Era il 10 aprile del 1982

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Malgrado tutto: l’avventura continua

malgrado tutto

Malgrado tutto (Foto Salvatore Picone)

Quante parole ci vogliono per raccontare trentadue anni? Migliaia, forse milioni di parole. E titoli. E foto. E firme. Dà la vertigine sfogliare la collezione di Malgrado tutto dall’aprile del 1982, quando il giornale cominciò ad avere vita ufficiale.

Nel registro del tribunale di Agrigento la testata Malgrado tutto è catalogata con il numero 130. Significa che prima del nostro giornale, a partire dall’8 febbraio 1948, data di entrata in vigore della legge sulla stampa e sull’editoria, soltanto centotrenta giornali erano nati nella provincia di Agrigento. Molte di quelle testate non esistono più, Malgrado tutto è invece tuttora una realtà, perché un giornale è vivo fin quando finisce nelle mani dei suoi lettori, fin quando riesce a parlare a qualcuno.

Festeggiando i primi cinque anni di vita del giornale Leonardo Sciascia individuò benissimo l’essenza di Malgrado tutto. “Cinque anni di vita… è un buon segno“. Già nel titolo di quel contributo c’era lo spirito sciasciano dell’ironia, della modestia, della consapevolezza di quanto fosse difficile far vivere un giornale alle nostre latitudini. Oltre trentadue anni di vita sono molto di più che un segno; sono la documentazione del nostro recente passato, la chiave per comprendere il nostro presente.

malgrado tutto CANCELLIERI

Una prima pagina di Malgrado tutto

Averlo diretto in questo arco di tempo, averne guidato la rotta, condividendo sempre con i redattori – i ragazzi di allora e i ragazzi di oggi – le speranze, le battaglie e le difficoltà è stato ed è un privilegio. Le celebrazioni portano inevitabilmente alla retorica, ma senza timore di essere smentito posso dire che il privilegio più grande è stato quello di avere diretto un giornale libero. Libero perché senza editori. Libero forse perché povero. Libero perché ideato e realizzato da un gruppo di amici, ancor prima che di professionisti.

Attraverso le pagine del giornale, in questi anni, abbiamo cercato di raccontare Racalmuto e la Sicilia. Questo non significa che non ci siano stati errori. Questo non significa che non ci siano stati passioni e contrasti, simpatie e antipatie. Ma ogni parola stampata in questi trentadue anni sul giornale che ho firmato e che firmo è sempre stato il frutto di un libero convincimento. Non troverete una sola pagina e una sola parola di questo giornale pubblicate con un secondo fine. Non troverete mai una critica o un complimento scritti per conto di qualcuno. Se abbiamo sbagliato lo abbiamo fatto in proprio, mai per conto di mandanti o ispiratori esterni.

Ma se errori ci sono stati e carenze e mancanze, non possiamo dimenticare che questo giornale ha sempre avuto una sua identità forte. Un’identità che veniva dall’eredità lasciata da Leonardo Sciascia, che abbiamo sentito di voler raccogliere, ma anche dalle convinzioni di ciascuno che ha trovato spazio su Malgrado tutto. Il gusto per il confronto civile, la tolleranza per le idee degli altri, la fermezza morale e le battaglie per le regole e contro il malaffare sono stati i punti cardinali della storia del giornale. Malgrado tutto ha preso spesso posizione e si è sempre collocato dalla parte dei suoi lettori, dei cittadini, della gente. Si è collocato contro il potere, contro le sue arroganze e i suoi vizi. Contro la mafia, naturalmente, anche quando le facce di Cosa Nostra erano i volti di persone che passeggiavano per le strade di Racalmuto. ecco perchè ha sempre raccontato tutto, facendo nomi e cognomi, rispettando le garanzie di legge che comunque van no riconosciute a tutti.

www.malgradotuttoweb.it. Il 10 aprile di due anni fa in rete

www.malgradotuttoweb.it. Il 10 aprile di due anni fa in rete

Un giornale che negli anni ha criticato anche duramente, ma che non ha mai ricevuto una querela ne un atto di citazione. Segno che anche chi veniva criticato comprendeva lo spirito del giornale, consapevole che avrebbe trovato su queste stesse pagine lo spazio adeguato per replicare e ribattere a condizione che venissero le regole fondamentali del confronto civile e democratico.

Colpiscono le firme che si sono allineate in questi anni sulle pagine di Malgrado tutto. Sul giornale hanno scritto giovani che poi sarebbero diventati amministratori, ragazzi che avrebbero intrapreso la carriera del giornalismo professionista, studiosi destinati a ruoli di eccellenza.

In questi anni abbiamo scritto per la cronaca, non certo per la storia. Abbiamo raccontato quello che succedeva dai piccoli casi curiosi alle stagioni tragiche del piombo mafioso. Abbiamo espresso le nostre opinioni sulle molte cose che non andavano e non vanno, ancora oggi. Abbiamo ingaggiato le nostre battaglie e non sono state poche. Abbiamo fatto i giornalisti, insomma. Cercando di raccontare il nostro tempo e il nostro presente. A volte lo abbiamo fatto bene, a volte male. Ma sempre con onestà. E non è poco.

Ed è con grande gioia che possiamo ancora una volta scrivere: l’avventura continua.

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One Response to Era il 10 aprile del 1982

  1. Carlo Barbieri Rispondi

    10 aprile 2014 a 0:53

    E’ un grandissimo piacere per me avere una microscopica parte in questa avventura. Lunga vita – e in buona salute- a Malgradotutto.

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