Frà Diego incanta i soci del Circolo Unione





A cinquant’anni dalla stesura di Morte dell’Inquisitore, omaggio a Leonardo Sciascia e al suo personaggio più amato. Gli attori del “Pirandello Stable Festival” di Mario Gaziano conquistano i numerosi presenti alla manifestazione che si è svolta nelle sale del sodalizio racalmutese

La morte dell'InquisitoreSono passati cinquant’anni da quando Leonardo Sciascia iniziò a lavorare per un saggio dedicato a un monaco del Seicento di Racalmuto le cui gesta sopravvivevano nella leggenda popolare. Era l’estate del 1963proprio mezzo secolo fa – quando Sciascia nella casa di pietre e gesso della campagna di contrada Noce, in quella stanzina il cui balconcino si affaccia sulla grande casa e sul pino dei Matrona (e all’orizzonte il mare africano), inizia a scrivere quello che sarà – solo un anno dopo, nel 1964 – Morte dell’Inquisitore. Scrive Sciascia in una lettera del 2 settembre 1963 inviata all’amico Mario La Cava: “… mi trovo qui, a Racalmuto, da un mese… sono alle prese con un lavoro, di storia, su un eretico del ‘600, mio concittadino: e ho lavorato qui; e ora debbo continuare negli archivi di palermo…“.

Il libro a cui Sciascia lavora gli dà “un affannoso ritmo: a correre da un paese all’altro, da un archivio all’altro. Una ricerca alla cieca, come cercare un ago in un pagliaio…“. Il libro arriva in libreria dunque nel ’64 per i tipi di Laterza; e sarà quello più amato dallo scrittore di Racalmuto. E in occasione di questi cinquant’anni dalla stesura diMario Gaziano con gli attori della Compagnia Morte dell’Inquisitore – dedicato a tutti i racalmutesi di “tenace concetto” – il Circolo Unione di Racalmuto ha portato in scena ieri sera, nella sala conversazione del sodalizio, il docu-dramma “Fra Diego La Matina” di Mario Gaziano, con gli attori del “Pirandello Stable Festival”. Una sala gremita. Tra il pubblico cittadini di Racalmuto, Canicattì, Agrigento e Grotte.
A dare volto e voce al monaco racalmutese Franco Di Salvo. La storia è quella di due uomini, Frà Diego e Monsignor Juan Lopez De Cisneros. Due tragici personaggi legati da un comune destino di morte nella Sicilia del XVII secolo. Due personaggi che appartengono alla storia, o meglio alla cronaca ancor oggi oscura della Sicilia degli spagnoli. Una storia in cui la violenza di un frate di paese si accampa vendicatrice e solitaria contro l’organizzata macchina di una giustizia sopraffattrice. Nella pìece emerge chiaramente il forte carattere del frate agostiniano, un “uomo che tenne alta la dignità dell’uomo“.

Barbara Capucci
Bravi gli attori della Compagnia diretta da Gaziano: Alfonso Marchica, Fabrizio Giuliano, Enzo Rinella, Angelo Provenzano, Alfio Russo, Maria Grazia Castellana. E Barbara Capucci che ha incantato il pubblico in sala con il suo canto di madre e donna di Sicilia. E ancora: la voce e la chitarra di Nenè Sciortino, la voce narrante di Liborio Triassi e i disegni illustrativi di Andrea Carisi. Gli stessi pubblicati negli anni Settanta dal “Giornale di Sicilia” per la pubblicazione a puntate del romanzo di Luigi Natoli dedicato a Frà Diego La Matina.

Il pubblico di ieri sera al CircoloIl Circolo Unione, con questa iniziativa, ha ricordato il socio Leonardo Sciascia, celebrando il personaggio più amato dallo scrittore che avrebbe voluto dedicare la Fondazione proprio a Frà Diego – “così eretico lui ed eretico io”, disse. Con questa piccola e sobria manifestazione, il Circolo inizia una serie di “conversazioni di musica e teatro” in programma quest’anno (tra i personaggi che saranno ricordati i poeti Giuseppe Pedalino Di Rosa e Alfonso Scimè, che sono stati soci del Circolo).

La manifestazione di ieri sera, introdotta dal Presidente FrancescoSciascia negli anni '60 alla Noce Marchese, si è poi conclusa con una degustazione di taralli racalmutesi e con le parole di Leonardo Sciascia sul libro: “…posso dire di aver lavorato a questo saggio più, e con più impegno e passione, che a ogni altro mio libro. E mi hanno accompagnato in questo lavoro… i ricordi: di persone amate e stimate, della mia famiglia e del mio paese, che ora non sono più. Uomini, direbbe il Matranga, di tenace concetto: testardi, inflessibili, capaci di sopportare enormi quantità di sofferenza, di sacrificio. E ho scritto di Frà Diego come uno di loro: eretici non di fronte alla religione (che a loro modo osservano o non osservano) ma di fronte alla vita“.

Prossimo appuntamento al Circolo Unione durante la settimana di Pasqua con l’inaugurazione della mostra fotografica di Pietro Tulumello dal titolo “Maria passa…” dedicata alle manifestazioni pasquali di Racalmuto. Per l’occasione si terrà una conferenza sui riti pasquali nella letteratura siciliana.

Salvatore Picone

(foto di Alessandro Giudice)

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