E’ polemica sull'”utilizzo” del nome e dell’immagine del Giudice Livatino

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Per i Presidenti delle associazioni “Tecnopolis” e “Amici del Giudice Livatino” di Canicattì c’è qualcuno che usa il nome del magistrato, “per portare avanti iniziative che nulla hanno a che vedere con l’azione condotta in questi anni dalle due associazioni e dalla sua famiglia sino a quando i genitori erano in vita”.

Rosario Livatino

Rosario Livatino

Canicattì- In Sicilia c’è qualcuno che “utilizza” il nome del Giudice Rosario Livatino, ucciso in un agguato mafioso il 21 settembre del 1990, per portare avanti iniziative che nulla hanno a che vedere con l’azione condotta in questi anni dalle associazioni “Tecnopolis” ed “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino” e dalla sua famiglia sino a quando i genitori erano in vita.

Di tutto ciò sono convinti i Presidenti della due associazioni rispettivamente Riccardo La Vecchia e Giuseppe Palilla, che ieri hanno preso nettamente le distanze da una manifestazione che si è svolta il 26 settembre in quel di Acireale e che sarebbe servita per onorare la memoria del magistrato canicattinese.

“Le associazioni Tecnopolis ed Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino di Canicattì – scrivono La Vecchia e Palilla-  prendono le distanze, si dissociano e diffidano dal continuare ad utilizzare il nome e l’immagine del magistrato ucciso dalla mafia gli organizzatori del Comitato che ieri  in una scuola di Acireale hanno dato vita ad uno sterile momento di assegnazione di pergamene e premi” Il riferimento è all’iniziativa organizzata da Attilio Cavallaro, che nell’aula magna dell’istituto superiore Brunelleschi, ha visto la presenza di giornalisti, magistrati e rappresentanti del mondo della politica locale.

Giuseppe Palilla

Giuseppe Palilla

La presa di posizione del presidente Riccardo La Vecchia e del collega  Giuseppe Palilla segue quelle che si sono registrate negli anni passati. Infatti, anche il padre del Giudice Livatino, l’avvocato Vincenzo, aveva diffidato l’organizzatore di questa manifestazione ad usare il nome del figlio nel proporre eventi di questo genere. Ed inoltre erano state presentate delle querele da parte di Tecnopolis e Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino nei confronti degli organizzatori di queste iniziative.  “Ci spiace per gli invitati che partecipano sempre numerosi ed in buona fede -concludono La Vecchia e Palilla- ma non possiamo sottacere che l’organizzatore ha millantato adesioni e designazioni dei premiati da parte dei genitori anche dopo essere morti ma, cosa ancor più grave, lo strumentale utilizzo di una sedicente ed inesistente Rosaria Livatino cugina del Giudice scomparso”.

Su questi episodi sono stati presentati anche di recente esposti al vaglio della magistratura catanese. Tutto questo avviene a poche ore dalla chiusura delle iniziative legate alla “Settimana della Legalità” organizzate dalle due associazioni di Canicattì e dal Comune. Manifestazioni ufficiali che grazie alla credibilità di “Tecnopolis” e “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino”, anche quest’anno hanno ottenuto l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Camera dei Deputati.

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