Favara e Naro, due città in lutto. Cgil e Uil: “Basta morti sul lavoro”

|




La tragica morte di Francesco Gallo e Gaetano Cammilleri, i due operai vittime questa mattina di un incidente sul lavoro alla diga “Furore” di Naro. I sindaci di Naro e Favara proclamano il lutto cittadino. Gli interventi di Massimo Raso della CGIL e di Caludio Barone e Gero Acquisto delle UIL.

Naro è Favara sono due città profondamente colpite dalla tragedia sul lavoro che si è consumata questa mattina alla diga “Furore di Naro, che è costata la vita a due operai: Francesco Gallo, 61 anni, di Naro, e Gaetano Cammileri, 55 anni di Favara.

Sarà lutto cittadino a Favara e Naro il giorno in cui saranno celebrati i funerali. Ad annunciarlo il sindaco di Favara Anna Alba, e quello di Naro Lillo Cremona, che hanno anche espresso il cordoglio unanime delle loro comunità ai familiari delle vittime.

Intanto, sull’ennesimo incidente sul lavoro nella provincia di Agrigento si leva forte e decisa la voce di Cgil e Uil che invocano più sicurezza più controlli e più sanzioni, per chi non rispetta le regole, da parte degli apparati dello Stato e della Regione.

“Come CGIL- dichiara Massimo Raso Segretario Provinciale di Agrigento-oltre a stringerci commossi ai Familiari di Francesco Gallo e Gaetano Cammileri, non possiamo che ribadire che per Noi non esistono “tragiche fatalità”: dietro ogni morte sul lavoro ci sono precise inosservanze degli obblighi di sicurezza. In generale, ci sono responsabilità del sistema delle imprese, così come esiste anche un problema culturale dei lavoratori, unito anche allo “stato di necessità” che spesso li costringe ad accettare ed eseguire un lavoro anche in condizioni di estremo rischio.

“Questa volta-continua Raso- il “datore di lavoro” è un soggetto pubblico, la Regione, per cui ancora più grave ed urgente diventa accertare omissioni e responsabilità. Le dighe siciliane da troppo tempo sono in stato di abbandono, lo denunciamo inascoltati da troppo tempo ed il loro personale insufficiente, così come scarsi gli investimenti in manutenzione e sicurezza complessiva. C’è  anche un deficit di controlli e di sanzioni da parte dell’apparato dello Stato e della Regione preposto, spesso senza mezzi e uomini che, proclami a parte, resta ben al di sotto delle esigenze”.

“Ma questa “mattanza”-prosegue il Segretario della Cgil- deve finire: 3 morti al giorno sono un “sacrificio umano” non sopportabile. Deve affermarsi una “cultura della sicurezza”, occorre che la sicurezza non venga considerata solo un costo ma un valore, perché la vita non ha ne può avere un prezzo. Anche in questo caso, ci auguriamo-conclude Raso- che si faccia piena luce e chi ha responsabilità paghi, perché anche questo serva come deterrente per tutti quelli che pensano che proteggere i lavoratori sia un “optional”.

“Siamo vicini innanzi tutto alle famiglie per questa ennesima tragedia che lascia sgomenti e profondamente colpiti tutti noi- affermano Claudio Barone, Segretario Regionale della Cisl e il Segretario Provinciale Gero Acquisto-Una tragedia che era evitabile per queste vittime innocenti che nell’espletare il proprio lavoro ci hanno rimesso la vita”.

“E’ chiaro che aspettiamo di sapere e capire meglio-continuano i due segretari- la dinamica, ma in provincia di Agrigento negli ultimi anni troppi lavoratori sono morti sui posti di lavoro, ed è chiaro che il rispetto della normativa sulla sicurezza e sulla prevenzione sono imprescindibili, non è possibile che questa conta crudele ed immane nel 2017 debba toccare ancora-concludono Barone e Acquisto- la provincia agrigentina così pesantemente e lavoratori realmente incolpevoli”.

Foto da Internet

 

 

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *