Favara città dell’Agnello Pasquale o delle pecorelle smarrite?

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Dopo quello che è successo il primo aprile, la domanda sorge spontanea.

La pecorella smarrita

La pecorella smarrita

L’anno scorso, per pubblicizzare la presenza di un circo a Favara, alcuni dipendenti del circo attraversarono le strade del centro con due esemplari di cammelli. Tanta fu la cusiosità e lo stupore tra i passanti. Per una mattina Favara, il cui nome originario è l’arabo Fawwar,  prese l’immagine di un borgo africano. A molti non sfuggì l’immagine dei due cammelli all’ombra di un’oasi in corso Vittorio Veneto mentre “gustavano” l’erba che ricopriva l’area di una delle tante case demolite. Ieri mattina la scena si ripete. Cambia l’attore protagonista, ma il contesto è sempre lo stesso.

Favara, anche se spesso vandalizzata, non ha ancora subìto il passaggio di Attila. Ed allora, in ogni angolo del paese, nasccono e crescono sempre, dieci, cento, mille fili d’erba. Protagonista del pascolo urbano una pecorella smarrita. Indisturbata e, per niente infastidita dal caotico traffico di via Olanda, ha avuto il suo bel da fare sul marciapiede che costeggia l’Istituto Comprensivo “Falcone-Borsellino”.

Nonostante l’ora di punta con l’ingresso dei quasi mille alunni dell’istituto, la pecorella smarrita ha sostituito operai dell’Ato e maestranze del Comune agnelloeliminando cespugli e “piante” spontanee.

Molti si sono chiesti cosa ci fa una pecora in pieno centro abitato, quale l’ovile di provenienza’ In tanti a pensare alla faccia del povero pastore, già intento a contattare Federica Sciarelli per una richiesta d’aiuto su “Chi l’ha visto?”. Anche se il calendario segnava giorno primo aprile, pochi hanno pensato ad uno scherzo organizzato.

Tutti hanno concordato sull’ipotesi di una “fuitina” dall’ovile di “residenza”. E se la presenza dell’ovino fosse una trovata per pubblicizzare il tipico dolce pasquale di mandorla e pistacchio? Sicuramente originale. Anche se, in questo caso, l’amministrazione comunale sarà costretta a sostituire la segnaletica di benvenuto collocata negli ingressi della città modificando la dicituta “Città dell’agnello pasquale” in “Città delle pecorelle smarrite.

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