Firetto: “Racalmuto: no alle epurazioni e un sindaco autorevole”

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Elezioni e candidati. Parla Lillo Firetto. Il sindaco di Porto Empedocle, deputato regionale Udc, sul futuro politico del paese di Leonardo Sciascia: “Da qui deve partire uno slancio nuovo. L’idea di Felice Cavallaro della Strada degli Scrittori è una scommessa importante. Per la figura del sindaco occorre un’esperienza autorevole”

Lillo FirettoUna rigenerazione di volontà e di intenti, in cui onestà e perseveranza siano fattori imprescindibili. È questa, secondo il deputato regionale Lillo Firetto, la ricetta per la nuova amministrazione comunale di Racalmuto. Per il suo partito, l’Udc, la proposta dovrà produrre un sindaco con “un’autorevole esperienza” capace di dare un nuovo slancio, più alto, che metta definitivamente fine al lungo periodo del commissariamento e all’ignominia delle infiltrazioni mafiose. Sono le affermazioni di un politico più che determinato, che, a Porto Empedocle, è stato rieletto con esito plebiscitario e che gode della stima dello scrittore Andrea Camilleri, il quale, pur distante ideologicamente, continua a definirlo “una persona per bene”.

A Racalmuto si è aperto un dibattito sulle prossime elezioni. Qualcuno sostiene che, dopo lo scioglimento del Comune per mafia, i Consiglieri comunali delle precedenti consiliature non debbano più ripresentarsi, in quanto responsabili, più o meno direttamente, di non avere impedito le condizioni che hanno portato alla decisione del Viminale di commissariare il Comune. Cosa ne pensa?

“Le epurazioni collettive sono sempre rischiose, portano in sè un senso di estremismo non salutare. Pur tuttavia niente accade fatalmente. Racalmuto, in questa provincia agrigentina, è ragione, analisi e speranza insieme. Sciascia, mi convinco, non è nato qui per caso. Da qui non può non partire un messaggio, uno slancio nuovo, alto. L’idea di Felice Cavallaro e l’impegno autorevole che ne ha fatto seguire avviando La Strada degli Scrittori, è un’ intuizione culturale, nella quale io stesso credo sinceramente, che può divenire una più ampia possibilità di crescita per un’area vasta. Occorrono scommesse importanti e profili autorevoli”.

Naturalmente, il dibattito si è avvitato tra il vecchio ed il nuovo, tra esperienza e rinnovamento, tra giovani e meno giovani. Qual è secondo lei il criterio da seguire?

“La contesa giovani e meno giovani non corrisponde a vecchio e nuovo. Almeno, non sempre vi corrisponde; so di dire un’ovvietà. Servono uomini di buona volontà senza vincolo d’anagrafe. Servono idee e perseveranza. L’onestà non sia un valore ma una precondizione”.

Il suo partito ha già delle proposte per la sindacatura di Racalmuto?

“Noi abbiamo l’esigenza di produrre una autorevole esperienza per Racalmuto e vogliamo dare un contributo unicamente di questo tenore”.

Porto Empedocle ha segnato, negli ultimi anni, un percorso virtuoso di impiego delle risorse e di bonifica del territorio, che ha comportato la sua rielezione con un consenso vastissimo. E’ un modello esportabile anche a Racalmuto? E in che modo?

“Porto Empedocle ha una sua specificità che la rende strutturalmente diversa e, per certi aspetti, anche vicina a Racalmuto. E’ certo che Racalmuto deve destarsi e lo farà certamente, poiché qui c’è un patrimonio culturale e di risorse umane di profilo straordinario che va solo fruttuosamente sollecitato e canalizzato”.

Anna Maria Scicolone

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