Elezioni Grotte. Bufalino: “Fantauzzo è ormai al tramonto”

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Il candidato a sindaco del movimento Cinque Stelle sostiene che “i politici di oggi rappresentano solo se stessi e che quello del 9 e 10 giugno sarà un “voto condizionato da certe dinamiche”. E degli altri candidati cosa pensa? “Spero che Orlando continui a fare il medico…Pilato ha sempre deciso escludendo i cittadini…Vizzini non ha mai fatto una vera opposizione

Gaspare Bufalino MarinellaGaspare Bufalino Marinella, 34 anni, architetto, è il candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle al Comune di Grotte. Non è del tutto nuovo alla politica, malgrado questa sua candidatura all’insegna della novità e del cambiamento, ma non è mai stato consigliere comunale: ha partecipato sin da giovanissimo alle attività politiche locali, attraverso l’associazionismo. È stato presidente della associazione Arci “Peppino Impastato” di Grotte.

-Come commenta il giudizio del candidato sindaco Fantauzzo sul Movimento Cinque Stelle, da lui definito come privo di democrazia, una sorta di rievocazione del fanatismo degli anni più bui della nostra storia?

“Penso che il Movimento, al contrario, dopo la morte dei partiti, dal ’92 in poi, stia attuando per la prima volta in Italia un ritorno alla democrazia, alla riorganizzazione delle singole sedi, alle riunioni sia fisiche che in video conferenza, al confronto interno su tutti i temi, ad una strutturazione politica, che, dopo il dibattito interno, attraverso i suoi rappresentanti, è capace di portare all’esterno le istanze scaturite dalla base con una proposta unitaria. Il nostro è un ritorno al modo vero di fare politica. I politici di oggi, invece, non rappresentano più i partiti, ma se stessi”.
– Che cosa pensa del risultato del M5S a livello nazionale nelle amministrative che si sono appena svolte in altri comuni della penisola?
“Rispetto alle precedenti amministrative il consenso è anche quadruplicato. Il problema è nell’attribuzione delle preferenze; le faccio un esempio: nel nostro Comune ci troviamo con cinque liste e cinque candidati, 75 candidati al Consiglio comunale, più un numero imprecisato di assessori nominati, almeno due per lista, oltre a quelli che sono stati indicati per gli anni a venire. Un calcolo rapido ci porta a ritenere che ci sia un candidato ogni 44 aventi diritto al voto. Le sezioni sono dodici. Ci sarà una polverizzazione di voti nelle preferenze su cui il voto di opinione, che è quello che cerca il M5S, incide solo in parte: il nostro è un processo lungo, cui abbiamo appena dato avvio a Grotte. Il movimento ha messo in atto una battaglia politica in Commissione all’Ars perché nella nuova legge elettorale si prevedesse una sezione elettorale unica nei Comuni sotto i diecimila abitanti. A Grotte ci sono 12 sezioni su 4 mila votanti: l’unico voto libero sarà quello per la scelta del sindaco. Con questo non intendo dire che ci sia il voto di scambio, non oso nemmeno immaginarlo, ma un voto condizionato da certe dinamiche: la verifica del voto che è stato espresso in una data sezione da quel dato elettore è abbastanza semplice, e ogni elettore non vorrebbe mai scontentare l’amico, il parente”.
– Che cosa si aspetta dall’esito del voto?
“Per noi è già in atto una piccola rivoluzione culturale ed alcune battaglie le abbiamo già vinte, quando anche candidati di altre compagini politiche hanno introdotto nel loro programma l’e-government, la trasparenza amministrativa, il Consiglio comunale da poter seguire on line, una lettura più semplificata dei bilanci… Il fatto che ci vengono dietro vuol dire che il nostro lavoro sta portando i suoi frutti. Grotte.info manderà on line il sorteggio degli scrutatori. È il segno di una volontà di trasparenza che è in linea con le nostre iniziative, che sono andate in streaming su grotte5stelle.it per favorire l’informazione e la conoscenza da parte dei cittadini”.
– Che cosa l’ha spinta a candidarsi?
“Non avrei dovuto candidarmi, visto che mi sposerò tra un mese e c’era quindi altro nei miei programmi. Ma, partecipando alle diverse attività del movimento, ciascuno di noi ha offerto la disponibilità per un ruolo ed io mi sono reso disponibile per la candidatura a sindaco, consapevole del fatto che in un paese così piccolo la nostra sarà una battaglia politica difficile”.
– Che contributo, anche in termini di esperienza, ritiene di poter dare all’amministrazione della città?
“Non io, da solo, ma l’intero Movimento: prima di tutto, l’informazione. I cittadini non conoscono i costi dell’amministrazione comunale, le finalità di spesa, le scelte amministrative. Noi riteniamo, invece, che si debba coinvolgere i cittadini in tutte le scelte: da quelle che attengono i servizi, alle strade da sistemare, al sostegno da assicurare alle famiglie che hanno più bisogno. E poi, in termini di esperienza, l’utilizzo delle nuove tecnologie: conoscerle e saperle applicare fa già la differenza. La maggior parte dei giovani già vive di tecnologie e noi vogliamo essere al passo con i tempi. Infine, la programmazione: va attuato un programma nel medio e lungo termine. Invece assistiamo spesso che, al cambio di amministrazione, anche quando sono stati avviati processi positivi, ogni volta si azzera tutto e si ricomincia da capo e tutto questi va a discapito dei cittadini”.
alt– Qual è il suo giudizio sugli altri candidati alla carica di sindaco?
“Giacomo Orlando è il mio medico, persona di cui mi fido tantissimo; spero, pertanto, che continui a fare il medico. Paolo Pilato, che conosco molto bene, ha amministrato in questi ultimi cinque anni: ha adottato delle decisioni escludendo i cittadini. Invece, ritengo, che nei momenti più difficili, come quelli che stiamo vivendo, la cittadinanza debba essere partecipe delle scelte. Vizzini, non ha mai fatto una vera opposizione in Consiglio comunale, e non ha informato bene i cittadini, ad esempio, sulla vicenda di Girgenti Acque, eludendo il vero problema, che era quello invece dei costi e delle tariffe: su questo aspetto una seria politica d’opposizione aveva il dovere di intervenire. Paolino Fantauzzo? Mi ha fatto sorridere. Gli ho detto: ‘dopo 35 anni potresti anche lasciare spazio ai giovani’. Mi ha risposto: ‘sono quarant’anni’. La sua è un tipo di politica ormai al tramonto: priva di stimoli, con l’unica necessità di concludere l’ultima parte della sua attività politica. Non vedo alcun progetto”.
– Eppure Fantauzzo propone di ricostruire parte del centro storico, cancellando quel che lui stesso definisce case fatiscenti di cultura contadina e zolfatara, prive di valore architettonico?
“I centri storici sono sottoposti a normative anche nazionali. Gli amministratori che si sono susseguiti non hanno voluto affrontare più volte il problema del centro storico. Ma è necessario, prima di ogni cosa, avviare una pianificazione in modo partecipato. Finora non si è fatto”.
– Pensa anche lei che parte del centro storico di Grotte sia privo di valore storico-architettonico?
“Il centro storico di Grotte non è quello di Racalmuto: non ha chiese, edifici di pregio. Ma rappresenta comunque la storia di una comunità. Con un colpo di ruspa non si può costruire il futuro, senza una pianificazione che indichi esattamente dove vogliamo andare, che cosa vogliamo fare. Inoltre non possiamo pensare di intervenire e avere dei risultati da qui a pochi anni: è un percorso lungo, che può essere avviato oggi e che può concludersi anche fra vent’anni”.
– Se le dico “vecchia politica”, quale personaggio le viene subito in mente?
“Mi vengono in mente un po’ tutti, perché sono rimasti romanticamente attaccati alla loro storia politica e continuano a comportarsi come facevano negli anni Settanta-Ottanta. Non si rendono conto del fatto che l’elettorato oggi è più informato; non seguono il passo e continuano a recitare il loro ruolo senza accorgersi che la realtà è cambiata”.
– Che cosa pensa del Governo Letta?
“Sono in attesa, come tutti gli italiani. Sono certo che farà poco, ma attendo, prima di valutare. Ci hanno detto che l’Italia aveva bisogno subito di un Governo per risolvere i problemi: staremo a vedere”.
– E del Governo regionale di Rosario Crocetta?
“Il Movimento Cinque Stelle ha deciso di non appoggiare Crocetta ma valuterà ogni singola iniziativa. Da cittadino, penso che Crocetta abbia una buona opportunità e spero che la sfrutti. Ma le dinamiche dei partiti non corrispondono alle istanze dei cittadini: prova ne sia la cosiddetta ‘Tabella H’ che è stata approvata, secondo le solite logiche, ed è poi stata impugnata dal Commissario dello Stato”.
– Che cosa pensa di chi ha rappresentato finora la nostra realtà territoriale, sia a Roma che a Palermo?
“Penso che il cosiddetto porcellum ha realizzato uno scollamento con gli elettori: deputati e senatori hanno avuto a cuore non le istanze provenienti dal territorio, ma il consenso e l’accordo con l’apice del partito, per essere riconfermati in lista. Per quanto riguarda la Regione, oggi il Movimento Cinque Stelle sta realizzando una bellissima esperienza: i parlamentari eletti lavorano tanto, sono un gruppo unito, e ci tengono costantemente aggiornati”.
– Quale sarebbe la prima cosa che farebbe, se fosse eletto?
“Eliminerei l’auto blu. La metterei a disposizione di chi ha bisogno, per accompagnare i bisognosi di cure presso le strutture ospedaliere, ad esempio, a supporto di un servizio socio-sanitario che è già in atto”.
– Secondo lei, qual è il futuro del Movimento di Beppe Grillo?
“Ci ho pensato molto in questi giorni. Sto osservando quel che sta accadendo. Si sta radicando, come a Grotte, dove siamo un gruppo organizzatissimo. Non sta crollando, ma si sta radicando, così come si faceva nei partiti di un tempo. M5S esiste proprio perché sono spariti i partiti di una volta. Il Movimento Cinque Stelle risponde ad un’esigenza profonda che viene rappresentata dai cittadini. Nell’attuale classe politica non vedo la capacità di rinnovarsi. I cittadini sentono il bisogno di sentirsi partecipi dell’attività politica locale, regionale, nazionale”.
– Qual è il problema più pressante di Grotte, che a suo modo di vedere andrebbe subito affrontato e risolto?
“Occorre dare sostegno alle famiglie in difficoltà e sono tante. Ma occorre avviare dei processi virtuosi. Io non credo che un Comune dalle piccole risorse possa risolvere il problema da solo. Può, invece, attivare delle politiche urbanistiche che possano di nuovo dar vita alle maestranze, all’artigianato, ad un’economia reale, che è quel che manca”.

Anna Maria Scicolone

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