Favara, quando la legalità ha anche il sapore di una “frittata”

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Alcuni detenuti di Petrusa, allievi della sezione carceraria dell’Istituto Alberghiero “Ambrosini”, nella Giornata della Legalità, offrono in Piazza Cavour a studenti, autorità e forze dell’ordine stuzzichini caldi da loro preparati.

I detenuti di Petrusa, allievi della sezione carceraria “Ambrosini”,  che offrono a studenti, autorità e forze dell’ordine stuzzichini caldi; una maxitela dedicata alla Polizia penitenziaria; lo stendardo della legalità assegnato alla pro Loco Castello di Favara. Sono queste le principali “note” emerse nella giornata conclusiva della IX edizione della Festa della Legalità, istituita a Favara da una iniziativa di Gaetano Scorsone, animatore culturale e operatore dell’area “Padre Puglisi”.

Cresce, anno dopo anno, per numero di adesioni da parte di scuole ed istituzioni, una Festa che vuol fare riflettere sul concetto di legalità, che si concretizza quotidianamente con buone pratiche da parte di tutti. Da chi sta dentro i Palazzi, a chi sta per le strade e piazze.

Ha colpito un po’ tutti la scritta ”La frittata è fatta”,  lo slogan usato dalla sezione carceraria dell’Istituto alberghiero Ambrosini di Favara, presente in Piazza Cavour con due corsisti-detenuti che hanno ottenuto, seppur per poche ore, uno speciale permesso. Una frase che ha voluto far riflettere i presenti sul ruolo rieducativo e di riabilitazione sociale dei detenuti. Dopo aver combinato “le frittate” nella vita andando incontro ai guai con la giustizia, ieri i due detenuti si sono riscattati con le “ frittate” calde offerte ai presenti. Proprio nel giorno di celebrazione del corpo della Polizia Penitenziara, che opera a pochi chilometri da Favara, in contrada Petrusa.

Gli agenti e i dipendenti del penitenziario agrigentino sono stati, infatti, i destinatari di una maxitela realizzata dall’Accademia di Arte, cultura e legalità diretta dal maestro Vincenzo Patti. I colori ed i soggetti che hanno impreziosito la gigantesca tela hanno voluto evidenziare l’aspetto umano degli operatori di carcere, fianco a fianco con i detenuti, in freddi corridoi dove il silenzio è spesso spezzato dal rumore delle chiavi che apre portoni e cancellate.

Presenti il Comandante della polizia penitenziaria di Agrigento Giuseppe lo Faro ed il direttore del carcere  Aldo Tiralongo. L’altra “notizia” della giornata è il passaggio del Gonfalone della legalità dall’I.C. “Urso-mendola” alla pro Loco Castello di Favara. A ritirare l’importante stendardo, assegnato ogni anno ad una Istituzione o associazione per particolare impegno sul fronte del rispetto della legalità, i componenti della Pro Loco Ernesto Fichera e Paolo Moscato.

E’ un riconoscimento per un’associazione da decenni impegnata quotidianamente a promuovere il territorio, non solo dal punto di vista turistico, paesaggistico e monumentale ma soprattutto culturale. Con un occhio sempre rivolto ai giovani e agli studenti. Da ricordare il recupero del bevaio “Saraceno”, da discarica a bene monumentale, attraverso il coinvolgimento di alunni delle scuole del quartiere di via Agrigento e con la collaborazione gratuita di imprese del territorio.

“Siamo presenti 365 gironi l’anno –ci dice il presidente  della Pro Loco Antonio Moscato-  attraverso una serie di iniziative che intendono coinvolgere la cittadinanza. Dalla Sagra dell’Agnello Pasquale, al recupero delle antiche e sane tradizioni, alla valorizzazione dei grani genuini per un pane doc, alla promozione di eventi culturali e musicali. Siamo convinti che il rispetto della legalità deve passare da azioni quotidiane che hanno come scopo il bene comune”.

Nelle foto alcuni momenti della giornata

 

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