E’ in linea Valentina Loiero

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La telefonata della domenica

altBuon giorno Valentina e buona domenica
Buon giorno a te Egidio e ai lettori di Malgradotutto.
Domai tu sarai a Racalmuto per un importante incontro con i giornalisti che operano nel nostro territorio nel corso del quale saranno affrontati importanti temi che stanno al centro del codice deontologico Carta di Roma. Puoi ricordarci brevemente che cos’è la Carta di Roma?
Molto volentieri. E’ un protocollo deontologico, sollecitato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, approvato, il 12 giugno del 2008, dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione della Stampa Italiana per promuovere una maggiore consapevolezza rispetto all’informazione relativa a tematiche e soggetti legati all’immigrazione nel territorio del nostro Paese.
Nel 2011 è poi nata l’Associazione Carta di Roma.
Appunto. Esattamente nel dicembre del 2011 per dare attuazione al protocollo.
Tu sei la presidente di questa Associazione e in più di un’occasione hai fatto rilevare che in Italia spesso i giornalisti trattano in modo sbagliato i temi dell’immigrazione.

 

Non solo in modo sbagliato, ma anche poco e male. Devi sapere che il nostro è l’unico paese dove spesso nel raccontare le tragedie del mare viene usata la parola clandestino che è un termine che non corrisponde a nessuno status.Noi giornalisti dobbiamo rivedere il nostro vocabolario quando parliamo di immigrati. Clandestino è una parola carica di pregiudizi, di negatività, che rimanda a qualcosa di oscuro e di illegale. Solo in Italia viene usata. Quando parliamo di immigrazione dobbiamo, invece, distinguere tra migrante regolare e migrante irregolare, tra rifugiato e richiedente asilo. Mai clandestino, è un termine semplicemente fuorviante.In un barcone che affonda al largo delle nostre coste, soprattutto quella di Lampedusa, non vi sono clandestini ma uomini, donne, bambini, ciascuno con una sua storia. Storie di sofferenza e di disperazione,sconvolgenti,altma anche storie di coraggio, speranze di una vita diversa, sogni di un futuro migliore.

La stampa italiana, quindi, deve interrogarsi seriamente su queste tematiche? E quello che noi stiamo cercando di fare promuovendo incontri con le redazioni di tutti i giornali, ma anche corsi di formazione rivolti agli operatori della comunicazione e seminari di studio come quello che si svolgerà domani a Racalmuto.La nostra attenzione è rivolta soprattutto al sud. Perchè proprio lì i colleghi giornalisti delle TV locali e delle Testate provinciali sono quelli che si trovano a contatto con la prima immigrazione e bisogna fare di tutto per evitare che scattino, inconsapevolmente, problemi linguistici ma anche di sicurezza.

Ci sono stati casi in cui avete sanzionato dei giornalisti? Purtroppo si. E’ capitato in Sardegna e anche in Lombardia dove qualche giornalista ha definito i Rom “feccia”.E questa può anche essere considerata la naturale conseguenza, negli ultimi anni, di una politica leghista imperante che ha incitato all’odio, ad essere cattivi nei confronti degli immigrati, con una Stampa che non ha saputo tenere il giusto distacco da questi atteggiamenti politici.

Grazie Valentina. Ci vediamo domani. Racalmuto ti aspetta.Grazie a te Egidio, sono felice di venire a Racalmuto, paese al quale mi sento particolarmente legata, grazie anche al mio grande amico e collega Gaetano Savatteri che ha fortemente voluto e appasionatamente lavorato per l’incontro di domani al Castello Chiaramonte.

                                                                       Egidio Terrana

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