E se vince Grillo?

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Lo spettro che agita i sonni dei partiti (tradizionali)

Beppe GrilloA poche ore dal voto uno spettro si aggira nei Palazzi del Potere. Si chiama Beppe Grillo, il comico che spaventa la politica tradizionale riempiendo le piazze e demolendo dalle fondamenta granitiche certezze. Si fanno esorcismi d’ogni risma in queste ore accusando variamente Grillo ed il Movimento Cinque Stelle di fascismo, populismo, irrazionalismo, visionarietà.

Ma le piazze sono piene comunque ed in pochi mesi un movimento nato quasi dal niente e spontaneamente, a meno di non voler dar credito ai dietrologi che vedono tutto studiato a tavolino, è diventato, se i sondaggi sono credibili, almeno il secondo partito. Perché se i sondaggi, appunto, ci stanno azzeccando, lunedi pomeriggio avremo in parlamento il centrosinistra vittorioso alla Camera, sia pur risicatamente, Grillo secondo partito, poi il Pdl e Monti forse fuori. Ma è al Senato che tutte le simulazioni disegnano il caos. Ben che vada al Centrosinistra, anche in caso di vittoria, potrebbe avere un seggio in più a palazzo madama, oppure nessuna maggioranza al Senato, forse neppure con l’apporto di un deludente Monti. Ecco, Monti appunto, ha deluso, lo danno misero in seggi e voti, con Casini e Fini fuori alla camera dentro al Senato e pronti a mollare il professore.

L’ipotesi più accreditata e che si creai un governicchio guidato da Bersani, instabile e farraginoso che durerà un anno per fare la riforma elettorale e poi tutti alle urne di nuovo in concomitanza con le Europee del 2014 tra soffi di spread e incertezze economiche con la pattuglia grillina variamente tirata per la giacchetta dentro le felpate stanze parlamentari. A meno che come successe nel 94 non vi sia la sorpresa delle sorprese, che il grillo straripante nelle piazze tracimi anche a Palazzo, allora si che sarebbe tutta un’altra storia. Tutto cambierebbe, in peggio o in meglio nessuno lo sa, certamente con grandi incognite, innanzitutto il nome del Premier. Grillo non è neppure candidato, chi sarebbe il Premier del Movimento Cinque Stelle? Bella domanda. E’ il paradosso di queste elezioni, perché anche il Pdl ha Berlusconi come leader, ma non come candidato Premier, se vincesse il centro destra varrebbe la stessa domanda: chi sarebbe il Premier? Alfano? Un po’ lo specchio di questo autunno della democrazia che stiamo vivendo, un trascinarsi stanco di passioni politiche in una nazione che arranca invecchiata e senza idee, anche su come gestire la sua idea di democrazia. Buon voto a tutti.

Luigi Galluzzo

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