Favara, quando le conserve si preparavano con il pomodoro siccagno

|




E oggi il “siccagno” è approdato su facebook…

Estate, tempo di conserve per l’inverno. Siamo fatti così. A Natale pensiamo all’estate e in estate pensiamo subito alla stagione che verrà. Ma i tempi cambiano, anche per confezionare le conserve.

Ero piccolo e ricordo mio padre, a Favara, che prenotava da contadini che facevano l’orto le quantità industriali di pomodoro che poi, in due giorni di lavoro di squadra ma sopratutto di festa familiare, diventava salsa. E quando il pomodoro dell’orto del contadino di fiducia non bastava, allora si andava alla ricerca dei “fruttaroli” che esponevano le “casce rosse”.

Il pomodoro si toccava, si  “sciaurava”, quasi te lo mangiavi con il naso e già lo vedevi sulla pasta con una bella foglia di basilico fresco e, per i più peccatori, con tre belle fette di melenzane fritte. Ancora non c’era la “moda” della dieta mediterranea, di quella a zona e le fritture facevano parte di noi.

Oggi apro Facebook e mi arriva la notifica: “pomodoro siccagno euro 10”. Nell’ era 3.0 c’è posto per il virtual viddrany. Ti propongono la vendita via internet…ma attenzione ad aprire ed allargare la foto sul display per vedere la qualità del pomodoro. C’è il rischio che premendo il touch screen ti “scricchia”qualche ariddru…

Foto da Internet

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *