Elezioni Grotte. “Dottore Vitello, c’è posta per lei”

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I candidati a sindaco alle prossime elezioni comunali rispondono alle domande del Procuratore di Siena, originario di Grotte, che segue sempre con grande attenzione tutte le vicende che lo legano al suo paese.

In un recente articolo pubblicato sul nostro giornale, il Dott. Salvatore Filippo Vitello, Procuratore della Repubblica di Siena, originario di Grotte, dopo avere letto le interviste fatte da Malgrado tutto ai due candidati a sindaco alle prossime elezioni comunali di Grotte, aveva posto alcune domande ai due candidati. Di seguito le risposte di Alfonso Provvidenza, candidato della lista “Grotte nel cuore” e di Dino Morreale, candidato della lista del Movimento Cinque Stelle.

Alfonso Provvidenza 

Gentilissimo Sig. Procuratore. Prima di tutto grazie per l’amore e la costante attenzione sulle vicende, da ultimo politico-amministrative, del nostro, anche Suo, paese.

Concordo con quanto da Lei rilevato; effettivamente talune risposte alle domande poste da Egidio Terrana non sono state sviluppate a sufficienza ma ciò è avvenuto esclusivamente per la necessaria sintesi che connota una breve intervista giornalistica.

Ciò detto, per quanto concerne il tema della legalità ritengo, come da Lei evidenziato, che la trasparenza rappresenti il punto di partenza per la concretizzazione del punto centrale del mio programma elettorale e cioè la realizzazione di una “casa comunale” aperta e cristallina. Purtroppo, in questi giorni qualcuno ha preferito strumentalizzare e, in alcuni casi, anche seminare il granello della calunnia. Io cercherò di affermare lo strumento della democrazia partecipata e, quindi, del pieno ed attivo coinvolgimento del cittadino alla vita politica ed amministrativa della città. Solo la libertà e la conoscenza possono debellare malcostume e clientele.

In relazione alle risorse finanziarie, credo opportuno che le linee guida della futura amministrazione debbano essere finalizzate, da un lato, all’efficiente utilizzo della limitate risorse comunale di cui disponiamo, il che richiede un ripensamento ed una riprogrammazione della macchina comunale, e, dall’altro, l’avvio di un processo virtuoso di individuazione e di concreto utilizzo dei fondi extracomunali e di quelli comunitari in particolare.

Per quanto concerne il rapporto con i giovani, in questi giorni ho avuto il piacere di partecipare a diversi incontri con loro; mi chiedono partecipazione ed attenzione. Ascoltare i giovani e dedicarsi loro, questo è il mio messaggio. Attraverso lo sport, la cultura, l’associazionismo, il volontariato e anche la politica. A Grotte abbiamo numerosi talenti che aspettano solo di essere valorizzati.

Infine, con riferimento al tema dell’istituzione di un unico centro politico-amministrativo tra Racalmuto e Grotte, ritengo che l’elemento centrale della vicenda non sia culturale ma prettamente amministrativo. La campagna elettorale mi ha portato a conoscere da vicino i problemi dei grottesi di Racalmuto, quelli di confine, che lamentano l’assenza di servizi e di attenzione da parte delle istituzioni locali.

Ritengo che l’unificazione possa essere presa in considerazione nel medio/lungo periodo, mentre per quanto concerne il breve mi adopererò per la sottoscrizione di convenzioni di servizi e delle relative intese al fine di ridurre i disagi dei cittadini in tempi ridotti. Sono particolarmente favorevole alle Unioni di Comuni e, quindi, allo svolgimento consorziato di talune funzioni, soprattutto di quelle connesse ai servizi sul territorio. Pertanto, valuteremo da subito le condizioni per la realizzazione delle forme associative previste dall’ordinamento sugli enti locali.

Nella speranza di avere fornito ulteriori spunti di riflessione, la ringrazio per l’onore che ci concede e La saluto cordialmente.

Alfonso Provvidenza

Dino Morreale

Gentilissimo Dott. Vitello, intanto la ringrazio per l’attestazione di stima espressa nei miei confronti attraverso le pagine di questo giornale.

Dalle sue parole traspare un indiscusso amore per il nostro paese. Mi creda è un amore condiviso che mi ha portato a rimanere a Grotte, rinunciando ad opportunità professionali più allettanti. Sento forte il legame con il mio paese, la mia gente, gli spazi del vecchio centro abitato e le campagne in cui ho trascorso la mia infanzia. Amo il profumo dell’erba fresca di rugiada in contrada Falcia. Mi piace calpestarne le zolle appena arate. Amo il mio paese.

Quella di candidarmi, mi creda, non è stata una scelta facile perché mi era chiaro che c’erano domande difficili a cui rispondere. E lei ne ha poste parecchie. Domande a cui neppure i nostri rappresentanti politici nazionali sanno rispondere.

Eppure stanno lì ad arrovellarsi il cervello. E così faccio pure io.
Io sono un uomo concreto, pratico, sono un padre di famiglia. So quanto guadagno e quanto posso spendere. Amministro i miei averi con diligenza.
Ed è questo che ogni buon padre di famiglia dovrebbe fare. Ed è questo che ogni amministratore deve fare.

Rispondo adesso alle domande che Lei ci ha rivolto, toccando corde per noi particolarmente importanti.

Relativamente alla questione legalità io penso che come lei stesso sottolinea, un progetto condiviso in materia di legalità “potrà essere favorito da una vicinanza della gestione pubblica al cittadino, basata sulla trasparenza.”. Il nostro programma vede nella democrazia partecipata la condizione sine qua non per potere amministrare. Incontri pubblici periodici tra amministratori, cittadini, comitati di quartiere, associazioni, movimenti per ascoltare, individuare bisogni reali e condividere scelte e soluzioni sull’amministrazione della città, ma anche per attingere idee e proposte. Istituzione di laboratori di urbanistica partecipata, attraverso i quali i cittadini partecipano e contemporaneamente acquisiscano competenze non solo sul funzionamento dell’amministrazione comunale, ma anche su come dibattere, deliberare e mobilitare risorse per raggiungere gli obiettivi. Referendum senza Quorum e vincolanti usati come strumento per aumentare la partecipazione ed evitare il potere discrezionale di chi governa. Chiarezza e Trasparenza totale del bilancio e delle spese comunali, permettendo di conoscere come vengono spesi i soldi dei cittadini. L’amministrazione avvierà un processo partecipato per qualsiasi proposta o decisione. I lavori del Consiglio Comunale, oltre che pubblici, saranno filmati, registrati, trasmessi in diretta streaming via internet creando anche un archivio al fine di permettere la loro facile visione e libera consultazione nei tempi successivi. I lavori delle Commissioni saranno resi pubblici. L’informazione sarà semplice e corretta attraverso l’uso di termini chiari e comprensibili a tutti. Il bilancio sarà reso comprensibile a tutti i cittadini. Ed infine faciliteremo l’accesso agli atti e ai dati di bilancio.

Rispetto alle difficoltà con le quali devono confrontarsi gli enti locali per la mancanza di adeguate risorse finanziarie la nostra azione politica avrà come obiettivo quello di intercettare i fondi comunitari e attingere ai fondi per la coesione, indirizzandoli all’occupazione e allo sviluppo economico dell’area. In tal senso attenzioneremo tutti i bandi capaci di rispondere alle peculiarità del nostro territorio, ai bisogni della nostra collettività e alle emergenze legate al degrado degli edifici e delle strutture pubbliche. Ma anche la partecipazione dei privati, attraverso sponsorizzazioni, rappresenta un importante strumento capace di alleviare le difficoltà derivanti dalla penuria di risorse. Tuttavia, obiettivo di questa amministrazione sarà quello di rilanciare il settore primario del nostro territorio: l’agricoltura. Dobbiamo trovare un’idea che funzioni. Ricorda come si stava a Grotte quando c’era l’uva Italia? Ecco, bisogna trovare un’alternativa all’uva Italia. Se si produce il denaro gira e tutti stanno meglio. L’idea di privilegiare le produzioni a km zero, di sostenere i mercati del contadino mediante la creazione di adeguati spazi fisici per i mercati sarà il nostro primo obiettivo. Ma è necessario, guardando in prospettiva, attivare un progetto di territorio. Il progetto avrà lo scopo di dotare di un piano strategico territoriale un’area omogenea dal punto di vista economico, sociale, naturalistico e culturale. Questo progetto consentirà di interloquire con le politiche di coesione Istituzionali (regionali, nazionali ed europee) e con la forza di una intercomunalità.

Per quanto riguarda le politiche giovanili mi preme sottolineare come il nostro programma sia basato sul principio della democrazia partecipata. Alla democrazia partecipata, tuttavia si va educati. In campagna elettorale ci si appassiona, si condividono temi, si prendono posizioni. E poi, una volta affidato il mandato, il nulla. Capire che la gestione di una comunità non è compito da delegare, ma diritto da esercitare richiede un processo di educazione alla cittadinanza attiva che deve partire dalla scuola. Alla scuola viene affidato questo preciso compito. Si tratta di un processo lento che può essere avviato anche attraverso la creazione di una “Città dei ragazzi”. Per chi, invece, è già giovane esistono altri strumenti e la tecnologia e i social da questo punto di vista risultano essere strumenti preziosi. La possibilità di seguire in tempo reale i consigli comunali, di visionare gli atti amministrativi, di interagire virtualmente – forma di comunicazione consona ai giovani- con la macchina amministrativa permette una circolarità della comunicazione indispensabile per raccogliere ed accogliere proposte, progetti e richieste.Le politiche giovanili devono essere pensate dai giovani, condivise con i giovani e attuate per i giovani. Non è più tempo di progetti calati dall’alto. È tempo di concretezza. È tempo di risposte. Ed ancora, cosa chiedono i giovani? Strutture sportive efficienti, wifi free, luoghi di aggregazione sicuri. I giovani chiedono il sostegno della burocrazia per realizzare i loro progetti. Dunque chiedono una burocrazia snella, digitalizzata, accessibile con un click.

Sull’eventuale unificazione tra Grotte e Racalmuto credo che si tratti di un processo già in via di attuazione. Se vogliamo risparmiare dobbiamo a poco a poco avvicinarci a questa fusione. Credo che sia necessario innanzi tutto attuare un processo di informazione capillare sui possibili benefici derivanti da un’unificazione dei due comuni. È facile lanciare proposte. Ciò che risulta più difficile è educare ai cambiamenti. Creare consapevolezze positive. Il referendum è uno degli strumenti di partecipazione indicati nel nostro programma. Il problema non risiede nel chiedere alla gente se è più o meno d’accordo con la fusione. Il problema è far capire cosa si guadagna dalla fusione. Superare il senso di appartenenza ad una comunità può essere percepito come perdita di identità. Ebbene, prima di creare una nuova appartenenza dobbiamo creare nuove identità, pronte ad accogliere il cambiamento, mettendo in evidenza gli aspetti positivi del nuovo sistema. Dobbiamo attivare processi di educazione al cambiamento. Un passo alla volta.

Nella speranza di aver dato risposta ai suoi quesiti, ma certo che come amministratore ancora tanti altri me ne verranno posti, le chiedo di continuare a seguire sempre vicino e con una particolare attenzione i il nostro operato. Credo che il suo contributo, in pensieri, progetti o sollecitazioni, possa giovare alla nostra comunità. Grazie per l’amore che lei ha sempre dimostrato per il nostro paese.

Dino Morreale

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One Response to Elezioni Grotte. “Dottore Vitello, c’è posta per lei”

  1. Giuseppe Figliola Rispondi

    29 maggio 2018 a 7:02

    Ecco come, il vil denaro o meglio la promessa di assistenza economica, riesce a convincere le menti più “riottose”. Se il processo di “unificazione” tra Grotte e Racalmuto avrà luogo (checchè ne pensi Sciascia, della cui identità siamo certi) dovrò rassegnarmi a non tornare più, 1-2 volte al mese, nel paese che mi ha adottato da piccolo (sono nato a Roma ma cresciuto a Grotte). Tornerò a Grotte-Racalmuto (o Racalmuto-Grotte, secondo i punti di vista) oppure sceglierò di abitare uno dei paesi dei Castelli romani che, almeno, non pensano a fondersi tra di loro per fare cassa!
    Certo, un’alternativa a mio avviso è possibile.
    Paesi che mantengano ciascuno la propria identità ma servizi in cooperativa o forniti da società ad hoc costituite. Ciascuno paga ciò che consuma e possibilità di federare altri comuni “fruitori di servizi” che lo ritengano economicamente vantaggioso.
    Sia chiaro, questa è solo un’idea – anche banale – su come ridurre i costi di gestione di un Comune. Modelli devono essere sviluppati, un piano di fattibilità deve essere realizzato. Potrebbe essere il primo step per cominciare a parlare di quei concorsi di idee il cui fine è ridurre i costi di gestione dei piccoli comuni salvaguardane le identità.
    Ancora, devo notare che l’intervista non mi entusiasmato: sono i Candidati a sindaco a dovere rispondere al Procuratore di Siena mentre avrei preferito che fossero i candidati ad interloquire con Filippo Vitello, nostro conterraneo.
    Infine, una considerazione. Grottesi e Racalmutesi devono essere “educati” all’unificazione?! Forse è più facile convincere una zebra a diventare un cavallo!
    Comunque andrà siamo di fronte a due “cavalli di razza” e sicuramente sapranno tirare fuori le migliori capacità.
    Grazie per l’ospitalità ricevuta. Giuseppe Figliola.

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