Favara, Piazza Cavour travolta dalla movida e conquistata dai giovani

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A distanza di un secolo dalla descrizione che ne aveva fatto Pirandello nel romanzo storico “I vecchi e i giovani”, la famosa piazza vive un’altra rivoluzione, ma senza armi e munizioni

altNel lontano 1913 Luigi Pirandello dedicava l’ultima parte del suo romanzo storico “I vecchi e i giovani” ai moti rivoluzionari avvenuti a Favara, nella centralissima Piazza Cavour, già Piazza Castello. Questo sito, ristrutturato nell’ultimo decennio, è il cuore antico di Favara, una delle piazze più grandi e più belle della Sicilia, con i suoi palazzi dell’Ottocento, il ristrutturato Palazzo di Città, la Biblioteca Comunale donata alla collettività dal Barone Antonio Mendola, il Monumento ai Caduti, le chiese barocche ma soprattutto con il maestoso Castello Chiaramontano, palazzo medievale da anni, dopo il restauro, luogo di incontri culturali e meta di visitatori.

Ma in tutti questi anni, del titolo voluto dal drammaturgo agrigentino hanno trovato posto sotto i ficus solo i vecchi ed anziani. In inverno i nonni del paese stanno “tappati” dentro stanze piccole di circoli di minatori, contadini ed ex combattenti o dentro le tante barberie presenti del perimetro della piazza. Sale da bar una volta luoghi di incontri, dove oltre a barbe e capelli si estraevano mole con carie e denti tremolanti. In quei saloni c’era spazio pure per la musica che gli stessi barbieri componevano e suonavano. A distanza di un secolo dalla descrizione fatta da Pirandello, Piazza Cavour vive un’altra rivoluzione, per fortuna senza armi e munizioni. Ad animare i “moti” notturni centinaia e centinai di giovani che giorno dopo giorno si sono riappropriati della Piazza centrale del paese. E così Favara, paese sempre in controtendenza, si allinea alla maggior parte delle “piazze” italiane, con i giovani che preferiscono incontrarsi sotto la torre dell’Orologio, le cui campane negli ultimi decenni hanno suonato al vento e al vuoto, facendo allontanare anche le colombe. Favara adesso, soprattutto nel fine settimana, vive una “movida” che coinvolge anche le cittadine limitrofe, capoluogo compreso. Nell’ultimo anno sono stati aperti pub e ristoranti, pizzerie e altbar. Ogni fine settimana, a totale carico degli operatori commerciali della piazza, si organizzano concerti ed il venditore di “calia e simenza” da ambulante per le feste ha trovato un posto fisso. Una Favara che di notte si trasforma, con i vicoli del centro storico pieni di ragazzi, di famiglie e di “forestieri”, tra i 7 Cortili, la piazza dove si eleva il Duomo e la scenografica Piazza Cavour. Le attività di ristorazione hanno preso il posto dei Patronati e delle sedi dei partiti politici. E’ cambiata la domanda e dunque cambia l’offerta. Ed il 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, Favara si prepara all’invasione di oltre 5.000 giovani per il “Capodanno in Piazza”. Lo scorso anno l’operazione è riuscita in pieno e quest’anno, Giove Pluvio permettendo, ci sarà il boom. Sarà un banco di prova per tutti. Per i ragazzi chiamati a vivere una sera da protagonisti senza alzare il gomito o le mani, per i ristoratori che faranno affari d’oro e per la pubblica amministrazione, chiamata a dare servizi di vigilanza, controllo del traffico e pulizia straordinaria della zona. Buon anno Favara e buona festa nella piazza dei vecchi e, adesso, anche dei giovani.

Giuseppe Piscopo

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