Favara: Partito della Rabbia con il cane in lista

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Manifesti elettorali in tutta la città con il simbolo della zampa e la foto di Stefano, esemplare di Bouledogue francese. Un caso finito sulle cronache nazionali

“Meglio un cane politico che un politico cane”, parola di Stefano, il Alcuni membri del Comitatocagnolino di cinque mesi candidato – si fa per dire – alle elezioni regionali in Sicilia nella lista del “Partito della Rabbia”. A Favara, nella piazza frequentata da soli anziani, nel cuore di un centro storico ancora fatiscente, non si parla d’altro, il caso ormai è scoppiato: il piccolo esemplare di Bouledogue francese è ormai un big dell’antipolitica. Accanto ai manifesti dei candidati della provincia di Agrigento c’è pure la sua foto con tanto di cravatta. Addirittura i fac-simile sono in distribuzione nei bar, nei circoli, nei negozi. La zampetta è il suo simbolo.

Stamattina a Favara, nel comitato elettorale di corso Vittorio Emanuele, si sono ritrovati in tanti per leggere sul Corriere della Sera gli articoli di Felice Cavallaro e Gian Antonio Stella che parlano proprio di lui, simbolo di protesta pungente ed ironica, che rispecchia il dramma della gente sempre più lontana dai partiti e dalla politica.Il Partito della rabbia

Di giorno in giorno aumentano i simpatizzanti che cercano Stefano. Arrivano nella sede del comitato da ogni quartiere della città e anche da altri centri della provincia di Agrigento. Cercano lui e il suo padrone, Lillo Bennardo, 33 anni, accerchiato da parenti ed amici per protestare contro una politica fin’ora andata male, lontana dai reali bisogni della gente. Tante persone mordacemente accanite – è proprio il caso di dirlo – che chiedono un voto di protesta per Stefano.

Una beffa, naturalmente che poi diventa subito seria: “Vogliamo sensibilizzare la gente a scegliere il candidato ideale e onesto per questa città, per questa provincia e per la Regione”, ci dice Bennardo con in braccio il suo cucciolo. E conclude: “Dentro ilo cuore delle persone c’è rabbia, soprattutto nei giovani”.
In piazza la gente parla dLillo Bennardo con il suo caneel cane candidato. Il signor Carmelo Sciortino, pensionato, commenta così l’iniziativa: “Questa terra è stata abbandonata da chi l’ha mal governata – ci dice – lasciandola senza futuro e senza prospettive per i giovani che fanno bene a protestare. Ci vorrebbe una rivolta fatta con il voto e mandare tutti a casa coloro che hanno avuto la possibilità di fare qualcosa e invece hanno fatto solo danni”. Al Circolo, accanto al palazzo di città, alcuni anziani mormorano: “E’ proprio vero… meglio un cane politico…”.

Salvatore Picone

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