“Finziade e la bassa valle dell’Himera meridionale. La Montagna di Licata”

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Il libro. L’analisi storico-archeologica di Licata in un prezioso volume del giovane archeologo Alessio Toscano Raffa.

Alessio Toscano Raffa

Il volume prezioso che chi è appassionato di archelogia e storia non può non avere in libreria. Fresco di stampa il libro Finziade e la bassa valle dell’Himera meridionaleI. ‘La Montagna di Licata (AG)’ di Alessio Toscano Raffa che offre un’analisi di natura storico-archeologica sul territorio di Licata dall’età preistorica fino all’epoca tardo-antica, ricostruendone le vicende storiche, insediative, politiche, economiche e sociali.

Un lavoro encomiabile e certosino dove trovano spazio numerosi approfondimenti su contesti di scavo condotti per più di un decennio a Licata, su complessi archeologici di notevole rilevanza, sulla città ellenistico-romana di Finziade, l’ultima fondazione greca di Sicilia, sulla storia del territorio licatese prima e dopo la fondazione della città.

Alessio Toscano Raffa, archeologo classico, è ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche  dottore di ricerca e cultore della materia in Archeologia classica presso l’Università degli Studi di Messina, dove ha ricoperto anche l’incarico di docenza di Archeologia degli insediamenti tardo-antichi e medievali.

Ha coordinato numerose campagne di scavo e ricognizione di superficie in Italia e all’estero. Dal 2009 è coordinatore delle attività dell’Università di Messina sul territorio di Licata, dove ha condotto numerosi scavi sul Monte S. Angelo e un progetto di ricognizione di superficie che ha ricoperto l’intero comprensorio comunale. E’ coordinatore di scavi e ricerche topografiche presso i prestigiosi siti di Taormina (ME) e della Villa romana di Patti Marina (ME). Dal 2008 è membro della Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia in Turchia, con attività di ricerca e scavo presso il monumentale Ninfeo dei Tritoni. Dal 2014 è responsabile dello studio e dello scavo delle fortificazioni ellenistiche presso il sito di Skotoussa, in Tessaglia (Grecia) nell’ambito del progetto italo-greco Skotoussa Project, diretto dall’Università degli Studi di Messina.  E’ autore di diverse edizioni di scavi e pubblicazioni di carattere topografico e archeologico su diversi aspetti del mondo antico. Un archeologo giovane ma di indiscusse qualità che ha scritto un libro che è un bellissimo dono alla città di Licata e alle sue origini.

Lo studio affonda le sue radici nello scavo estensivo condotto dall’Università degli Studi di Messina sul Monte S. Angelo di Licata, tra il 2003 e il 2005 (P.O.R. 2000-2006), che portò all’individuazione di un ampio quartiere residenziale della città ellenistico-romana di Finziade. Il successivo lavoro di catalogazione dei siti già notisul territorio e le attività legate al riallestimento del nuovo Museo Archeologico licatese, di cui l’autore ha curato parte della progettazione scientifica, hanno offerto l’occasione di cogliere le innumerevoli potenzialità archeologiche del territorio preso in esame. Potenzialità del tutto inespresse poiché fino ad ora non era mai stato elaborato un progetto scientifico d’insieme, volto a centrarne le evoluzioni storiche principali sulla base del dato archeologico e a definirne persino le sfumature.

Dal volume del Toscano Raffa si percepisce come il territorio di Licata (AG),posto alla foce dell’Himera meridionale, il più importante fiume dell’isola nell’antichità, sia uno dei comprensori più ricchi della Sicilia per quantità e qualità delle presenze archeologiche.

Base di partenza erano pochi interventi effettuati a partire dagli anni ’70 del secolo scorso dalla Soprintendenza di Agrigento,le attività della locale Associazione Archeologica Licatese e i numerosi scritti di autori licatesi quali Giuseppe Navarra, Calogero Carità, Piero Meli, Cristoforo Cellura, Filippo Todaro.

Il volume è frutto di lunghi anni di lavoro con un’intensa attività di ricerca sul campo, in laboratorio, nelle biblioteche e negli archivi storiciintegrate con l’utilizzo delle moderne tecnologie, dalla georeferenziazione e posizionamento delle evidenze, alla realizzazione di prospezioni geofisiche e rilievi con laser scanner.

Le ricognizioni sistematiche di superficie, gli scavi archeologici e l’analisi della cultura materiale hanno consentito all’autore di individuare una notevole quantità di siti e di ricostruire la storia del popolamento a Licata.

Il volume, dedicato alla topografia della “Montagna” di Licata, si inserisce in un ampio progetto editoriale destinato a rendere conto delle incessanti attività scientifiche svolte dal 2003 dall’Università degli Studi di Messina, dirette dal professore  Gioacchino Francesco La Torre e coordinate dal 2009 dallo stesso Toscano Raffa in collaborazione con la Soprintendenza di Agrigento e il CNR-IBAM di Catania e Lecce.

Nel corso di più di un decennio di studi e di ricerche, alle quali hanno preso parte centinaia di studenti dei corsi triennali e magistrali dell’Ateneo messinese e non solo, che hanno effettuato al Licata le loro prime esperienze sul campo, è stata accumulata una ingente quantità di dati.

Il volume di Alessio Toscano Raffa segue quello dedicato agli scavi condotti sul Monte Sant’Angelo tra il 2003 e il 2005 nell’ambito del P.O.R. Sicilia 2000-2006 (Finziade I), uscito alla fine del 2013 a cura di G. F. La Torre e F. Mollo, e quello dedicato alla carta archeologica della città di Finziade (Finziade II), realizzato in collaborazione tra Università di Messina e CNR-IBAM, in avanzato corso di preparazione, e si accompagna a quello che sarà dedicato dallo stesso autore alla topografia della piana e delle colline circostanti (Finziade e la bassa valle dell’Himera meridionale, II), anch’esso in preparazione.

Un vasto progetto che intende colmare il vuoto conoscitivo di un’area di fondamentale importanza nella storia della Sicilia antica, che ha svolto un ruolo cruciale all’epoca degli stanziamenti coloniali di Gela e Agrigento. Un comprensorio dalla centralità strategica nel periodo delle guerre tra Greci e Punici (fine V-IV sec. a.C.) e poi tra Romani e Cartaginesi (III sec. a.C.). Un comprensorio particolarmente importante nel periodo della dominazione romana dell’Isola tra II e I sec. a.C., quando la città di Finziade e il suo porto vivono il loro periodo di maggiore ricchezza, legato al ruolo di caricatore del grano prodotto nell’entroterra da destinare a Roma.  Completamente inedita è poi la scoperta di una fiorente attività produttiva che caratterizza il territorio in età romana, successivamente al ridimensionamento della città di Finziade alla fine del I sec. a.C. Sono molti e piuttosto estesi i siti rurali che caratterizzano le prime pendici della Montagna durante l’epoca imperiale e quella tardo-antica e che dovevano trovare ancora nel porto,identificato con la stazione marittima del RefugiumPlintis di cui si fa menzione nelle fonti letterarie antiche, il loro sbocco privilegiato.

La ricerca territoriale sistematica, accanto allo scavo stratigrafico estensivo, ha permesso una riappropriazione completa da parte di noi contemporanei delle specificità del territorio licatese e della sua storia. Viene così restituita in ambito scientifico la giusta dignità storica ad un comparto territoriale fino ad ora completamente ignorato in letteratura e sostanzialmente sconosciuto. Un grazie sincero all’archeologo Alessio Toscano Raffa per questo dono che ha voluto fare a Licata, alla Sicilia e a chi avrà in tutto il mondo la possibilità di rivivere un pezzo importante della nostra storia attraverso una ricostruzione ed un’analisi di grande pregio.

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One Response to “Finziade e la bassa valle dell’Himera meridionale. La Montagna di Licata”

  1. Fortunata Cammilleri Rispondi

    14 agosto 2017 a 23:46

    Insegno storia negli Istituti Superiori di secondo grado, amo l’archeologia e sono figlia innamorata di Licata. Ho da poco letto questa novità editoriale, pur avendo seguito, sia pure non sempre con costanza, gli scavi effettuati a Licata e nella sua montagna, nonchè quelli di Castel Sant’Angelo e di Santamaria, mi è sfuggita questa edizione. Avrei bisogno di maggiori delucidazioni su come è stata condotta la ricerca che ha dato vita a questo nuovo libro. Vorrei sapere anche dove trovare il libro, cioè, da quale casa editrice è stato edito e l’anno di edizione.
    Ringrazio sentitamente.
    Mi scuso se il mio scritto, più che un commento, consta di una serie di domande.
    Fortunata Cammilleri

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