Favara piange Vittorio Virone, l’amico di Santa Barbara

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Aveva 87 anni. Era anche chiamato la”sentinella della Ciavolotta”,  la miniera dove per tanti anni, nel silenzio di ogni giorno, ha custodito la cappella della Santa.

Vittorio Virone

Vittorio Virone

All’età di 87 anni si è spento ad Agrigento, a seguito di complicazioni di già precarie condizioni cliniche, Vittorio Virone. Molti vi chiederete: chi è? Dove sta la notizia? Vittorio Virone non è una personalità nota all’opinione pubblica e dunque la sua scomparsa poteva passare inosservatai. Ed invece Vittorio Virone, nel silenzio di ogni giorno, per  tanti anni è stato il “custode” della Cappella di Santa Barbara, la grotta creata dentro un forno all’interno del Parco minerario della Ciavolotta. Non è stato mai un minatore, nemmeno un vigile del fuoco, ne tanto meno un arruolato alla marina militare. Eppure è stato, riteniamo, il più grande “fedele” di Santa Barbara, protettrice delle tre categorie sopra menzionate. Una fede che ha cambiato e stravolto la vita del Signor Vittorio. Tutto nasce da una visione che l’arzillo “vecchietto” agrigentino  ricevette durante un ricovero ospedaliero.  Santa Barbara lo accarezzò nel sonno facendolo guarire da una brutta patologia.

Da quel giorno Vittorio Virone ha eletto quasi a proprio domicilio l’area che ancora oggi profuma di zolfo. Dentro una grotta ha sistemato la Statua della Santa, ha realizzato in economia banchi per i fedeli, ha curato a proprie spese la cura del verde, ha piantato fiori. Grazie a “nonno” Vittorio fedeli provenienti da ogni parte della Sicilia in questi decenni hanno trovato fruibile il luogo sacro. Nonostante tutti gli ostacoli che il caparbio vecchietto ha dovuto superare. Grazie a Santa Barbara ha sconfitto una brutta malattia, e con la fede alla Santa ha combattuto la burocrazia. Non ha guardato in faccia a nessuno. Sindaci, amministratori, funzionari regionali.

La cappella di Santa Barbara

La cappella di Santa Barbara

E’ stato un pungolo per tutti, conducendo battaglie anche da solo. Ma alla fine è riuscito a portare i fedeli alla Ciavolotta, in quell’area che per Agrigento ma soprattutto Favara rappresenta un “pezzo” di storia. La Ciavolotta rischiava di diventare una grande area dismessa, con i silos aggrediti dalla ruggine, gli imbocchi delle gallerie pericolose trappole, le cave discariche per rifiuti di ogni genere. Vittorio Virone ogni giorno è stata la sentinella della Ciavolotta, ha accolto migliaia di fedeli, ha custodito tutti gli ex voto affidati alla Santa, ha mantenuto i registri che documentano la presenza dei visitatori ed i luoghi di provenienza.

Una “guardiano” che ha rischiato anche linciaggi da parte di tossicodimenti o di coppiette in cerca di intimità. Spesse volte ha chiesto aiuto ai Palazzi della politica e della Chiesa. Nei primi ha spesso trovato porte semichiuse, nei secondi ha trovato la collaborazione di Don Franco Montenegro e di alcuni parroci. Nei suoi occhi si leggeva la felicità di un bambino quando scolaresche decidevano di visitare la Ciavolotta e lasciare un fiore di campo alla Santa. Da oggi vigilerà la Ciavolotta dall’alto, magari al fianco della Santa del cuore. Ma il parco minerario, dove vi lavorarono migliaia di carusi e morti sottoterra decine di minatori, ha perso la sua migliore sentinella.

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