E rieccoci! Sta per tornare l’influenza. Vacciniamoci

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La vaccinazione scongiura le complicanze. Si prevedono 5 milioni di nuovi casi di influenza. I sintomi. 

E rieccoci! Sta per tornare l’influenza.  Quanti tra noi, fra amici e parenti, in questo inizio anno, sono stati colpiti dall’influenza, immobilizzati a letto con  febbre alta, dolori articolari, muscolari e tosse? Proprio tanti. E’ stata davvero tosta l’influenza passata. Tra Dicembre e Gennaio  molta gente ha sofferto parecchio a causa dell’influenza. A conti fatti, 8 milioni e mezzo di persone sono state costrette a letto fra dolori e malesseri.

E allora vacciniamoci. E’ questo il momento. La vaccinazione scongiura le complicanze di una brutta influenza e le gravi malattie infettive. Ormai lo sappiamo un po’ tutti: vaccinarsi vuol dire anzitutto preservare la nostra salute e quella dei nostri figli, dei nostri genitori e degli amici. Le vaccinazioni vengono effettuate dal proprio medico di famiglia, dal pediatra di famiglia e dai medici dei centri di vaccinazione delle Aziende Sanitarie provinciali e sono un impegno sulla nostra agendina assolutamente irrinunciabile.

Il vaccino è raccomandato anche per soggetti che potrebbero trasmettere l’infezione a persone ad alto rischio di complicanzeper esempio medici e personale sanitario o anche i familiari e i contatti di chi potrebbe andare incontro a complicazioni serie in caso di influenza; dovrebbero vaccinarsi poi alcune categorie di lavoratori che forniscono servizi di pubblica utilità, come i poliziotti e i vigili del fuoco, e chi si trova a contatto con animali che potrebbero trasmettere virus influenzali non umani come allevatori o veterinari; infine, dovrebbero farlo anche i donatori di sangue.

Si prevedono 5 milioni di nuovi casi di influenza. Un vero malanno. Come si cura l’influenza? In generale il trattamento dell’influenza consiste semplicemente in un periodo di riposo a letto e nell’assunzione di liquidi utili a reintegrare quelli che abbiamo perso a causa delle alte temperature e della sudorazione che caratterizzano la patologia. Il ricorso ai farmaci va limitato all’uso di analgesici che si utilizzano per diminuire i dolori muscolari e scheletrici o antipiretici che servono ad abbassare la temperatura. Gli antibiotici? Non hanno effetto sui virus influenzali; vanno utilizzati solo su indicazione medica quando può esserci infezione di tipo batterico.

I sintomi: febbre alta, tosse e dolori muscolari, mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. Si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie. Sarebbe bene evitare ambienti affollati dove si tossisce senza badare alle goccioline di saliva che sono fonti inestimabili di virus che passano dalla persona ammalata a chi le sta vicino. Lavare le mani frequentemente per evitare che la nostra sorveglianza immunitaria si sovraccarichi nella difesa contro vari patogeni, dormire bene e tanto, bere una spremuta al giorno e dunque assumere vitamina C, fare sport per aiutare il sistema immunitario a lavorare bene, bere tanto e mangiare brodo di carne che aiuta a ricostruire le cellule danneggiate dal raffreddore… se mai  dovessimo cadere nella trappola dell’influenza.

Simona Carisi

Il vaccino antinfluenzale è un salvavita per le persone fragili, ovvero, tutti gli anziani sopra i 65 anni e i malati cronici per i quali l’influenza potrebbe determinare complicanze e può rappresentare un’opportunità di riduzione dell’assenteismo scuola o lavoro e del rischio di contagiare soggetti fragili della propria famiglia.

Molti non si vogliono vaccinare perchè hanno avuto l’influenza dopo avere effettuato la vaccinazione, insomma l’influenza a non li ha risparmiati, quindi perchè vaccinarsi? Ma la vaccinazione non protegge da tutte le forme non dovute a virus influenzali e a volte non evita completamente la malattia, ma ne attenua i sintomi e il rischio di complicanze. Non dimentichiamo i cardiopatici, i diabetici e tutti quelli che hanno problemi respiratori o bambini con patologie genetiche; solo i bambini sotto i 6 mesi non vanno vaccinati, tutti gli altri dovrebbero davvero non avere nessuna riserva contro i vaccini che come sappiamo oltre ad evitarci la costrizione a letto e il malessere generale, l’assenza dal lavoro o altro, salvano la vita.

E non dimentichiamo i costi di questa patologia per le famiglie e la società in generale. Nello specifico per la società e per le famiglie l’aggravio maggiore è causato dalla perdita di denaro connessa alle assenze sul lavoro: l’88% del costo annuo di influenza e sindromi simil-influenzali deriva infatti dalla perdita dei giorni lavorativi, una spesa silenziosa che passa quasi inosservata, ma che pesa sui bilanci del Paese. Le famiglie spenderanno in media 250 euro per influenza e sindromi parainfluenzali, fra mucolitici, anti-infiammatori e areosol, ma sicuramente non se ne accorgeranno.

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