Francesco Pira: “Troppa cattiveria sul web”

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Il sociologo, tra i più importanti esperti di Comunicazione in Italia, intervistato da Antonio Fragapane lancia ancora una volta l’allarme: “Troppe cose false, troppo razzismo, troppa invidia, troppi disvalori…”

“Siamo in piena emergenza democratica ma pochi se ne rendono conto. Troppa cattiveria sul web. Troppe cose false, troppo razzismo, troppa invidia, troppi disvalori. Persino l’ingegnere Tim Berners-Lee, che ha inventato il WWW, non riconosce più la sua creatura. La ritiene snaturata da mali di ogni tipo, dalle fake news alla profilazione di massa”.

A lanciare ancora una volta l’allarme sui pericoli che si annidano in rete è Francesco Pira, sociologo, giornalista e docente di Comunicazione all’Università di Messina, uno dei più autorevoli esperti in Italia sulla comunicazione web.

Cosa possiamo fare per limitare, quantomeno, i danni

Dobbiamo reagire, ci vuole una rivoluzione culturale. Recuperare il rispetto per l’altro. Lavorare su una pedagogia istituzionale che rispetti chi rappresenta le istituzioni. I gossip ormai sono notizie e le fake news verità. Attraverso cascate informative sui social si fanno passare verità alternative alla verità. Siamo in discesa libera. Questo non significa che non sono ottimista e non combatto ogni giorno come posso contro i mali della nostra società. Ma è dura.

Venendo al nocciolo del nostro incontro, dal suo particolare osservatorio, come e quanto ha visto cambiare nel tempo il mestiere di giornalista?

Ne parlo nel mio ultimo libro, che non a caso s’intitola “Giornalismi”. L’avvento della rete ha cambiato completamente tutto lo scenario. Editori e giornalisti hanno davanti nuove autostrade. I giornali cartacei sono destinati a morire per sempre. Tv e radio le vedremo e le vediamo già sullo smartphone. Ci saranno due giornalismi. Uno di qualità a pagamento e uno gratis di bassa qualità. Questa è la mia previsione. Ma per sopravvivere a fake news e misinformation occorrono professionisti padroni del web e dell’inglese, esperti di social media. E’ un’altra professione. Io sono nato professionalmente quando ancora c’era il piombo in tipografia e le macchine da scrivere. Era un’altra era geologica.

Mi consenta una domanda personale. Lei ha iniziato a insegnare al nord, all’Università di Trieste, di Udine e infine a Venezia, ma poi ha scelto di ritornare nella sua Sicilia. Un raro caso di “emigrazione culturale al contrario”: si è mai pentito di questa scelta?

“Sono tornato con grande convinzione e determinazione, conscio che non sarebbe stato facile e consapevole che mi allontanavo dall’Europa ed ero più vicino all’Africa. Ma ho pensato che potevo mettere a disposizione l’esperienza acquisita al nord nel privato, nella Pubblica Amministrazione e nell’Accademia. Ho pensato che in un mondo globale, lavorare nella mia terra era una sfida da vincere. E poi non abbiamo nulla da invidiare al nord. I nostri studenti si affermano dopo i nostri corsi di studi. La nostra attività di ricerca non è inferiore a quella di altre regioni. Così come la nostra attività di docenza è all’avanguardia. Basti guardare i numeri dell’Università di Messina, dove ho l’onore di lavorare. Non sono pentito di essere tornato in Sicilia perché mi sento cittadino del mondo. Quando si superano i cinquant’anni, e io ne ho cinquantatre, vedi cose e persone in maniera diversa.  E le cose che prima ti facevano adirare, ora ti fanno sorridere. Dormo in Sicilia, tra Messina e Licata, ma vivo nel mondo. Mi piace questa dimensione”. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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One Response to Francesco Pira: “Troppa cattiveria sul web”

  1. Giuseppe Pintacrona Rispondi

    04/10/2018 a 8:09

    Ben detto cugino. Sono le nuove generazioni che hanno molto da temere.Io sono molto preoccupato per i miei nipoti.

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