Gaetano Cipolla, il professore che diffonde la lingua siciliana nel mondo

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Professore emerito della Saint John’s University di New York, Cipolla, a giugno, sarà a Racalmuto con una delegazione di Arba Sicula per conoscere i luoghi cari a Sciascia.

Gaetano Cipolla

Gaetano Cipolla

Scoprire la lingua siciliana e conoscerne la cultura e le tradizioni è sempre più facile nel mondo, grazie all’impegno di un professore emerito della Saint John’s University di New York, Gaetano Cipolla. Nato nel 1937 a Francavilla di Sicilia ed emigrato negli Usa nel 1955, Cipolla è presidente di Arba Sicula, un’associazione internazionale che si propone “di prisirvari, studiari e promoviri a lingua e a cultura siciliani”.

A distanza di un anno dalla pubblicazione in inglese della grammatica siciliana bilingue “Learn Sicilian / Mparamu lu sicilianu”, il professor Cipolla conferma amore e dedizione verso la cultura dell’Isola, con la riedizione di “Siciliana – Studies on the Sicilian Ethos and Literature” della collana Studi Siciliani, pubblicata da Legas.

A darne notizia è Piero Carbone, poeta e saggista, attraverso il suo blog “Archivio e pensamenti”, che nel mese di giugno accoglierà il professor Cipolla a Racalmuto, assieme a una nutrita delegazione di Arba Sicula, per fargli conoscere il luogo che diede i natali a Leonardo Sciascia, ma anche per tagliare il nastro della mostra fotografica di Louise Hamilton Caico, al Castello Chiaramontano.

Nel corso della tappa racalmutese, il professor Cipolla consegnerà una copia della sua ultima pubblicazione alla biblioteca di Racalmuto. “Il volume era già fuori stampa – spiega l’autore, nel giustificare la riedizione – e siccome ricevevo richieste per il libro, ho deciso di ristamparlo, innanzitutto per correggere alcuni refusi della prima edizione e poi per aggiungere altri articoli che avevo scritto nel frattempo. Ho anche rivisto la composizione del libro dividendolo in due parti: la prima parte corrisponderebbe grosso modo a quello che chiamerei “Ethos” e la seconda invece rappresenta l’aspetto letterario. Alla prima parte ho aggiunto “Do Sicilians Have a Sense of Humor?” e “Sicul-English: the National Defense Institute Sicilian Textbooks: a Disservice to Sicily” ed ho eliminato The Sounds of Sicilian” che e’ diventata l’introduzione alla grammatica Learn Sicilian/Mparamu lu sicilianu. Per la seconda parte ho aggiunto un capitolo su Antonio Veneziano e un altro su Francesco Lanza, nonché un indice dei nomi che il primo volume non aveva. Inoltre parecchie fotografie sono state aggiunte o cambiate”.

Maggiore dovrebbe essere l’impegno profuso per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza della cultura siciliana.

CIPOLLA G - SICILIANA - copertina“Arba Sicula e Legas – sostiene Cipolla – stanno facendo il possibile per valorizzare la cultura siciliana nel mondo. Io avevo un sogno: la creazione di un Centro di Studi Siciliani nella mia università. Ho provato varie volte ad interessare la Regione Siciliana senza successo. La Sicilia sarebbe stata l’unica regione italiana ad avere un centro culturale dedicato alla sua cultura in una grande università americana a New York, con una biblioteca di ricerca per la Sicilia, un centro per gli eventi (teatro, conferenze, lezioni di siciliano e di cucina etc) e un centro per la pubblicazioni di testi sulla Sicilia. Chiedevo 50 mila euro all’anno e il resto sarebbe stato contribuito da Arba Sicula e enti locali. Non mi hanno nemmeno risposto. Il centro avrebbe assolto le funzioni di una piccola ambasciata e avrebbe offerto una finestra sul mondo per la Sicilia. Avrebbe valorizzato la cultura siciliana in maniera ancora più efficace di quanto possa fare Arba Sicula da sola”.

Gaetano Cipolla ha tradotto in inglese moltissimi autori siciliani, principalmente grandi poeti. E il riscontro del suo lavoro è notevole, perché elevato è l’interesse per la cultura siciliana negli Stati Uniti.

“La letteratura siciliana, scritta in siciliano, esiste solo grazie al lavoro che faccio io e pochi altri – sottolinea il professor Cipolla – . C’e’ un enorme interesse per le cose siciliane perché la popolazione italo-americana per il 40% è siciliana.  Per quanto riguarda la cultura siciliana in Sicilia, bisognerebbe che i siciliani si liberassero dal complesso di inferiorità di cui soffrono, cominciando a considerare il siciliano non come la lingua degli ignoranti e analfabeti, ma come la madre dell’italiano letterario. Bisognerebbe cancellare lo stigma che accompagna l’uso del siciliano e insegnarlo nelle scuole, convincendo anche i genitori che parlare una seconda lingua e’ una cosa positiva non negativa. Avrei tanto da dire. Purtroppo la battaglia è quasi persa, ma non in maniera definitiva. Si può sperare ancora, ma bisognerebbe cambiare la testa ai Siciliani”.

Resta da chiedersi in che misura e da parte di quali istituzioni viene profuso un analogo sforzo di conservazione e valorizzazione della nostra lingua siciliana.

“La passione non si può istituzionalizzare né va esclusa dalle istituzioni – commenta Piero Carbone– : va dato atto che una risposta positiva alla domanda è data dal Centro di studi filologici e linguistici siciliani: le biblioteche di tutte le scuole e di tutti i comuni siciliani dovrebbero mettere a disposizione i suoi libri dove viene inventariato e si valorizza il patrimonio linguistico legato ai mestieri, ai cibi, alle feste… ai vari aspetti della vita di una società. A tal proposito – prosegue Carbone – meritorio è il lavoro dei professori Giovanni Ruffino e del professor Salvatore Trovato rispettivamente dell’università di Palermo e di Catania. Voglio inoltre sottolineare l’apertura accademica nei confronti della moderna canzone siciliana tanto da far sostenere al professor Roberto Sottile, con grande sensibilità e coraggio, che il dialetto rappresenta un potenziamento espressivo e contribuisce a soddisfare ‘l’attesa di poesia’. Non mi è sembrato vero, appena un anno fa, potere ascoltare in una facoltà accademica rap siciliano e relative analisi serissime di un docente universitario”.

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One Response to Gaetano Cipolla, il professore che diffonde la lingua siciliana nel mondo

  1. giuseppe faso Rispondi

    12 aprile 2016 a 14:57

    Risp.le dott.ssa Scicolone
    Mi permetto di inviare questa breve email alla sua gentile attenzione per esprimere un mio parere in merito all’articolo.”i siciliani devono liberarsi dal complesso di inferiorità di cui soffrono”: si è vero ne soffrono veramente.però a torto perchè in realtà secondo me il problema è che avvertono sempre di perdere il confronto culturale con lo straniero.Ma confronto con chi? I siciliani abitano in un paese che per stratificazione culturale non ha confronti nel mondo,tra l’altro unica regione d’italia di cultura nordica.Se il problema è l’ignoranza intesa come mancanza di nozioni lei sà benissimo che l’gnoranza non è incultura.Se i giovani siciliani non sanno niente della storia del loro paese non è che il resto dell’italia stia meglio in quanto testa sgonfia.Crescere troppo in fretta bruciando le tappe per necessità inaridisce lo spirito e l’immaginazione.Il signor einstein più attuale che mai,diceva che l’mmaginazione è più importante della conoscenza.Se si vuole far crescere i propri figli facendone delle persone felici bisogna che si lasci che i bambini si esprimano con il gioco.ludendo docendo questa è la formula segreta,perchè il gioco stimola la curiosità e la curiosità e la madre della scienza.

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