Giro giro tondo per il sindaco di Racalmuto

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I partiti ritornano al punto di partenza. Chiedono l’impegno di Felice Cavallaro che ribadisce il suo no alla candidatura. Tramonto della grande coalizione?

E adesso?A lanciare per primi la candidatura di Felice Cavallaro a sindaco di Racalmuto erano stati il vice presidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello e il presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante. Ma dopo qualche giorno la risposta del giornalista a quell’appello fu chiara e non lasciava possibilità alcuna di un ripensamento. Scrisse allora Cavallaro: “Non sono un disertore… resto convinto di potere essere molto più utile in un altro ruolo, alimentando tutte le energie culturali disponibili nel territorio“.

Nonostante ciò ieri gli esponenti politici di Racalmuto e alcuni rappresentanti di movimenti e della società civile, consapevoli che in un momento particolare come questo il paese ha bisogno che a guidare il Comune sia una figura di prestigio, di indiscutibile capacità e credibilità, hanno voluto incontrare Cavallaro che con il paese ha un forte legame affettivo, per proporgli ufficialmente di candidarsi.

Ma, ancora una volta, la risposta di Cavallaro è stata un secco e motivato no. Ma nello stesso tempo il noto giornalista e scrittore ha voluto ancora una volta ribadire che il suo impegno per Racalmuto continuerà, prescindendo dai ruoli e dalle cariche amministrative.

L’incontro si è svolto ieri pomeriggio presso la “Casa del popolo” di Racalmuto. Presenti Vincenzo Maniglia, Emilio Messana, Federico Martorana, Salvatore Sardo e Giovanni Avenia per il Pd, Carmelo Mulè e Lillo Bongiorno per l’Udc, Carmelo Collura per il Ncd di Alfano e Luigi Penzillo per l’Mpa. Racalmuto. Foto Francesca FabianoC’erano anche, a titolo personale, Carmelo Borsellino, Fabio Salvo e Sergio Scimè.

Non c’erano Enzo Sardo e Giuseppe Brucculeri, che avevano comunque già annunciato la loro assenza. Assente anche l’altro candidato sindaco, Biagio Adile, che ha, però, fatto sapere che sarebbe stato disposto a fare un passo indietro qualora Cavallaro avesse accettato la candidatura.

L’ex segretario provinciale del Pd Emilio Messana, che è stato, assieme a Penzillo, uno dei principali promotori dell’incontro, non nasconde la sua delusione per la decisione di Cavallaro. “Ritenevamo che fosse il candidato giusto – ci ha detto – che avrebbe senz’altro coagulato l’unanime consenso di tutto l’elettorato racalmutese. D’altra parte se sul suo nome c’è stata la convergenza di tutte le forze politiche del paese una ragione ci sarà”.

Con la non candidatura di Cavallaro tramonta forse anche l’idea della grande coalizione che dovrebbe esprimere il nuovo sindaco di Racalmuto. A meno che da oggi gli stessi esponenti politici che fino a ieri avevano puntato sul giornalista di origine racalmutese non si mettano alla ricerca di un nuovo candidato che abbia le stesse caratteristiche di autorevolezza, prestigio e credibilità.

S.P.

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