Favara: “Non è legale che…”, ma la denuncia dei ragazzi non è piaciuta al sindaco

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Scuole ed associazioni impegnate in iniziative in una città dove il disagio sociale è evidente e la legalità non sempre è “pratica quotidiana”

alt“Non è legale che…” Una semplice frase seguita da una serie di messaggi in “pillole” scritte dagli alunni dell’I. C. “Falcone Borsellino” di Favara su un lenzuolo bianco. Lo “sfogo” a mano libera per gridare a voce alta il disagio dei ragazzi di Favara in una città con tante strutture pubbliche presenti sul territorio ma chiuse all’utenza. Ad iniziare dalla Scuola Media “Mendola” di Via dei Mille, chiusa per “cemento depotenziato” e adesso distrutta da continui atti di vandalismo. Per continuare con la piscina comunale, la cui vasca è rimasta chiusa agli sportivi per tutto l’anno.

E poi le ville comunali con gli annessi impianti sportivi, mal curati ed abbandonati. E sulla bilancia il piatto della delusione è più pesante di quello dei desideri. La “lenzuolata” non è piaciuta molto al Sindaco Rosario Manganella che, nel corso di un intervento alla presenza della dottoressa Agnini, funzionario dell’Ufficio Antimafia della Prefettura di Agrigeno e dei massimi rappresentanti provinciali delle Forze dell’Ordine, ha risposto ai ragazzi manifestando il proprio dissenso sulla frase “Non è legale che…”. Al Primo Cittadino sarebbe piaciuto leggere tutto in positivo, cioè “E’ legale che… “. Ma una piscina aperta, le ville fruibili, le strade transitabili, le scuole con ordinari manutenzione rientrano , oltre che nella legalità anche nella normalità, senza fare notizia o clamore. Fortunatamente, nella Favara dei problemi emerge la laboriosità dell’associazionismo e delle scuole del territorio, tutte, nessuna esclusa. Da anni i dirigente scolastici e il corpo insegnante hanno messo al centro dell’azione educativa della scuola proprio la legalità come pratica quotidiana, e non solo come una semplice disciplina. Ma all’azione costante e preziosa delle scuole purtroppo fanno seguito comportamenti non corretti da parte dei ragazzi nei luoghi pubblici. Tutto ciò che è un bene comune a Favara diventa un bersaglio da colpire, quasi un obiettivo di guerra da centrare. Perché tutto ciò? Cosa si nasconde dietro la mano balorda di questi incivili? Quanto disagio sociale c’è sotto? Gli interventi delle agenzie educative del territorio, Istituzione, Chiesa, associazioni non sono efficaci? Ed allora per tenera alta la “tensione” sul rispetto delle regole da alcuni anni si dedica una intera giornata ai temi della legalità ideata da Gaetano Scorsone, uno dei responsabili dell’Ass. Padre Puglisi, con le scuole protagoniste di iniziative editoriali, di cartelloni, di video, di incontri. Un momento centrale che vede tutti gli studenti della città fianco a fianco con le forze dell’ordine e con i massimi rappresentanti provinciali dei vari corpi di Polizia. Ma oltre alla Giornata di festa e di esibizioni dei corpi militari vanno segnalate le tante giornate dedicate nelle varie scuole ad incontri con istituzioni, personalità della magistratura, del giornalismo, delle forze dell’ordine, ogni giorno impegnati nei vari settori, senza telecamere puntate sopra o obiettivi fotografici, al rispetto della legge. Dall’I.C. “Falcone Borsellino” che ha detenuto quest’anno il Gonfalone della legalità, all’I.C. “Guarino”, dall’I.C. “Brancati” all’I.C. “Bers. Urso”, dall’I.C. “”Mendola Vaccaro” al Liceo King, dall’Ipia “Marconi” all’Alberghiero “Ambrosini”, è stato un continuo fermento di iniziative. Una” scuola laboratorio” di idee e di proposte, di denunce sociali, di palestra di vita. Dai “pizzini” sulla legalità scritta dagli studenti tanti gli impegni presi dagli amministratori. Un solo augurio: vedere il prossimo anno alla sesta edizione della “Festa della legalità” sul lenzuolo “Non è legale…” il piatto dei problemi risolti più pesante rispetto a quello delle delusioni.

Giuseppe Piscopo

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