Favara, la luce di tante fiaccole per illuminare le menti criminali

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Tutti uniti per ribadire un secco no a quello che sta avvenendo nella cittadina chiaramontana.

Luce delle fiaccole per illuminare le menti criminali di chi semina il terrore in città con una serie ripetute di azioni finite con il sangue. La luce delle fiaccole per portare gli autori di agguati mortali sulla retta strada, come quella percorsa questa sera a Favara da alcune centinaia di persone.

Attorno al periferica ma vivace parrocchia dei SS Pietro e Paolo, tradizionalmente negli anni “centro” propulsore di iniziative di forte impatto sociale e forte denuncie, si è stretta la comunità ecclesiastica della città al gran completo. Attorno all’arciprete don Giuseppe D’Oriente e a Marco Damanti, non nuovi a lodevoli denunce sociali sul tema della legalità, del caro-bollette, della povertà e della disoccupazione, hanno fatto quadrato tutti i preti, il Consiglio pastorale cittadino, varie consulte ecclesiastiche, l’amministrazione comunale di Favara ed il consiglio comunale, diverse associazioni e semplici cittadini.

Tutti uniti per ribadire un secco no a quello che sta avvenendo nella cittadina chiaramontana. Don Giuseppe D’Oriente in maniera diretta si è rivolto a chi ha deciso di agire in città con la vendetta, la violenza e gli spari, mandando a dire loro che questa strada porta ad un vicolo cieco. Parole che ognuno dei cittadini dovrà condividere in ogni ambiente, familiare, lavorativo, sociale, per portare un clima di pace in città. Significativo il fatto che la gente è scesa in strada, sull’iniziativa della Chiesa locale, quarantotto ore dopo l’agguato mortale di via Diaz, a funerali ancora non celebrati.

E’ un passo avanti di una cittadina che spesso al rumore degli spari è apparsa impaurita a metterci la faccia. Oggi Favara, dal periferico quartiere di via Agrigento, ribadisce che la strada criminale non porta in alcun sbocco e può portare solo danni, non solo d’immagine, a tutta la comunità.

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