Enzo Sardo: “Al momento del bisogno, i partiti hanno abbandonato Racalmuto” NOSTRA INTERVISTA

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ELEZIONI RACALMUTO. Parla il candidato sindaco di Racalmuto Domani. “Il paese non meritava lo scioglimento per mafia. Sono un moderato della vecchia Dc, la mia lista è fatta di gente di centrosinistra. Con Carmelo Borsellino abbiamo provato un percorso comune, ma non abbiamo insistito più di tanto”. 

L’INTERVISTA DI ANNA MARIA SCICOLONE

Enzo Sardo, 59 anni, funzionario dello Stato, sposato, due figli, è uno dei candidati sindaco al Comune di Racalmuto, sostenuto dalla Lista “Racalmuto domani”. Ha cominciato la sua attività politica da giovanissimo, all’età di 24 anni, militando nella Democrazia Cristiana, per poi passare all’Udc. E’ stato una volta sindaco, dal 10 dicembre 1989 al 15 gennaio 1992, poi vice sindaco della Giunta Petrotto nel ‘99. Il suo impegno politico attivo ha subìto un arresto dal 1993 al 2003, eccetto per quella piccola pausa nel 1999, per l’esigenza di dedicarsi alla scrittura di saggi: ”L’etica del tributo, il cittadino contribuente e l’Agenzia delle Entrate”, “I cattolici popolari tra etica ed estetica”, “Racalmuto, arte, storia e cultura”, “La Chiesa Madre di Racalmuto”, “Storia dello Statuto Siciliano”, “L’Europa e Gaetano Martino. Un lungo cammino verso la pace”, “Storia della Fondazione Leonardo Sciascia, un grande sogno”, quattro dei quali sono editi da Salvatore Sciascia, Caltanissetta. Nel 1993 è stato tra i promotori del Comitato Pro Università della Provincia di Agrigento. Dal dicembre del 2004 al gennaio 2008 è stato componente del Consiglio di Amministrazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento.

Enzo Sardo

Enzo Sardo

Che cosa l’ha spinta a ricandidarsi?
“L’amore per la città. Racalmuto è stata sfregiata dal punto di vista morale ed economico; non meritava lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, poiché non sussistono nel nostro piccolo comune le caratteristiche anche economiche per far scaturire l’interesse della mafia: non ci sono ricchezze o situazioni che possano destarne l’interesse. È successo lo stesso. Ne abbiamo preso atto. E abbiamo anche deciso di non avere in lista consiglieri uscenti. Ha significato, per noi, tracciare una linea di demarcazione netta con il passato. Chi, come me, scrive saggi su equità, solidarietà, bene comune, dignità del lavoro e dei lavoratori, è schiavo dei suoi principi. Non posso accettare, ad esempio, che vengano disattesi principi fondamentali della nostra Costituzione, che tutelano la dignità del lavoratore. È inaccettabile che in Italia si verifichino le nefandezze di stipendi e pensioni milionarie e che vengano meno i principi di solidarietà tra i cittadini. Tanto più che il nostro non è uno Stato ricco. Queste situazioni creano forti diseguaglianze  sociali, che inducono all’odio di classe. Prima della Legge Bassanini queste sperequazioni non esistevano. Che senso ha far pagare il costo dello smaltimento rifiuti a 9 euro a metro quadrato, quando altrove è 3 euro. Il tributo non ha più una sua etica e questo significa vessare i cittadini oltre misura. Il costo del Consiglio comunale e dell’amministrazione nel 2010 a Racalmuto era di 380 mila euro e questo, in un Comune così piccolo, è un altro fatto inaccettabile”.

Enzo Sardo

Enzo Sardo

Le sue precedenti scelte politiche lo hanno visto all’interno di partiti, perché adesso ha scelto di farsi promotore di un movimento apartitico?
 “Ho scelto di candidarmi proprio per evitare il disastro causato dai partiti in questo Comune. Sono quegli stessi partiti, che, al momento del bisogno, hanno lasciato i racalmutesi da soli. Come sempre succede, in casi analoghi, sono spariti nel momento di difficoltà, senza nemmeno tentare alcuna opera di soccorso o di supporto. La gente non vuole più essere presa in giro. Per questo abbiamo scelto di trovare un’intesa su ‘Racalmuto domani’ tra persone di qualità e generose, disposte a lavorare e abituate al sacrificio, moralmente integerrime, a prescindere dalla loro appartenenza politica, di cui posso affermare che sono tutti di area di centrosinistra” .

Anche lei si definisce di centrosinistra?

“Sono un moderato della vecchia Democrazia Cristiana, non un moderato alla Berlusconi.  Io credo che l’acqua debba essere pubblica, così come anche il servizio dei rifiuti, o le telecomunicazioni. Affidare a privati servizi pubblici ha determinato un aumento dei costi a carico dei cittadini. E non solo. Non è pensabile che il Comune affidi il servizio idrico a privati che impongono costi esorbitanti che non possono essere sostenuti, e poi il Comune debba agire per il recupero delle somme interrompendo il servizio idrico: l’acqua non si può togliere a nessuno, è un bene di tutti”.
Racalmuto potrà cambiare? Come?
“Con serietà e rispetto delle regole. Dalle più piccole alle più grandi. Ciascuno deve svolgere con decoro e dignità la propria missione lavorativa”.
All’atto pratico?
“Dedicando parte del personale ai servizi di assistenza agli anziani, ad esempio;  destinando un gruppo di ragazzi alla tutela e al recupero dei giardini pubblici; riorganizzando il Corpo dei vigili urbani per migliorare l’accoglienza del forestiero e per  garantire la sicurezza dei cittadini”.
Enzo Sardo con alcuni sostenitori

Enzo Sardo con alcuni sostenitori

Anche lei pensa che occorra puntare sul turismo?

“Racalmuto deve poter coniugare beni culturali e turismo, e deve poter offrire anche cibi di qualità, nei ristoranti, nei b&b, nei punti di ristorazione, cibi elaborati con prodotti dell’agricoltura biologica, mantenendo i prezzi”.
Che cos’altro sarà necessario da subito, a suo parere?
“Bisognerà pensare alle strutture sportive e a mantenere il rigore economico, con particolare riguardo alla gestione dei rifiuti. Bisognerà aumentare la differenziata e il Comune dovrà vendere i materiali conferiti, non pagare per smaltirli. Si potranno ridurre i costi, con l’utilizzo dei mezzi già a disposizione dell’associazione di Comuni appena costituita con Castrofilippo e Grotte. Poi bisognerà comprendere perché venga ancora conteggiato nella tariffa sui rifiuti quel 15% ch’era destinato ad una Provincia, che non esiste più. Poi vorremmo capire se è possibile recuperare le somme relative alle tasse rifiuti sulle case di campagna, per le quali si è attuata da parte dell’Ato un’azione di recupero per gli anni pregressi compresi tra il 2006 e il 2011, i cui importi dovuti tuttavia erano stati anticipati dal Comune di Racalmuto su decisione del Consiglio comunale. Secondo la nostra teoria, le somme già anticipate devono essere fatte confluire in un plafond che dovrebbe servire a diminuire i costi, in attesa, peraltro, che il nuovo Consiglio approvi il nuovo regolamento”.
Qual è la sua impressione sulla campagna elettorale?

L'abbraccio tra Carmelo Borsellino ed Enzo Sardo

L’abbraccio tra Carmelo Borsellino ed Enzo Sardo

“Non ci sono stati toni aspri. I candidati sono persone serie, che nella vita privata stimo molto. Le critiche sono piovute soltanto sulle liste, alcune delle quali hanno all’interno gli ex consiglieri dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. Ma tutti i candidati si sono mantenuti nei limiti del buon senso. Borsellino è persona equilibrata con un grande amore per la città; essendo estraneo alla politica, credo che non abbia valutato bene la dimensione delle difficoltà da affrontare. Abbiamo provato a trovare una via comune, ma non abbiamo lavorato abbastanza per questo, anche per il rispetto che abbiamo l’uno per l’altro, che ci ha portato a non essere più determinati ”.
Ma lei che sensazioni ha avuto incontrando la gente?
“C’è una parte di popolazione che chiede che si dica la verità, una verità gridata, che ponga apertamente dinanzi alle proprie responsabilità chi ha sbagliato. C’è una parte, che si identifica con i giovani, che non ama il linguaggio pesante e che chiede il rispetto della democrazia. Personalmente anch’io preferisco il tono del ragionamento, perché sono convinto che le parole non possano modificare la realtà, né abbellire,né peggiorare, ma testimoniare. Altre modalità di espressione non mi appartengono culturalmente.  La città deve essere pacificata; la gente vuole una città serena in cui vivere”.
Del Movimento 5 Stelle che per la prima volta partecipa alla tornata elettorale per le amministrative, lei che cosa pensa?
“Non mi sono fatto un’idea precisa. A parte il fatto che trattano alcuni temi in maniera violenta, posso dire che concettualmente li condivido: sono gli stessi temi che ho trattato nei miei libri. Non ne condivido i metodi, pesanti e strumentali, ma per il resto sollevano argomentazioni giuste. L’Italia ha bisogno di equità e solidarietà. Questa è la formula che può fare uscire dalla crisi Racalmuto, la Sicilia e l’Italia”.
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