Favara, nasce un Gesù nero venuto dal mare

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Originale presepe sul tema dell’immigrazione realizzato dall’I.C. “Falcone Borsellino”

altL’azzurro del Mediterraneo ed il nero della pelle. E all’orizzonte una vela con i colori dell’arcobaleno con la scritta “Pace”. Un presepe semplice, senza velleità d’opera d’arte, ma ricco di spunti e messaggi chiari è stato allestito dalle sezioni della scuola dell’Infanzia dell’I.C. “Falcone Borsellino” di Favara, presieduto dalla dott.ssa Antonietta Morreale. Il tema scelto è quello dell’immigrazione, fenomeno che in questo 2013 ha vissuto giornate che saranno ricordate nella storia. A Luglio sulla scoglio di Lampedusa Papa Francesco è piombato quasi all’improvviso per pregare su tutti i migranti sepolti tra le onde. Ad ottobre, novanta giorni dopo, l’apocalisse a poca distanza dall’incantevole Isola dei Conigli, vicino a quella sabbia purissima dove le tartarughe depongono le uova e danno la vita ad altri esemplari.

Ed allora, quasi nel segno di Francesco (quello che a Greccio realizzò il primo presepe e quello vestito di bianco che in estate gettò una corona di fiori in mare) i docenti e i bambini hanno costruito la grotta dove all’interno già è nato Gesù, dal volto nero, ma bello come quello tradizionalmente biondo e dagli occhi azzurri. E’ nato stamattina ed è stato tenuto a battesimo dai frati francescani della Tenda di Abramo, Fra Salvatore e Fra Giuseppe, che proprio nel presepe ha trovato posto tra i pastorelli tradizionali. E’ nato in anticipo perché nelle scuole il 25 dicembre Bambino Gesù non viene mai collocato sulla mangiatoia, per la chiusura per festività delle lezioni. C’erano anche due fratelli venuti dal mare, dal Ghana. Due dei tanti che vivono, studiano e lavorano proprio a Favara, città d’origine araba e che dell’ospitalità ha fatto proprio la sua identità. La grotta è stata ubicata proprio sul punto della carta geografica che indica Favara, al centro della costa meridionale della Sicilia. Nel paesaggio del presepe oltre alla Grotta un punto importante è rappresentato da Lampedusa, la porta dell’Europa, al centro di un mare blu dove spesso i delfini saltano tra le onde e i corpi di migranti. Tra barche in navigazione e barconi rovesciati c’è una immagine del Papa con al fianco don Franco Montenegro, in uno scatto dell’otto luglio scorso. E nel lembo africano, accanto ai Re Magi che arrivano dall’oriente, in fila troviamo decine di pastorelli dal volto scuro. C’è integrazione, solidarietà, dramma, amore, accoglienza, povertà nel presepe dell’Istituto “Falcone Borsellino”: ma c’è soprattutto un messaggio chiaro. Siamo tutti fratelli, tutti diversi ma tutti uguali.

Giuseppe Piscopo

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