Festa del Monte, “fuochi d’artificio” fuoriprogramma in piazza Barona

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La “maschiata” non è con i controfiocchi e partono lamentele, fischi e invettive contro l’amministrazione.

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Non poteva concludersi peggio la mattinata di domenica a Racalmuto. Tutto era andato per il verso giusto in questi tre giorni di festa: i cortei con i costumi storici, la Madonna sul carro trainato da una coppia di buoi, la presa del cilio, le “prummisioni”.

La gente passeggia per il corso, molti affollano i bar. Gli emigrati, tornati in paese, in compagnia dei loro parenti o con gli amici di sempre. La contentezza si legge nei volti di tutti. Un colpo avverte che a momenti avrà luogo lo sparo dei fuochi d’artificio in piazza Barona. Sono le tredici circa di domenica mattina. Tutti si avviano verso lo spiazzo che da sempre è stato teatro dei fuochi pirotecnici in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna del Monte. Alcuni cittadini si accorgono che i fuochi sono pochi e, secondo loro, non rispecchiano, per quantità, la tradizione.

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Cominciano le lamentele, i fischi e qualche invettiva nei confronti dell’amministrazione comunale, rea – a loro dire – di non avere organizzato una “maschiata” con i controfiocchi. La folla si fa sempre più numerosa e impedisce agli addetti di dare inizio ai giochi di fuoco.

Viene avvertito il sindaco Emilio Messana che arriva in piazza Barona e, spiegando alla folla indispettita che bisogna constatare e poi lamentarsi, dispone per lo svolgimento dei tradizionali fuochi. Durante l’esecuzione si levano grida di protesta e alcuni abbandonano la piazza.

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In effetti i fuochi d’artificio sono stati miseri in quantità e qualità. Ma addossare la colpa di tutto a un’amministrazione che ha fatto fronte a tanti  eventi con un’esigua somma, destinata ai festeggiamenti, mi sembra eccessivo. Tanti sono stati gli sforzi di molti, amministratori e semplici cittadini, che hanno soddisfatto pienamente la cittadinanza. Comprendere che qualcosa si può anche sacrificare in un momento così difficile, quale quello che sta vivendo il nostro comune, mi sembra sintomo di intelligenza e maturità.

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