E dopo Pauliddru, anche Girgenti Acque minaccia di …”tagliarla” ai favaresi

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Tremila utenze morose rischiano l’interruzione del servizio idrico. E a Favara si rischia la rivolta

“Sintiti, sintiti. Tutti chiddri c’ha ata pagari l’acqua, itila a pagari, se no vi la taglianu”. E la gente:” Chi ni taglianu?” . E lui rispondeva: “A vantri nenti, pirchì nun aviti, siti senza…” E riprendeva il suo cammino, con il suo inseparabile tamburo, per la prossima fermata, la prossima “cantunera”. Un protagonista della storia del dopoguerra favarese sulle polverose strade di Favara è stato senza dubbio Pauliddru, al secolo Paolo Portulano, cieco dalla nascita, di professione “banditore” (nella foto tratta da www.favara.bi). I sindaci pro tempore del comune minerario affidavano alla sua cantilena e al suo “vannìu” tutti gli avvisi pubblici. L’analfabetismo era ancora dilagante, pochi quelli che leggevano gli avvisi in Piazza Cavour, non c’era radio, tv e i social network anche a sognarli sembravano appartenere al mondo della fantascienza. Ma dal Palazzo ai “dammusi” gli avvisi andavano fatti. Ed allora Pauliddru con il suo tamburo, dopo un breve rullare, radunava nei principali cantoni gruppi numerosi di massaie e di uomini. Vanniava di tutto, dalle ordinanza sindacali a avvisi di smarrimenti.

 

Ed al suo seguito, quasi incantati, decine di bambini con le toppe sui pantaloni. Cambiamo i tempi, le modalità di diffusione delle notizie, ma lo scenario rimane lo stesso: Favara ed il suo rapporto particolare con l’acqua. Sembra il paradosso, ma la cittadina dalle origini arabe il cui nome indica “ricchezza d’acqua”, con il “prezioso liquido” (sic!) ha avuto sempre un complicato rapporto. La popolazione, ancora oggi, riceve più bollette di pagamento che liquido dai rubinetti. E questa situazione fa incendiare gli animi della popolazione, il cui “fuoco” della protesta non trova acqua sufficiente per spegnersi. L’ultima “bomba” scoppiata in questi giorni è proprio la minaccia di Girgenti Acque, la società che gestisce il servizio idrico per tanti comuni, che ha pronti, secondo quanto riferito da alcuni consiglieri comunali, i provvedimenti per “bloccare” quasi 3.000 utenze di cittadini morosi. E dopo Pauliddru, sul web rimbalza la minaccia, ancora una volta, di “tagliarla”… ai favaresi. La “bomba” è scoppiata da un paio di giorni. Alle proteste dei cittadini, molti dei quali senza reddito e prospettive di lavoro, si sono aggiunti quelli del Comitato dei Beni Comuni, dal Presidente del Consiglio Comunale a diversi gruppi consiliari: tutti che si rivolgono al Sindaco Manganella per un tempestivo intervento di “mediazione” con Girgenti Acque, per evitare la “piombatura” di migliaia di prese idriche. Ed in questa fase il sindacoalt Manganella, sembra essere il “sindaco perfetto” per portare avanti questa battaglia con Girgenti Acque. Manganella, che è stato anche presidente del Consorzio del Voltano per tanti anni e ha tante conoscenze in materia, negli anni passati ha “capeggiato” tante rivolte popolari, su tutte quelle legate all’abusivismo edilizio. Adesso è il Sindaco di Favara e si trova a dover mettere in pratica il suo “motto” preferito ,”Sindaco di protesta e di governo” , vanniatu ai quattro venti (senza il rullo del tamburo di Pauliddru) durante la sua corsa al Palazzo di Città. “Non c’è da perdere tempo –dicono in coro cittadini, comitati spontanei e consiglieri comunali- ad intervenire subito su Girgenti Acque, la cui azione sui morosi può avere risvolti anche sull’ ordine pubblico”. E adesso, molti padri di famiglia licenziati da imprese edili in difficoltà e da un economia senza prospettive, oltre al pane (già perso) rischiano di perdere anche l’…acqua, sicuramente il principale bene primario per l’uomo.

Giuseppe Piscopo

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