E’ morto Piero Guccione, l’artista dell’infinito

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Tra i più grandi pittori del Novecento, da Scicli ha raccontato al mondo la sua Sicilia. Grande amico di Sciascia e Bufalino, realizzò nel 1997 il logo della Fondazione di Racalmuto. Aveva 83 anni. Le sue opere nelle gallerie e musei di tutto il mondo.

Piero Guccione

Di Piero Guccione, morto oggi a 83 anni, ci resterà soprattutto l’anima del mare siciliano. E una lezione: che anche lontani dalle grandi gallerie d’arte e dalle grandi metropoli si può essere internazionali. Perché lui questa scelta l’ha fatta: tornando a Scicli, nei primi anni Ottanta, nel momento del grande successo, e fissando nella campagna ragusana – vivendo con la sua compagna, la pittrice francese Sonia Alvarez – la sua residenza d’artista.
È stato tra i pittori più grandi nel panorama italiano ed europeo, un’artista di vaglia internazionale, che ha colto l’armonia dell’infinito con i suoi splendidi quadri cielo e mare.

P. Guccione – La spiaggia di Sampieri, 1992

Era ancora il punto di riferimento di quel “Gruppo di Scicli” che raccoglie diversi pittori e artisti contemporanei, anche se negli ultimi anni pare si sentisse un po’ spaesato. In un’intervista a “Repubblica”, più di dieci anni fa, parlò delle sue inquietudini: “Non sto più bene in Sicilia, in Italia – aveva detto – troppe brutture. Ci aspettano tempi bui. Senza contare le tentazioni fasciste che affiorano in certa politica. Siamo alla vigilia dell’imbarbarimento”.

Da Scicli, ha raccontato il Mediterraneo al mondo. Giusto trent’anni fa la Biennale di Venezia gli dedica una sua personale. Le sue opere hanno fatto il giro dei più grandi musei, da Washington a Parigi.

Con Sciascia e il fotografo Giuseppe Leone, 1984

Di lui e delle sue opere hanno scritto in tanti, a cominciare dai suoi amici Sciascia e Bufalino. E a lui si deve quel ritratto straordinario dello scrittore di Racalmuto diventato simbolo della Fondazione Sciascia. È l’incisione che apre la collezione dei ritratti di scrittori, molti dei quali proprio di Guccione, che fanno della mostra di Racalmuto una delle più grandi pinacoteche d’Italia.

P. Guccione – Ritratto di L. Sciascia, 1997

“E’ un piccolo ritratto di Leonardo Sciascia, intenso, scavato a fondo e posto, dalla nostalgia dell’artista amico, dietro la grata leggera di una quadrettatura che lo fa sembrare lontano”, scrisse Luisa Adorno parlando del “ritratto” realizzato nel 1997. Un ritratto che è, per il critico Salvatore Silvano Nigro, un “paesaggio“: Sciascia che medita su una ferita, quella della sua isola, della sua Italia.

Sciascia e Guccione s’incontrano nei primi anni ’70. “Il primo incontro con la pittura di Guccione produce l’impressione di una totale platitude – scrisse lo scrittore, amante com’era della bella pittura – E abituati come siamo a una pittura che vuole essere altro (e magari tutto, tranne che pittura), un po’ stentiamo a riconoscerla, a riconquistare la nozione… Ma la bella pittura deve essere piatta, come voleva Degas (che la faceva); e la piattezza è divina – cioè peculiare alla pittura, essenza, necessità, ineffabilità – come commentava Valéry (che se ne intendeva)”.

“E si, ci mancherà anche lui – ha detto, commosso, Antonio Di Grado, direttore letterario della Fondazione Sciascia – ricordo la sua intensa amicizia con Sciascia, la sua eleganza e discrezione e, naturalmente, la sua grande qualità di pittore e la sua celeste, immateriale, sublime imagerie”.

Dei paesaggi, degli alberi, della luna e delle linee di nuvole, dei ritratti e dei mari colore del vino scrisse anche Gesualdo Bufalino. Così parlò dell’amico Guccione in una lettera del 1995, pubblicata in un volumetto della Fondazione Bufalino dedicato proprio al rapporto tra i due: “Il segreto della tua pittura a me pare stia nell’aver trovato il punto di fusione armoniosa fra vista, visione e visibilio; nell’aver scoperto la giuntura fra quelle due parallele, apparentemente incomunicabili, che sono la verità e l’incantesimo”.
La Sicilia e i siciliani sapranno senz’altro ricordare l’assoluto del cielo e le peripezie della luce di questo grande artista italiano.

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