Fontana: “Spero che Alfano non mi chieda di candidarmi”

|




ELEZIONI AGRIGENTO. Parla il deputato regionale del Ncd Vincenzo Fontana: “Non abbiamo ancora un candidato…Non chiuderemo le porte a nessuno…Con Forza Italia il rapporto è buono, non abbiamo preconcetti o situazioni ostative… ma consiglierei a Macedonio di non andare troppo in avanti…”

Vincenzo Fontana

Vincenzo Fontana

Proseguiamo il nostro “viaggio” all’interno dei partiti, tra i deputati agrigentini, per tentare di comprendere il livello del dibattito interno sulle prossime amministrative al Comune di Agrigento, anche tenuto conto del numero sempre crescente di candidati alla carica di sindaco.

Abbiamo incontrato il deputato regionale Vincenzo Fontana, il quale ha spiegato come si sta impegnando a “preparare il terreno” al nuovo sindaco: una persona che dovrà avere il consenso popolare e per sostenere  la quale si dichiara aperto al confronto con le altre forze politiche.

Gli  abbiamo chiesto, innanzitutto, un bilancio dell’amministrazione comunale guidata da Marco Zambuto.

“Un bilancio molto negativo. La situazione al Comune era già abbastanza grave e pesante quando si è insediato Zambuto e, dopo sette anni, quel contesto è peggiorato, non soltanto dal punto di vista finanziario, ma anche dal punto di vista organizzativo, finanche nella scelta che lui ha fatto sulle persone che ha insediato nei ruoli cardine dell’amministrazione.  La situazione economica e finanziaria si è appesantita al punto che si parla di un enorme disavanzo: un’analisi che si basa su cifre ‘certificate’, ma probabilmente ci sono altre preoccupanti condizioni, che non emergono ancora.  Basta aggiungere che ci sono anche in bilancio dei residui attivi, che non sono certi ed esigibili, e questo non può che gravare ancora di più sull’ente.  La città, sotto l’amministrazione Zambuto, è ulteriormente scaduta; è peggiorata in termini di servizi, di qualità della vita. La pulizia della città è scadente; non vengono effettuati con criterio i decespugliamenti, né vengono attuati i programmi di disinfestazione con le conseguenze che sono note agli agrigentini, che hanno dovuto far fronte anche a casi di rickettsiosi, oltreché all’assalto di zanzare più aggressive”.

La nuova amministrazione dovrà fare i conti con una situazione grave e di non facile soluzione; in che modo il nuovo sindaco, a suo parere, potrà affrontare i problemi e tentare di risolverli?

“Non sarà semplice. Intanto, va valutata la situazione nella sua complessità, ma l’attenzione dovrà essere posta, più che altro, sull’aspetto economico e finanziario del Comune. Occorre capire, prima delle elezioni amministrative, qual è il reale disavanzo e quali sono i residui attivi. Con l’aiuto di consulenti , il commissario Luciana Giammanco potrebbe attivarsi per un riequilibrio di bilancio e evitare così il successivo dissesto. Il nuovo sindaco si troverebbe, solo così, nelle condizioni di  predisporre un piano di risanamento in cinque anni, senza incidere sulle tasche dei cittadini, mantenendo i servizi e assicurandone anche di qualità. Questo è, a mio parere, l’unico tentativo possibile per evitare il dissesto. Evidentemente andranno fatte delle analisi: la situazione finanziaria e patrimoniale del Comune dovrà essere affidata a società di consulenza o a  professionisti esperti ed affidabili, in modo da poter capire se ci sono i margini per un riequilibrio senza dover  pesare con ulteriori tasse sui cittadini”.

Mi faccia capire: il Comune dovrebbe farsi carico di consulenze, o pensa alla contribuzione gratuita e spontanea di professionisti?

“Potrebbero benissimo spendersi professionisti che  amano la città, persone che ne hanno la capacità, le qualità professionali… ma al commissario Giammanco non mancano di certo le persone capaci a cui affidare tale compito, anche i dirigenti regionali in grado di affiancarla e di indicare la squadra necessaria per attuare il riequilibrio e evitare il baratro. È ovvio che tutti dovranno pagare le tasse, che dovranno finalmente essere attivate le procedure di sanatoria, che dovranno essere pagati gli oneri di urbanizzazione: tutte azioni che potranno portare risorse alle casse comunali. Vorrei ricordare che negli anni Ottanta sono state assunte molte persone con l’esclusiva finalità di esitare le pratiche di sanatoria e non si è fatto mai abbastanza”.

Perché, secondo lei?

“Perché il Comune non funziona bene e perché le persone che sono state assunte con quella finalità non si sono occupate di sanatoria ma sono state impegnate a fare altro”.

Rispetto ai precari, quali potranno essere le soluzioni, tenuto conto anche dei costi che gravano sulle casse comunali?

“Quello dei precari non è un problema che riguarda il Comune.  Gli Asu sono pagati dall’Inps. Gli altri sono lavoratori precari legati alle sorti della Regione. Per loro gli enti locali hanno l’onere del 17 per cento.  Chiaramente i Comuni non possono farsi carico di troppi precari: penso in  particolare ai piccoli comuni che su mille abitanti si ritrovano 40-50 dipendenti precari.  La loro posizione va valutata con attenzione. Quando ero Presidente della Provincia, man mano che si rendevano posti vacanti di cantonieri e di operai, ho potuto stabilizzare a tempo indeterminato alcuni soggetti precari. Credo che con meccanismi simili si possano attivare anche i Comuni, ogni qualvolta si attua un pensionamento o si creano posti vacanti per altre ragioni. Fino a un certo livello contrattuale è ancora possibile farlo. Tutti gli altri, invece, sono legati al carrozzone dei precari regionali. Per loro una stabilizzazione vera non è possibile, se non in via temporanea: dapprima erano previsti 5 anni di contratto, ora si è scesi a due anni. Questo non dipende dai sindaci”.

Quali iniziative sta attuando il Nuovo Centrodestra  per l’individuazione del candidato sindaco?

“La prima cosa di cui abbiamo cominciato ad occuparci, e per cui mi sono attivato personalmente, ha riguardato  il piano regolatore generale.  Il Comune è impantanato da anni su un’interpretazione : la nota questione se debba essere attuativo il prg del 2005/2007 o 2009/2012. Ci siamo fatti carico anche con il deputato Roberto Di Mauro e alcuni consiglieri di arrivare ad una soluzione. Abbiamo affrontato la questione  a Palermo con il nuovo direttore generale, giungendo alla conclusione che il prg valido è l’ultimo approvato, con tutte le osservazioni. Adesso la Regione metterà per iscritto queste conclusioni e in Consiglio potranno essere affrontate le linee guida: il prg potrà dare ossigeno alla città, sbloccando lavori pubblici e portando avanti i piani particolareggiati e tutte le attività collegate all’esecutività dello strumento urbanistico. Ora, resta da affrontare la questione rifiuti e quella del personale e dei residui attivi: tutte azioni che sono propedeutiche alla prossima campagna elettorale. Dovremo avere un quadro chiaro.  Dovremo sapere come stanno le cose  e, a quel punto, potremo scegliere chi sarà in condizionedi attuare il programma che stileremo. Non chiuderemo le porte a nessuno, siamo aperti ad altri partiti perché il nostro interesse è quello di migliorare le condizioni della città e per farlo abbiamo bisogno del contributo di tutti”.

Sembra che stiate rendendo il terreno più agevole per un sindaco di cui avete già note le generalità…

“No, il candidato non si conosce ancora. Ci sarà un ventaglio di possibilità; di persone capaci, intelligenti e in grado di mettere amore e passione in questa esperienza ce ne sono tanti. Sceglieremo la persona migliore, che possa avere il consenso dei cittadini. Deve essere anche una persona ben accetta dalla città e che sia votata con grande partecipazione”.

Possibile che si possa replicare, anche ad Agrigento, la compagine del Governo nazionale?

“Non lo escluderei ; ma il Governo regionale di Crocetta dimostra come a livello regionale si possano realizzare condizioni e formule differenti rispetto al governo nazionale. Figuriamoci a livello locale. L’esigenza per noi è che si possa amministrare la città in modo sereno con una larghissima partecipazione, senza ostacoli, senza strumentalizzazioni , senza posizioni determinate dall’appartenenza politica. Il nuovo governo della città e il nuovo consiglio dovranno lavorare in modo coeso, nell’interesse della città. Per questo non chiudiamo recinti, ma siamo aperti a tutte le soluzioni”.

Rispetto ai candidati che si sono fatti avanti finora, qual è il suo giudizio?

“Non esprimo giudizi su di loro, ma posso dire che mostrano tanto coraggio. La situazione non è buona e quindi è positivo che ci siano cittadini che spontaneamente si candidano a sindaco. Posso aggiungere che siamo ancora in una fase molto prematura, ci si dovrà misurare con il consenso dei partiti e poi con quello dei cittadini. Ci vogliono ancora tanti mesi. Ed è giusto lasciare decantare questa fase, per capire chi davvero può esser il miglior sindaco per Agrigento”

Nell’ipotesi che il Nuovo Centrodestra possa candidarsi a recuperare posizioni al comune di Agrigento potremmo parlare di un’aspirazione a ricucire quella continuità perduta  con l’amministrazione Piazza o oggi sono cambiate le condizioni, così come i presupposti?

“L’amministrazione di Aldo Piazza è stata la più incisiva degli ultimi anni e non lo dico perché mi legano a lui rapporti di fraterna amicizia. Probabilmente non riusciva ad esternare tutto quel che faceva, ma credo che sia stata una delle amministrazioni  più serie degli ultimi 15-20 anni. Forse era una persona che parlava poco. Ma agiva molto. Ricollegarsi all’amministrazione Piazza significa in qualche modo continuare quel lavoro faticoso che aveva posto in essere e che può  in parte essere ripreso, anche se oggi l’attività amministrativa dovrà essere ulteriormente rilanciata con novità, intraprendenza, iniziative nel campo turistico, culturale, imprenditoriale. Oggi, più di allora, vanno attivati quei meccanismi virtuosi che possano muovere l’economia e portare beneficio alla collettività”.

Sembra ottimista?

“L’ottimismo è difficile poterlo manifestare, perché le condizioni sono negative e la strada sembra tutta in salita; ma sono parzialmente sereno, perché sono convinto che con il contributo di tanti e con buona volontà e un lavoro serio potremo riuscire nel giro di alcuni anni a risanare le casse comunali e a dare alla città un’amministrazione seria e fattiva in grado di poter dare risposte ai cittadini”.

Con Forza Italia che tipo di rapporti avete?

“Il rapporto è buono non abbiamo preconcetti o situazioni ostative. Anzi, noi vogliamo discutere con Forza Italia”.

Macedonio aveva lanciato una palla ad alcuni possibili candidati, ad Enzo Campo aveva anche aggiunto proprio il suo nome durante un’intervista televisiva ….

“Macedonio va troppo in avanti, io credo che questi sono passi che vanno fatti pian pianino perché intanto è necessaria una condivisione con un’ampia platea. Lo ringrazio per la fiducia e la stima nei miei riguardi, ma  consiglierei a lui di evitare di fare nomi in questa fase perché è prematura e bisogna pensare invece alle cose necessarie da fare”.

E se fosse Angelino Alfano a chiederle di candidarsi, considerata la sua esperienza di amministratore?

“Spero che non me lo chieda. Ho già dato: 10 anni da consigliere comunale e assessore e altri dieci anni da presidente della provincia. Ho anche un’età ragguardevole  anche se non mi manca la grinta. Preferirei lasciare ai quarantenni  questo compito. È giusto così. Bisogna far crescere i quadri dirigenti ed è necessario dare spazio a chi è dietro la porta, e già bussa”.

A livello dirigenziale, all’interno della macchina amministrativa comunale,  è necessaria una scossa, una specie di rivoluzione?

“Io non credo nelle rivoluzioni. Tutti i rivoluzionari o non hanno fatto nulla o hanno fatto male. Un rivoluzionario come Crocetta ha ottenuto effetti soltanto negativi.  Eventuali aggiustamenti vanno attuati con criterio e serenità, utilizzando al meglio dirigenti e funzionari che spesso non sono stati gratificati e hanno perso l’entusiasmo. Vanno, invece, incoraggiati, stimolati, gratificati. Qualche spostamento può essere utile ed efficace per far funzionare meglio la macchina amministrativa, ma va fatto con prudenza e con tatto”.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *