partiti tradizionali. A pochi giorni dal voto i sondaggi segreti, quelli che non si possono divulgare, ma su cui i leader impostano la loro campagna elettorale, danno il Movimento Cinque Stelle in travolgente ascesa, sospinto dal vento degli scandali. E così Grillo sta diventando un incubo per Bersani, Monti, Berlusconi. Ieri per Roma si era sparsa la voce leggendaria che Girllo fosse quotato addirittura al 30 per cento, voci appunto, sussurri e grida di questi ultimi giorni un poco isterici, ma indicatrici comunque di un clima.

 

 

Bersani ed il Pd appaiono sempre più sulla difensiva, Monti inesistente al pari dei suoi alleati Fini e Casini, così pallidi da rischiare addirittura di restare fuori dai giochi, pallido appare Vendola, e pure Berlusconi sembra aver perduto l’abbrivio che gli era derivato dall’annuncio sulla restituzione casch dell’Imu. Neppure Renzi, che solo un mese fa sembrava dover spaccare il vecchio mondo per edificarne uno tutto nuovo su quelle macerie ora sembra un anziano signore che passeggia per i giardinetti dello sterile centrosinistra. Insomma una compagnia di giro che subisce lo tsunami grillesco, quel coacervo di promesse elettorali, trovate comiche e sparate fascistoidi. In mezzo altri nuovi arrivat,i il cui fascino reale è tutto da misurare, da Ingroia a Giannino ancora in bilico tra il poter costituire elementi decisivi per gli equilibri che verranno, oppure colossali flop dall’irrilevanza assoluta. E così la preoccupazione aumenta, la possibilità che un centinaio di grillini irrompano nelle sale ovattate di Montecitorio, turbando i vecchi equilibri, rende i sonni dei vecchi leader agitatissimi, si respira una strana aria intorno a Montecitorio, non si vede più nessuno, il transatlantico è vuoto e qualcuno tra quelli che fino ad un mese fa occupavano gli scranni confida desiderio di emigrazione del tipo: vendo tutto e me ne vado all’estero. E’ la confidenza che ricorre frequente quando incontri imprenditori spaventati e vecchi notabili in disarmo. Eppure a fine febbraio, tra lunedi 25 e giovedi 28, sì che ne accadranno di cose, perfino troppe in quell’accavallarsi di eventi nazionali e sovrannazionali. E forse ha ragione Crozza a sottolineare la sfiga di Bersani, la cui ancora possibile vittoria potrebbe essere oscurata dal Papa che lascia in elicottero, potente immagine mondiale della fine di un’epoca. In tre giorni avremo la nascita, forse, di una nuova nazione e la fine, almeno momentanea, di una sacralità sovranazionale, forse troppo per una nazione sola, peraltro stanca come la nostra.
Scenari, comunque la si veda, molto da fine dell’Impero. Speriamo solo che la transizione sia breve e che il medio evo, se veramente verrà, non duri troppi secoli.

 

Luigi Galluzzo

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