Elezioni Grotte. Fantauzzo: “I grillini mi riportano agli anni più bui della nostra storia”

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“E’ troppo facile cavalcare la protesta, ma non vorrei che a farlo fosse un novello duce”. E degli altri candidati? “Dei cinque anni di Orlando i Grottesi non ricordano nulla…L’amministrazione Pilato uno sfacelo…Vizzini non avrà storia”

Paolino FantauzzoPaolino Fantauzzo, 61 anni, commerciante, sposato, due figli, è candidato alla carica di sindaco nel Comune di Grotte. Socialista da generazioni, come gli piace sottolineare – il padre fu consigliere comunale, assessore e vice commissario al Comune, il nonno sarebbe stato tra i partecipanti al primo Congresso del Psi – è sostenuto da un’alleanza costituita da rappresentanti della società civile, di estrazione e esperienze differenti, e da esponenti del Pdl, del Pid e di Sel. Nella lista a lui collegata, “Grotte domani”, figurano, come cita lo stesso Fantauzzo, Angelo Collura, presidente del Consiglio comunale uscente, vicino al ministro dell’Interno Angelino Alfano, e Piero Castronovo dell’Udc, già assessore del sindaco Paolo Pilato.

Paolino Fantauzzo è consigliere comunale dal 1973, tranne una breve parentesi negli anni Ottanta.
– Che cosa l’ha spinta a candidarsi?
“Veniamo da un decennio in cui il paese dei Grotte è stato abbandonato a se stesso. Dei cinque anni di Giacomo Orlando i grottesi non ricordano nulla; dell’amministrazione Pilato lo sfacelo è sotto gli occhi di tutti: Grotte è oggi una realtà abbandonata, le strade sono come groviera, i servizi essenziali non vengono garantiti. Mi spendo in politica da un’intera vita: credo che i tempi siano maturi e che la mia posizione e la mia età mi consentano, oggi, di dare di più alla mia città e di dedicarmi a dare risposte ai bisogni della gente”.
– Qual è stato in questi anni il suo ruolo di opposizione in Consiglio comunale?
“All’interno del Consiglio comunale ho condotto tante battaglie, prima fra tutte quella per l’acqua pubblica: abbiamo avviato la raccolta di firme. Abbiamo anche auspicato con tanti nostri interventi che il nostro sindaco Pilato fosse presente alle riunioni dell’Ato idrico, indette per stilare la carta dei servizi. Ritenevamo che fosse indispensabile far sentire la nostra voce, per stabilire alcune regole certe a favore dei nostri concittadini: a Grotte è stata ridotta la dotazione idrica da 80 a 40, eppure i costi sono aumentati. Il sindaco invece ha deciso di disertare e tutto questo ha avuto ricadute negative sui cittadini. Abbiamo anche condotto una battaglia contro l’Imu sui terreni agricoli in zona C4. Sono aree dove è impossibile costruire, perché mancano i piani particolareggiati, la rete fognaria e l’illuminazione pubblica. Manca ogni condizione per edificare in tali aree. Un’altra battaglia ha riguardato la riduzione dei costi della politica: abbiamo chiesto con forza al sindaco di ridurre gli assessori da sei a quattro. Ora lui ne fa un vanto in campagna elettorale, ma siamo pronti a dimostrare, carte alla mano, che è stato costretto alla riduzione degli assessori dietro le nostre insistenze. Inoltre non ha mai ipotizzato di tagliare le indennità del sindaco e dei componenti della giunta”.
alt– Qual è il suo giudizio sugli altri candidati?
“Su Orlando e Pilato mi sono già espresso. I ‘grillini’ rappresentano solo un momento che credo si stia già esaurendo. Ricordo episodi analoghi di fanatismo, che mi riportano agli anni più bui della nostra storia. È fin troppo facile ‘cavalcare’ la protesta, ma non vorrei che a farlo fosse un novello duce, all’interno di un movimento in cui è evidente che non c’è democrazia. Vizzini si sta spendendo con dignità in una battaglia di livello dilettantistico ed è pienamente consapevole che la sua candidatura non avrà storia”.
– Quali chance invece lei ritiene di avere, rispetto agli altri candidati?
“Sto cercando di esporre il mio programma, di condividerlo, di farlo conoscere. Saranno poi gli elettori a scegliere”.
– Che cosa farebbe, da subito, per Grotte, se fosse eletto?
“Taglierei le indennità del sindaco e degli assessori. Tagliare significa recuperare risorse, che impiegherei per favorire la socializzazione in questo paese: organizzerei momenti culturali e sociali per fare incontrare di nuovo le persone, per farle tornare in piazza. Grotte non vive più; chi soffre lo fa in silenzio e in solitudine. Chiudersi non è un bene. Ricorda la dimensione ‘d’u curtigghiu’? Penso all’antico cortile, in cui si condividevano i problemi e, spesso, nel confronto si trovava consolazione: era un’occasione di crescita e di consapevolezza dei valori veri della vita”.
– Che cosa pensa del Governo Crocetta?
“Spero che non resti avvinghiato nelle mani di politici di lungo corso e che i suoi non restino soltanto proclami, ma che possa tradurre le sue intenzioni in azioni concrete: sui precari, ad esempio, sul pagamento delle accise, sulle politiche di sviluppo di questa Isola, terra naturalmente indirizzata al turismo, per patrimonio, bellezze naturali e clima”.
– E del Governo nazionale?
“Al momento mi pare che stia facendo soltanto proclami. L’azione più importante di questo Governo dovrebbe essere la nuova legge elettorale, perché la gente si affezioni di nuovo alla politica e alle istituzioni. Poi, dovrebbe provare a risolvere il problema dell’Italia: il lavoro. Si rimetta in moto l’economia facendo partire importanti opere pubbliche”.
– Che cosa farebbe lei, se fosse eletto sindaco di Grotte?
“Partirei dalle piccole cose: rifare il manto stradale, ad esempio. Ma è sul centro storico che bisognerà intervenire per il rilancio dell’economia. Gran parte del nostro centro storico non ha niente che abbia un valore storico o architettonico. È costituito perlopiù da fabbricati della nostra cultura contadina e zolfatara: case diroccate e fatiscenti, spesso pericolanti, che rischiano di crollare e che ci scappi pure il morto, come è accaduto a Favara. La nostra idea è invece di recuperare queste aree: ad ogni privato il Comune garantirà la concessione di un’area, corrispondente a due o tre isolati; il privato procederà alla demolizione e, secondo le norme vigenti, con la nuova costruzione; dopodiché il Comune si impegnerà a demolire due o tre isolati per realizzare delle aree verdi adiacenti, villette pubbliche, parchi giochi, in modo da far rivivere il centro storico, che attualmente è abbandonato”.
– Quanto può essere indipendente un sindaco, rispetto alle parti politiche che hanno contribuito ad eleggerlo?
“Io mi sentirei libero, anche perché per amministrare bene bisogna sentirsi scevri da condizionamenti. Sarei eletto dalla società civile: non ci sono pezzi di partito a sostenermi, ma persone che hanno deciso di aderire al mio progetto politico. Mi preoccuperei unicamente di amministrare Grotte e non di cambiare a ruota assessori, come hanno fatto Orlando e Pilato”.
– Qual è il suo pensiero sul ministro Angelino Alfano?
“Personalmente non lo conosco. Il fatto che un politico di questa terra sia stato più volte ministro e anche segretario nazionale del più grande partito d’Italia, il Pdl, può essere per noi un vantaggio. Il mio giudizio è positivo. È chiaro che non può che riservare un occhio particolare al nostro territorio”.
– Quali gli obiettivi del suo programma riguardo ai giovani?
“Dobbiamo creare soprattutto per loro quei momenti di socializzazione, cui accennavo prima. Dobbiamo allontanarli dall’isolamento della rete, bisogna che lascino i computer e tornino a parlarsi guardandosi negli occhi; facendoli uscire allo scoperto dovranno per forza rinunciare alle brutte abitudini e perfino alla droga, che purtroppo è uno dei problemi che affligge la nostra comunità”.

Anna Maria Scicolone

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