Quando la politica è veramente “servizio”

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Parlava alle donne dai balconi dell’Albergheria. Eletta all’ARS nel 1953 rifiutò lo stipendio da deputata. Giuseppina Vittone Licausi, una storia di ieri che i politici di oggi dovrebbero conoscere.

Giuseppina Vittone Li Causi

Giuseppina Vittone Li Causi

Oggi abbiamo pensato di accendere i nostri riflettori, per indicarla come monito ed esempio, sulla figura di una donna, siciliana d’adozione: Giuseppina Vittone Li Causi.

Nell’anno 1953 venne eletta all’ARS come deputata.

Era nata a Torino il 30 marzo 1923 e nel 1943 aveva conosciuto Girolamo Li Causi, detto Mommo, un nome prestigioso fra i comunisti di quei tempi, più grande di lei di ventisette anni. I due nel 1946 si sposarono con rito civile.

Sebbene giovanissima, Giuseppina era stata partigiana. Proveniva da una famiglia operaia ed il PCI le aveva pagato un corso di stenografia, grazie al quale trascriveva i comunicati di Radio Londra e di Radio Mosca. Si occupava inoltre di diffondere clandestinamente il giornale L’Unità.

Nel 1945 arrivò in Sicilia ed iniziò ad organizzare le donne dei quartieri popolari di Palermo, battendosi per la loro emancipazione e per l’acquisizione dei diritti loro spettanti. Si recava nei vicoli dell’Albelgheria per parlare alle donne dei diritti all’alloggio, all’erogazione dell’acqua, al lavoro… e le donne l’ascoltavano, si commuovevano, le offrivano i propri balconi per poter fare i comizi.

Un po’ frastornata e disorientata in questa sua nuova patria, sapeva comunque imporre la sua personalità al fianco del marito.

Un giorno venne mandata a tenere un comizio a Bisacquino e lei stessa dichiarò che era molto inquieta quando arrivò nella piazza principale di questo piccolo paese e non vide alcuna donna: erano tutti uomini. Mentre parlava, il prete della chiesa indispettito iniziò a far suonare le campane.

Quando venne eletta all’ARS Giuseppina rifiutò lo stipendio da deputata affermando che già c’era quello del marito e che quindi potevano vivere dignitosamente. Non fu un gesto pubblico per ottenere consensi, ma un gesto dettato dall’idea profonda che la politica è un servizio da dare alla città e ai cittadini senza ricevere benefici.

Una figura di donna e di politica eticamente ineccepibile, onesta, idealista, attiva, generosa e, come al solito, poco o per nulla conosciuta.

E’ morta il 2 settembre 2013 a novant’anni.

Forse potrebbe essere utile divulgare la sua storia e farla conoscere ai politici di oggi.

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