“Ecco il vero volto dei Del Carretto”

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Angelo Cutaia, cultore di storia siciliana, svela i segreti della famiglia che da Finale Ligure arriva, alla fine del Duecento, in Sicilia. Il primo della dinastia dei Signori di Racalmuto un discendente di Federico II e non birbante avventuriero travestito da nobile

L'Ing. Angelo CutaiaNelle serate di pioggia preferisce non andare in piazza a passeggiare su e giù dalla piazzetta alla Matrice. Ama passeggiare lui, che di queste pietre, di questi antichi palazzi e di queste chiese conosce storie e microstorie, frutto di anni e anni di studio e ricerche. E soprattutto di passione per le cose del natio loco. Lui è Angelo Cutaia, ingegnere, docente all’Ipia “Marconi” di Canicattì, ma soprattutto padrone di casa dell’antico Castelluccio che sovrasta il territorio. Cutaia ama vivere e convivere con le carte. Quasi quasi ci dorme sopra: “E’ un modo per avere tutto sotto controllo”, scherza. 

Il suo laboratorio di storia, così piace chiamarlo, è stracolmo di raccoglitori, libri, stampe, fotografie. E poi pezzi unici legati naturalmente alla sua Racalmuto dove tornò, alla fine degli anni Settanta, dopo gli studi a Torino. “Eravamo spinti da tanta voglia di fare e riscoprire il nostro paese – racconta – e grazie all’allora Pro locoAngelo Cutaia, Antonio Baldanza, Leonardo Sciascia (Racalmuto, anni '80. Ph: P. Tulumello) tanto si è fatto, spinti anche dalla grande presenza di Leonardo Sciascia“. Ci mostra alcune foto tutte rigorosamente segnate da post con didascalia, date, appunti. Sulla scrivania – tra noci e arance e mandarini – un lavoro in corso sugli Arabi, su santa Rosalia (“per sbaglio è nata qui, a Racalmuto, e riuscirò a provarlo”), sulle iconografie dedicate alla Madonna del Monte. Ci illustra le sue ricerche, alcune concluse altre no, altre lasciate a metà, in attesa di trovare una chicca, uno scoop. Ed ecco la novità fresca fresca: riguarda la nota signoria racalmutese dei Del Carretto. Sulla nobile famiglia di Finale Ligure che alla fine del Duecento arriva a Racalmuto molto è stato scritto nel recente passato, grazie a tre anni di intenso lavoro condotto negli archivi dal professor Giuseppe Nalbone; sui Del Carretto notevoli le pagine di Calogero Taverna. “Si, ma lui parla di un Antonino Del Carretto “scavezzacollo che si fece credere nobile” – dice Angelo Cutaia – “e invece ho documentazione che si tratta di un Antonino imparentato con Federico II”.
“Antonino Del Carretto è il primo che dalla Liguria arriva in Sicilia, sposa Costanza Chiaramonte – spiega Cutaia – E’ nipote di Caterina De Marano, figlia illegittima di Federico II. La De Marano sposa Giacomo Del Carretto. Il loro nipote è il nostro Antonino, primo della famiglia siciliana dei Del Carretto il cui nome rimarrà fino al 1712 con Giuseppe Del Carretto morto a Palermo”.
Cutaia mostra l’albero genealogico dei Del Carretto, signori di Racalmuto e aggiunge: “Ci sono vicende ancora poco conosciute su questa famiglia – precisa – come quel Part. tela che raffigura l'arrivo della statua della Madonna del Monte a RacalmutoGiovanni V, orfano di Girolamo ucciso nel balcone del castello di Racalmuto nel 1622, figlio di Beatrice Ventimiglia, giustiziato nel Castellammare di Palermo nel 1650 dopo aver partecipato alla congiura spagnola del Moncada”.

Storie d’altri tempi, insomma. Congiure, baronie, feudi da tutelare, potere, delitti, onore. Tutto questo ha, secondo Cutaia, un ché di attuale, le cui vicende di una famiglia importante nella storia della Sicilia possono ancor oggi raccontare episodi che si rifanno all’attualità, ai poteri di oggi, ai conflitti e agli interessi, alle poltrone, alla mafia e persino alla crisi. Si attende adesso la pubblicazione di un volume firmato Cutaia la cui stampa richiede molto tempo. Preferisco per ora – dice – fare una bella passeggiata nella piazza di Regalpetra.

Salvatore Picone

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