Forconi, promesse e stuzzicanti indiscrezioni

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Tutto quello che in questi giorni si sussura dentro i Palazzi che contano. C’è addirittura chi ipotizza che Alfano rischia di rimanere fuori dai giochi

Angelino AlfanoMarceremo su Roma, anzi no. Mentre i Forconi studiano la meglio strategia per abbattere il Governo, Letta Enrico avvia la sua personale strategia anti spallate. Via al finanziamento pubblico ai partiti, sia pure dal 2017, barra a dritta sulla legge elettorale. E la competizione virtuosa innescata dalla scesa in segreteria di Renzi, cesellano i giornali, no tutte balle tuonitrona dal blog Grillo. Un Grillo invero un poco sparlante di questi tempi, punito dal voto e dai sondaggi. Ma la situazione è grave, la crisi ci consegna al Natale malinconici e spauriti, spenderemo poco, viaggeremo meno, sogneremo zero.

I Forconi promettono di mangiare il panettone low cost trincerati agli incroci delle strade, destra estrema, antisemita e molto ultras soffia sul fuoco di queste passioni da redditi perduti e sicurezza sparita, un senso di vaga incertezza, di rivendicazioni confuse domina la scena. E la politica che fa? Si emenda quel poco e si arrocca, dentro il Palazzo le grida delle folle giungono ancora ovattate, Parlamentari e Senatori cercano di tenersi stretta una poltrona che i più sanno di non poter occupare in futuro mai più. Sono tempi grami e decadenti, con leader pallidi e pallide equazioni. Anche lo sciopero generale dei sindacati di oggi, sabato, ci è sembrato una recita un poco fuori tempo. Il disagio non trova orientamento, i Forconi hanno troppi leader e ancora nessuna strategia. Renzi una strategia sembra averla chiara, meno chiari ha i tempi di realizzazione, dicono che abbia stretto un patto con Letta, a me il Governo a te gli Esteri che tanto ti piace viaggiare. Dicono abbia stretto un patto con Prodi, via Napo Chigi a me il Colle a te. Chi rischia di rimanere fuori gioco è il prode Alfano. Ma la primavera è ancora lontana. La via per la celebrità lastricata di insidiose invidie e di Forconi urlanti.

Luigi Galluzzo

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