E’ il teatrino della politica, bellezza

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Sciacca. Su una vicenda di tasse e ricorsi, il sindaco Di Paola accusato di comportamento incoerente

Comune di SciaccaE’ il 2010. Il sindaco di Sciacca Vito Bono decide di aumentare la Tarsu (la tariffa per il servizio dei rifiuti), facendola schizzare del 35%. L’opposizione protesta. Ne scaturiscono comunicati, conferenze stampa, addirittura raccolte di firme. Ma un legale di Sciacca, Stefano Scaduto, non si limita solo a contestare l’aumento della tassa. Fa di più, ricorre al Tar, ritenendo che la competenza a decidere un provvedimento del genere non sia del sindaco ma del Consiglio comunale. Nelle settimane scorse il Tar ha accolto questo ricorso, stabilendo che il Comune debba restituire ai cittadini quel 35% in più indebitamente percepito. Fanno un milione e ottocentomila euro. Ma le casse pubbliche non hanno questi soldi. Non hanno quelli del tempo di pace, figurarsi quello del tempo dei contenziosi giudiziari. L’unica cosa che è possibile fare è dunque confidare in una sentenza diversa.

Ecco, dunque, che scatta l’appello al Cga contro la sentenza del Tar. Tutto normale? Mica tanto, perché nel frattempo il sindaco è cambiato. Non è più Vito Bono ma Fabrizio Di Paola.

Fabrizio Di PaolaIl quale è finito nell’occhio del ciclone. Sì, perché tra chi nel 2010 protestò, fece polemica contro l’allora sindaco, indusse la gente a firmare una petizione chi c’era? Proprio lui: l’attuale sindaco. Ma come: da esponente della minoranza cavalcò la tigre della protesta e ora, che ha un ruolo di responsabilità, impugna la sentenza del Tar? Agisce contro le sue stesse battaglie?

L’avvocato che presentò il ricorso lo attacca, accusandolo di aver ingannato i cittadini. Di Paola però non ci sta e ha detto: Il ricorso al Cga rientra nella continuità amministrativa. Il sindaco poi ha ricordato che il comune che nel 2011 ha sforato il patto di stabilità non può permettersi certo di sborsare sull’unghia 1,8 milioni di euro così, come se niente fosse. Non li ha. Tanto più che era in programma un nuovo “ritocco” della stessa Tarsu. Certo, dopo che il Cga avrà scritto la parola fine sulla vicenda. Ma l’imbarazzo è tutto politico. La coalizione che ha perso le elezioni oggi chiede già il conto a Di Paola. Non può non approvare il ricorso al Cga, ma lo invita a chiedere scusa ai cittadini. In un caso come questo, tutto pirandelliano, si può anche azzardare una revisione straordinaria dell’inciso di Humphrey Bogart tratto da “L’ultma minaccia“, di Richard Brooks: E’ il teatrino della politica, bellezza. E tu non puoi farci niente.

Massimo D’Antoni

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