Favara: sedotto, abbandonato ed ora…adottato

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Una città dai conti in rosso affida ai privati il verde pubblico

altUn “Comune” con i conti in rosso si affida ai privati per il recupero del “verde”. A Favara, città dalle tinte forti, ogni giorno ne succedono di tutti i…colori. L’Amministrazione Comunale, con un bando pubblicato in questi giorni, lancia un invito alle attività commerciali e produttive del paese per l’adozione di aiuole e spazi verdi abbandonati. Ma andiamo con ordine. Nella città simbolo dell’abusivismo edilizio fino ad un decennio fa il verde si trovava solo nel colore delle inferriate a protezione di scalinate e istituti scolastici. Fatta eccezione dei ficus di Piazza Cavour, da anni rigogliosi nel salotto cittadino, pochi erano gli alberi e le piante presenti nell’agglomerato urbano.

Troppo pochi rispetto all’enorme colata di cemento e ai milioni di conci di tufo che hanno dato vita a migliaia di abitazioni, potenzialmente utili ad ospitare quasi 90.000 persone. Troppo cemento, troppi metri quadri edificati, poca cultura per il verde. Negli ultimi 10 anni, come dicevamo, un cambiamento di rotta che ha visto creare in città diverse ville e giardini pubblici. Tutto ha inizio grazie all’Amministrazione Airò e la creazione della villetta dedicata al giovanissimo Stefano Pompeo, vittima innocente di un agguato mafioso. Poi la realizzazione della villa di Viale Aldo Moro dedicata a Giovanni Paolo II, il parco urbano dedicato al costituzionalista Gaspare Ambrosini con tanto di prato inglese, la Villa della Pace, il Parco sub urbano con i peercorsi tematici dedicati a Giufà e ai paladini, il Parco degli Orti nel Vallone Cicchillo. Un’esplosione di verde pubblico mai registrato in passato, una città che veniva sedotta da spazi arredati, tra alberi di ficus, palmizie di vario genere, macchie mediterrane. Insomma, dal verde spontaneo cresciuto ai bordi di strade e marciapiedi al verde programmato, con giardinieri comunali all’opera e bambini, famiglie (nella foto) ed anziani festanti a popolare le aree recuperare ed arredate con giochi e panchine. Dalle seduzione all’abbandono totale il passo è stato breve. Un mix di responsabilità, una cattiva gestione comunale, una costante e soprattutto una quotidiana azione di vandalismo a cui pochi, istituzioni e forze dell’ordine, hanno saputo fronteggiare come vera e propria emergenza sociale. Ed allora il “verde programmato” ha dato spazio al “verde rovinato”, nel giro di poche stagioni. A Piazza Mazzini, sede dell’Assessorato al Verde Pubblico, sempre più al “verde” per mancanza di fondi, si è registrato il cambio continuo di Assessori e, soprattutto, l’emorragia di unità lavorative nelle squadre preposte alla gestione del verde. Con pochi giardinieri, bravi e professionisti ma numericamente insufficienti, e con pochissimi “guardiani”, il patrimonio della flora della città chiaramontana ha fatto registrare un continuo peggioramento. Villa della Pace che è diventata più Villa della Guerra, con arredi e fiori e alberi distrutti, il prato inglese di Villa Ambrosini con vistone “macchie” spontanee delle tipicità siciliane di “cicoria e scalora”, il parco di Giufà già “vecchio” se pur nato, il Parco degli Orti affidato solo madre Natura.
Un’amministrazione comunale, quella attuale, che per propria ammissione ha alzato bandiera bianca anche per la gestione di semplici fioriere. Emblematica l’affermazione del vicesindaco Fanara che ha giustificato il trasferimento delle fioriere da piazza Giarritella a Piazza Cavour, davanti al suo Palazzo, perchè abbandonate e non curate dal comune. Ed allora, dalla seduzione all’abbandono ed adesso all’adozione. “Proviamo ad affidare la gestione e cura di aiuole e spazi verdi ai privati -afferma il giovane e dinamico assessore comunale al “ramo” Emanuele Vita- sia per una questione prettamente economica e gestionale, sia per avvicinare i cittadini ad un uso “proprio” del bene comune. Siamo fiduciosi di una risposta positiva di attività commerciali della città, che avranno in contropartita la possibilità di spazi pubblicitari gratuiti”. Una benna iniziativa, che va pubblicizzata e sostenuta da tutti. Se son rose… fioriranno!

Giuseppe Piscopo

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