Favara, l’Onorevole Tonino festeggia nella piazza che lo ha visto crescere

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Per la prima volta in Parlamento un deputato del Centrosinistra della Città dell’Agnello Pasquale

altHa scelto la sua piazza Tonino Moscatt per ringraziare concittadini e sostenitori e festeggiare, in maniera sobria, la sua elezione a Montecitorio. Quella piazza Don Giustino, già Piazza Olimpia, che lo ha visto crescere, come ragazzo e come politico. In quella Piazza si affaccia il plesso “Mons. Giudice”, la sua scuola elementare, e il balcone della sua camera. Ed in quella Piazza si affaccia anche una delle residenze municipali, nelle cui stanze del secondo piano Tonino ha trascorso una intensa attività amministrativa come assessore allo Sport, Spettacolo e Politiche giovanili della Giunta Airò.

E proprio quella esperienza amminitrativa segnò la svolta della carriera politica di Moscatt. A dire il vero Tonino ha iniziato a masticare la politica quando dentro lo zaino portava ancora il sussidiario e la merendina. Una passione che lo ha colpito da piccolo, assieme ad un gruppo di “giovani compagni”. Figlio di un funzionario della Prefettura e di una docente di scuola Media, Tonino si è collocato subito a sinistra, e da lì, a differenza di tanti altri suoi coetanei, non si è mai allontanato. Ed alla fine questa passione politica e soprattutto la coerenza di ideali lo hanno portato dritto dritto in Parlamento. Come dicevamo, ha voluto ringraziare i favaresi che hanno votato PD alla Camera sotto quegli alberi di Piazza Don Giustino, senza mega palco e scenografie. Assieme ed attorno a lui gli amici di sempre, tanti ragazzi che con lui di notte “attaccavano” sui muri i manifesti del partito, i suoi ex colleghi di giunta, l’ex sindaco Lorenzo Airò che lo lanciò come assessore e soprattutto Giovanni Panepinto, il “favarese” di Bivona. Proprio in quella Piazza c’è la chiave d’inizio delle attività politiche del gruppo Fianco a Fianco. Giovanni Panepinto era il segretario generale del Comune di Favara nel periodo della Giuntà Airò e da Favara partì “ufficialmente” il suo viaggio verso Palazzo dei Normanni. Ben tre elezioni (causate anche da due chiusure anticipate di legislatura) sono passate proprio da Favara, grazie all’apporto della componente pd. E durante le sedute di giunta, Panepinto, tra il fumo di una sigaretta e l’altra, avrà notato il “fiuto” politico e le capacità del giovane Tonino. E lo dimostra il fatto altdi aver chiamato l’ex segretario regionale della Sinistra Giovanile come proprio assistente parlamentare a Palermo. Ieri sera è stato lo stesso Panepinto, visibilmente emozionato, a presentare il neo deputato nazionale Tonino Moscatt. “E chi lo avrebbe detto, fino a pochi giorni fa, Panepinto aprire i comizi e Moscatt concludere. Adesso caro Tonino questa piazza saluta il Parlamentare della Repubbica Italiana”. Tonino Moscatt è il primo rappresentante della Sinistra favarese a sedersi tra i 630 seggi di Montecitorio. In precedenza la cittadina chiaramontana era stata rappresentata da due democristiani, il costituzionalista Gaspare Ambrosini (tra i padri fondatori della nostra carta costituzionale) e l’on. Angelo La Russa, la cui permanenza durò però due anni, a causa dell’anticipato scioglimento delle due Camere. Adesso inizia per Tonino Moscatt una nuova avventura. “Ringrazio chi mi ha sostenuto alle primarie -ha detto un Tonino Moscatt particolarmente emozionato- e soprattutto chi, domenica scorsa, ha dato fiducia al PD, consentendo di ottenere il premio di maggiornaza che ci ha permesso di andare a Roma. Rappresenterò Favara e tutti i territori, che in questi anni, al fianco di Giovanni Panepinto, ho avuto modo di conoscerli bene. Porterò le istanze di ua provincia che chiede alla Politica nazionale forti segnali di cambiamento. La legislatura si apre in un contesto numerico al Senato non proprio felice. Ma tutti insieme siamo chiamati ad un atto di responsabilità e dare alla nostra Nazione un governo stabile, nella cui agenda il lavoro occupi il primo posto”. Tonino Moscatt prepara la valigia per Roma. E, conoscendolo bene, la sua permanenza nella Capitale non sarà solo un soggiorno.

Giuseppe Piscopo

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