Favara: a lezione di Legalità nella scuola incendiata

|




Fuoco all’Istituto “Falcone-Borsellino” : bruciati registri e documenti. Ma alunni e docenti non si fermano

I ragazzi dell'istitutoUn tavolo ovale bruciato nella notte a scuola con sopra, ammucchiati registri di classe e compiti degli alunni. Attorno tanti ragazzi ad ascoltare e dialogare con docenti e dirigente scolastico, a pensare ad alta voce e riflettere su quanto accaduto nel plesso dedicato ai Giudici Falcone Borsellino. Nel pomeriggio il cielo, per fortuna, è azzurro su Favara, i colori sono più vivi rispetto al grigio del fumo ed al nero della fuliggine che ha riempito ogni angolo della scuola. La mano balorda di ragazzi di periferia ed un accendino che ha appiccato il fuoco non fermano l’Istituzione Scuola ed una comunità di docenti e studenti che ogni giorno non lesinano energie per costruire una società migliore.

 

 

Ed allora, malgrado tutto, docenti ed alunni ritornano a scuola nell’incontro già in calendario previsto nell’ambito del progetto “A scuola di giornalismo”. Che senso aveva rinviare tutto, sospendere le attività? Ed allora si è ritenuto opportuno incontrare attorno proprio a quel tavolo ovale, oggi bruciato, ieri utilizzato per la realizzazione del lenzuolo che i ragazzi hanno intitolato “non è legale che…” che tanto ha fatto discutere e riflettere durante la Giornata della Legalità. Una “lezione speciale”, dove ogni ragazzo e ogni docente ha contribuito a renderla “unica”. “Abbiamo parlato di disagio dei giovani – afferma il Dirigente Scolastico Antonietta Morreale – dei tanti perchè non soddisfatti, dei tanti silenzi urlati con le scritte sui muri, di atti di bullismo e di impegno nel sociale e nello studio, di legalità e di futuro”.Un momento dell'incontro a scuola

L’incontro redazionale attorno al tavolo ovale bruciato ha fatto clamore anche al’esterno della scuola, con passanti ed automibilisti incuriositi. Lo scorso anno, proprio nello stesso piazzale, i ragazzi della scuola accolsero Rita Borsellino, lo sgurdo dolce dell’antimafia siciliana. Dentro quelle aule, oggi ancora caratterizzati dalla presenza del fumo grigio, docenti e ragazzi hanno vissuto un anno intenso di impegni ed attività all’insegna della promozione della legalità. Hanno incontrato Colonelli, Capitani, Vicequestori, Sindaco ed Amministratori, Frati Francescani e volontari, registi cinematografici e giornalisti. Per un intero anno, accanto alla lavagna di ardesia collocata nell’atrio e che ritrae Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha avuto posto il Gonfalone della legalità, a testimonianza dell’impegno profuso dall’intera comunità scolastica. Per la scuola che è adiacente alla nuova Caserma dei Carabinieri, ultimata ma ancona non “operativa” poteva essere per docenti e ragazzi un giorno di “vacanza forzata”: ed invece, i giovani giornalisti dell’Albero, hanno preferito fare questo tipo di scuola.

Giuseppe Piscopo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *