Emilio Messana: “Indennità agli assessori? Nessuno può chiedere la rinuncia, altrimenti diventa un mestiere solo per ricchi”

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RACALMUTO. Il sindaco Emilio Messana traccia un bilancio dei primi cento giorni di amministrazione comunale. Intervistato da Salvatore Alfano, parla delle cose fatte, ma soprattutto delle cose da fare: tasse, precari, cimitero, Fondazione Sciascia: “Bisogna coinvolgere tutte le forze che hanno partecipato alla campagna elettorale”. E così commenta la polemica interna alla maggioranza per le indennità degli assessori: “Su questo tema non si può bloccare l’attività del consiglio comunale”.

Emilio Messana

Emilio Messana

Sono passati più di cento giorni dall’insediamento della giunta. Come giudica questo primo periodo?

Positivo lo spirito della comunità che guarda con preoccupazione, ma anche con fiducia. Noi avvertiamo la responsabilità perché il paese viene da momenti difficili. La comunità confida nella capacità della politica di affrontare i problemi. I primi mesi hanno consegnato un’amministrazione (giunta e consiglieri) seria, competente e veloce nel prendere decisioni.

Aveva piena consapevolezza, prima del suo insediamento, di trovare il comune di Racalmuto nella grave situazione in cui versa?

Avevo ben presente la situazione e la coalizione è stata formata per affrontare tale emergenza. Il comune di Racalmuto veniva da tante situazioni che hanno causato tali criticità: un sindaco dimissionario, lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose, il commissariamento. L’impegno è quello di recuperare tutte le forze che hanno partecipato alla competizione elettorale e che non sono state elette. Il Comune è salvo se partecipiamo tutti assieme.

Ha parlato di un coinvolgimento dei non eletti, a cosa si riferisce in particolare?

Abbiamo avviato un percorso di coinvolgimento nella formazione delle decisioni. Ad esempio, lo abbiamo fatto in occasione della festa della Madonna del Monte; ci siamo incontrati col tessuto associativo per decidere assieme alcuni aspetti e iniziative realizzate dalle stesse associazioni. Abbiamo convocato un’assemblea cittadina per discutere il piano triennale delle opere pubbliche. Si è discusso di un’idea di sviluppo del nostro paese che dovrà trovare compimento negli investimenti pubblici. Abbiamo incontrato i progettisti locali per valutare il piano regolatore generale e, a breve, convocheremo un consiglio comunale aperto, a termine del quale, confidiamo di poter approvare una mozione unitaria su una rivisitazione di alcune scelte del PRG che sono state criticate. Abbiamo incontrato i candidati a sindaco; l’obiettivo è quello di individuare un terreno comune di confronto intorno alle idee forza, sulle quali la classe dirigente dovrà impegnarsi e che possano essere portate avanti nei prossimi anni.

Parliamo adesso del suo programma e di tutti i punti in esso inseriti (refezione, scuolabus, circolare, asilo nido) e che – sarà d’accordo – dovranno essere rispettati, visto che rappresentano un contratto con i suoi elettori

Emilio Messana in Comune

Emilio Messana in Comune

Il settore dei servizi sociali è stato trovato, da questa amministrazione, azzerato e non prevede interventi. I servizi a domanda individuale, refezione, scuolabus, circolare, asilo nido, sono anch’essi azzerati. Il piano di rientro prevede l’obbligo di copertura del 50 per cento a carico dei cittadini. Siamo intervenuti per ridurre i costi e rendere così i servizi alla portata dei cittadini. Da subito verranno attivati: la circolare,  lo scuolabus e un centro sociale per bambini che, nei fatti, potrà assolvere alle funzioni di asilo nido.

Il programma prevedeva anche dei punti di non facile realizzazione. Come pensa di affrontare queste criticità?

Sulla questione del cimitero e sul denaro che alcuni cittadini hanno già sborsato, posso comunicare che per la metà di ottobre verrà convocata la conferenza dei servizi e subito dopo l’approvazione del bilancio, verranno appaltati i lavori. Anche i fondi ANAS potranno essere utilizzati dopo l’approvazione del bilancio e serviranno a dare una boccata di ossigeno alla nostra economia.

Parliamo adesso di tasse, i racalmutesi sono tartassati da oneri al massimo delle aliquote e sperano che la nuova amministrazione possa ridurre il peso di tali tributi.

Emilio Messana in consiglio comunale

Emilio Messana in consiglio comunale

Le tasse sono, in effetti, eccessivamente alte. L’obiettivo deve essere quello di ridurle e di portarle a livelli accettabili. Questo gravoso problema investe anche altri comuni. Siamo intervenuti sul costo della tassa sulla spazzatura (TARI), riducendo il tributo di quasi 400.000 euro. Ad agosto è stato approvato il piano di intervento dell’ ARO, costituito con i comuni di Grotte e Castrofilippo e contiamo, il prossimo anno, di ottenere un’altra diminuzione  della TARI. L’obiettivo è quello di portare i costi a 1.000.000 di euro contro gli attuali 1.600.000 euro. E’ una strada difficile, occorrerà avviare la raccolta differenziata, potenziare il CCR (Centro Comunale di Raccolta) e batterci affinchè siano create le necessarie infrastrutture, come il centro di compostaggio per l’umido. Abbiamo ereditato un sistema che per un decennio ha portato tutti i rifiuti in discarica, caricando sui cittadini soltanto i costi, mentre il rifiuto può e deve rappresentare una risorsa.

Tanti lavoratori del Comune di Racalmuto temono per il loro posto di lavoro. Lavoratori precari che da tanto, troppo tempo attendono una stabilizzazione che, non solo tarda ad arrivare, ma rischia di trasformarsi in un mancato rinnovo dei contratti

I precari degli enti locali sono una delle grandi questioni siciliane. A Racalmuto il piano di rientro prevede il divieto di nuove assunzioni. Per sensibilizzare le istituzioni, da quelle politiche, a quelle sindacali, sul caso Racalmuto, ho convocato, per venerdì 10 ottobre, i parlamentari regionali e nazionali agrigentini e i sindacati. Il nostro obiettivo è quello di salvaguardare gli ASU e i contrattisti, perché possono rappresentare la risorsa indispensabile per erogare servizi alla nostra comunità.

Emilio Messana con consiglieri e assessori (Foto Salvatore Alfano)

Emilio Messana con consiglieri e assessori (Foto Salvatore Alfano)

Sempre sul suo programma elettorale è stato inserito un punto fondamentale che, se non rispettato, rischia di accentuare una spaccatura, in seno alla maggioranza, che già si è palesata. Gli assessori rinunceranno alle loro indennità?

La forza della proposta politica di Emilio Messana sindaco è stata la coalizione e la capacità di coinvolgimento delle associazioni, dei giovani che, in questi mesi, abbiamo sollecitato alla collaborazione attiva. I problemi del nostro paese sono gravi ed è necessario che tutte le forze politiche, i movimenti, le personalità che hanno creduto in questo progetto, impegnino le loro competenze, le loro relazioni per concorrere alla soluzione di questi problemi.

Signor sindaco, parlavamo di indennità

Ritengo non sia possibile imporre agli assessori la rinuncia alle indennità. Come ho sempre detto, anche in consiglio comunale, sulla rinuncia ai gettoni di presenza di consiglieri e indennità del presidente del consiglio, non può essere un’imposizione ma deve rappresentare una libera scelta. Gli assessori, come prima i consiglieri e il presidente del consiglio, sono consapevoli della necessità di dare un segnale di solidarietà alla nostra comunità, in questo particolare frangente di crisi economica. Pretendere, però, che rinuncino in toto, rischia di rendere eccessivamente oneroso l’esercizio del mandato. Qualsiasi cosa sia scritta nel programma non deve condizionare l’impegno nelle istituzioni a questioni di carattere economico, altrimenti si finirebbe col limitare l’attività amministrativa soltanto a chi ha solide basi economiche o molto tempo a disposizione.

Pensa che la maggioranza accetterà la scelta degli assessori di non rinunciare alle indennità o dovremo assistere, come le ultime volte, alle assenze dei consiglieri di maggioranza che disertano, per protesta, le sedute del consiglio?

Ogni decisione è frutto di un confronto aperto. Quello che non è accettabile è che si aggravi l’operato del consiglio comunale, condizionandone i tempi per questioni estranee all’ordine del giorno o per frizioni che possono esserci tra forze politiche alleate. Il consiglio comunale rappresenta gli interessi del paese tutto e su quelli ci si deve confrontare.

La sede della Fondazione Sciascia

La Fondazione Leonardo Sciascia

La Fondazione Sciascia rappresenta una risorsa per Racalmuto. Gli ultimi fatti sembrano ridurne l’operatività o l’importanza. Quale l’impegno che deve assumere questa amministrazione?

La Fondazione Sciascia deve tornare al centro del dibattito culturale, come testimoniano le prestigiose iniziative e attività portate avanti negli anni. Quest’anno ricorre il 25° anniversario della morte di Leonardo Sciascia. Insieme al consiglio di amministrazione stiamo organizzando delle iniziative per celebrare la ricorrenza. Occorre coinvolgere il mondo di intellettuali, giornalisti che hanno portato avanti i valori e gli ideali sciasciani e preoccuparsi di reperire fonti di finanziamento, perché il Comune non è più in grado di sostenere economicamente la Fondazione Sciascia.

Siamo alla fine di questo primo incontro. La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato. Rivolgendosi a tutti i racalmutesi, cosa sente di dire?

Racalmuto ha potenzialità enormi, una vivacità culturale e intellettuale di primo piano, un mondo giovanile consapevole e responsabile. Abbiamo il dovere tutti di essere all’altezza dei ruoli che i cittadini ci hanno assegnato.

 

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3 Responses to Emilio Messana: “Indennità agli assessori? Nessuno può chiedere la rinuncia, altrimenti diventa un mestiere solo per ricchi”

  1. A. Rispondi

    7 ottobre 2014 a 11:13

    Signor Sindaco Messana e ammirevole il suo coraggio eil suo impegno a volere mettere insieme idee è proposte dei Sindaci non eletti,sorge spontanea una domanda COME FARA? visto che in questi giorni un Sindaco non eletto lo ha attacato duramente anzi gridava che si deve dimettersi perche non ha saputo amministrare bene in questi 100 giorni.Un Cordiale Saluto

  2. Calogero Taverna Rispondi

    7 ottobre 2014 a 11:33

    Allibisco. Il Popolo Racalmutese ha scelto il meno peggio. Ora il novello sindaco vuol superare la crisi associando alla sua gestione, a discarico di sue responsabiità, il “peggio” che il Paese ha talora beffardamente bollato. Così chi ha sordidi interessi nel divisato nuovo Piano Regolatore può ritornare a condizionare, devastare, fracassare, bocciare, ingarbugliare: basterà salvare l’inesistente chiesetta secentesca dei nobilotti di paese.
    Quelli di noi che avevamo idee, proposte, ardite visioni, voglia di vera palingenesi possibile, irrisi allora persino dileggiati da capiscorta del nuova esilarante congrega comunale, possiamo venire ancora una volta baipssati, oscurati, zittiti. Poniamo quesiti, mostriamo risorse, stigmatizziamo sprechi: non abbiamo diritto neppure ad una risposta magari insolente ma almeno pertinente. Il cimitero? basta dire di allargarlo dove non si può più per credere risolta la questione dell’incetta al limite della appropriazione indebita di un mezzo milione di euro che sprovveduti cittadini hanno incautamente versato or sono troppi anni a mo’ di assurda caparra. I milioni di crediti certi liquidi ed esigibili possono restare lì occultati per non turbare i maggiorenti del paese perseguibili persino per spettacolari evasioni catastali ed altro (tanto cambiano il Piano Regolatore). La Fondazione che clamorosamente ha fallito l’oggetto sociale la si sottopone a respirazione artificiale per lasciarla ai soliti noti, di estrazione familiare. Il costo sella monnezza che non mai potrebbe superare i limiti di legge di cui al regolamento che pur nelle passate amministrazioni c’era ed ora non si sa neppure se c’è più perché sarebbe stato notte tempo sostituito rigonfia sempre sopra la ingiustificabile cifra del milione e seicento mila euro, per intrusione i costi non inerenti. Si dice he la monnezza ora costa di meno quando con quel sotterfugio di addebitare 70 euro per ogni presunto abitatore dei disabitati tuguri, magari ereditati a frotte, un povero cristo racalmutese, suo malgrado decaproprietario, si trova a dover corrisponde 700 euro annui. Un perverso dono della ubiquità che nulla sa di miracolo religioso ma tutto di diabolico tartassamento- Il Taverna può strillare quanto vuole: oscene tavolette di maiolica continuano a salmodiare una presunta storia racalmutese senza capo né coda, per lo spreco mi pare di 60.000 euro. Si moltiplichino gli appannaggi agli assessori ma si chiamino sui grandi scranni dell’Amministrazione personalità LIBERE competenti, manager, sapienti (e Racalmuto ne è piena) e si lascino da parte rattoppi delegati o già consunti.

  3. Salvatore Salvaggio Rispondi

    7 ottobre 2014 a 21:16

    Ma scusate ma il Teatro Regina Margherita sarà abbattuto riaperto o cosa???? È mai possibile questo assordante silenzio da tutti come se fosse un morto dimenticato??? Bohhh

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