Favara, ai piedi del Calvario va in onda il film della povertà

|




Ma non è una fiction, è una scena reale dove i protagonisti portano il peso della croce della miseria e del disagio trecentosessantacinquegiorni l’anno.

Favara_1982Portano il peso della croce trecentosessantacinque giorni l’anno. La croce della povertà e della miseria. Quella vera. Il disagio si tocca con mano, nelle loro case pericolanti di un centro storico che si sbriciola come molliche. Sono senza un lavoro e senza un reddito. Ma non tutti trovano il coraggio di chiedere aiuto. Molti, per un senso du pudore, chiedono aiuto solo al vicino di casa. O al prete della propria parrocchia.

E’ la sera del martedì santo a Favara. La città, da sempre legata ai riti della Settimana Santa, si appresta a vivere e partecipare a tutti gli eventi liturgici che ci porteranno a vivere prima la Crocifissione e poi la Resurrezione. Ai piedi del Calvario va in onda il film della povertà. Non è una fiction, ma una scena reale con tanti attori protagonisti che hanno un volto segnato dal disagio sociale ed economico. Almeno un centinaio di persone, molte donne, tanti bambini, stipati sulle scalinate che conducono alla Croce in attesa di ricevere viveri e alimentio di prima necessità. E dietro al cancello di ferro d’accesso al monumentale Calvario i volontari della Confraternita di Favara si mobilitano in un religioso silenzio nella distribuzione di pasta, latte e tanti altri alimenti ricevuti durante il fine settimana nei punti di raccolta organizzati davanti ai principali supermercati della città.

Quando Favara viene chiamata ad atti di generosità, Favara risponde sempre presente. Nonostante una crisi economica che minaccia anche chi un reddito ce l’ha, nonostante le bollette salate di tributi e tasse che settimanalmente riempiono le cassette della posta, i favaresi dimostrano ancora una volta che un tozzo di pane al vicino bisognoso non si nega mai. E’ una raccolta continua, di viveri ed indumenti, quella che si registra nella cittadina chiaramontana quotidianamente.gesù in croce

La settimana scorsa Favara si era mobilitata, attraverso le parrocchie, le associazioni ed il circolo politico che fa riferimento a Rifondazione comunista, alla raccolta di beni di prima necessità da destinare agli oltre 500 migranti giunti a in città dopo una “via crucis” segnata dalle onde del Mediterraneo. Povera gente che cerca di trovare vita migliore e un approdo felice, ma che trova una terra povera, senza lavoro, con poche prospettive di sviluppo. Ma con tanta solidarietà.

Potevo fotografare l’assalto alla Croce per dare una documentazione visiva a quanto abbiamo raccontato. Ma ho preferito non dare un volto pubblico a questi poveri Cristi, molti dei quali durante l’anno chiedono sottovoce una mano d’aiuto. Ai margini della piazza del Calvario un gruppo di anziani commentava: “Perché lo Stato non aiuta questi nostri padri di famiglia?”

Altri articoli della stessa

One Response to Favara, ai piedi del Calvario va in onda il film della povertà

  1. Diego Acquisto Rispondi

    17 aprile 2014 a 8:55

    ONORE e MERITO al BRAVO GIUSEPPE….un pezzo giornalistico di grosso spessore umano, la cui lettura farà tanto bene !…..Ci siamo occasionalmente trovati uno accanto all’altro a vedere quella “scena”……tu ignaro, (io in quel momento) consapevole…..ho risposto io al tuo stupore…. !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *