E dopo Favara, Stefano continua a correre a Martina Franca

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Dedicata a Stefano Pompeo, il bambino ucciso in un agguato di mafia 15 anni fa, la palestra dell’Istituto Comprensivo “Chiarelli” della cittadina pugliese.

targa pompeoStefano Pompeo, il bambino di Favara la cui corsa per la vita è stata spezzata da proiettili durante un agguato di mafia quindici anni fa, da sabato sarà felice nel vedere che bambini di Martina Franca, ridente cittadina pugliese, giocheranno nella palestra a lui dedicata. E nel giorno di Primavera il piccolo Stefano sboccia come un fiore nel plesso di scuola primaria dell’istituto comprensivo “Chiarelli”.

Venerdì sera a Roma, nel lungo e struggente elenco di vittime di mafia, il bambino che amava leggere Lupo Alberto è stato ricordato nella chiesa di San Gregorio durante la veglia di preghiera promossa dall’Associazione Libera e presieduta da Papa Francesco. Il giorno dopo, nel tacco dello Stivale, il nome del piccolo cresciuto nella scuola “Falcone Borsellino” e poi alla media “Brancati”, viene ricordato nel corso di una toccante cerimonia, tra momenti di riflessione, poesie  a lui dedicate, cartelloni.

Ma come mai un paese della Puglia ha voluto ricordare proprio un ragazzo di Favara? Andiamo con ordine. Il comune di Martinafranca, aderendo all’iniziativa dell’associazione “Libera” ha avanzato una proposta originale: dedicare palestre, biblioteche, spazi ludici, aule speciali a vittime della mafia. E su proposta di Giusy Collura,  una insegnante originaria di pompeoFavara ed in servizio proprio nell’I.C. “Chiarelli”, prende corpo la “candidatura” del nome del piccolo Stefano. “In collegio dei docenti il nostro dirigente scolastico – ci racconta con un velo d’emozione al telefono Giusy Collura – ci illustrò la lodevole iniziativa dell’amministrazione comunale. Allora io raccontai la storia del piccolo Stefano, che nel 1999 colpì la coscienza di molti, e non solo gente di Favara. L’uccisione di un bambino, colpevole di trovarsi per caso in un luogo ed in un momento sbagliato, non può essere dimenticata. La commissione preposta per la scelta dei nomi ha così iniziato a fare i riscontri, ad accedere alle notizie attraverso i giornali del tempo e così la proposta di intitolare a Stefano la palestra si è potuta concretizzare”.

Oltre a Stefano Pompeo, spazi scolastici della cittadina barocca dell’agro di Taranto portano il nome di Don Pino Puglisi, di Don

Un momento della cerimonia nella scuola di Martina Franca

Un momento della cerimonia nella scuola di Martina Franca

Peppe Diana, di Peppino Impastato, di Rosario Livatino, di Emanuele Basile e di altre cinque vittime di mafia.  Da Martinafranca a Favara, nella via Cicerone dove risiede la famiglia Pompeo, è partita una corrispondenza che ha sortito forti emozioni nei cuori dei familiari di Stefano. Ricordiamo che Favara ha dedicato al piccolo il giardino pubblico di via dei Mille. Alla cerimonia di intitolazione, fortemente voluta dall’amministrazione Airò, partecipò direttamente l’allora Governatore della Sicilia Totò Cuffaro. Successivamente lo stesso Comune di Favara ha provveduto ad assumere nei ruoli del personale la mamma di Stefano, subito dopo il riconoscimento da parte della Regione dello status di vittima della mafia.

A Favara ogni 2 novembre forti sono le emozioni che scuotono i presenti al Camposanto nel rituale passaggiodella banda musicale proprio davanti alla lapide, dove la foto ritrae Stefano nel giorno della prima comunione. Ma Favara può e deve fare di più per tenere vivo il ricordo del dodicenne che entrò nel cuore di Silver, l’autore di Lupo Alberto, che inviò una dedica con un disegno speciale il giorno dopo del funerale.

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