E all’appello Stefano, domani, risponderà: “Presente!”

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FAVARA. Nel giorno del suo ventisettesimo compleanno la scuola di via Olanda dedicherà l’aula magna al suo ex alunno, vittima innocente di mafia. 

Gli alunni deòòa Scuola "Falcone-Borsellino"

Gli alunni deòòa Scuola “Falcone-Borsellino”

Gli hanno spezzato il volo in una sera di primavera di quindici anni fa. In una strada stretta interpoderale  che profuma di zolfo, a due passi dalla miniera Lucia. Vicino ai tanti tunnel scavati dentro le viscere della terra, dove centinaia di carusi si spezzavano la schiena portando in superficie ceste stracolme di pietre gialle, pietre di zolfo. Stefano era pure un carusu, da non confondere con quelli  sfruttati  come Ciaula e che lavoravano  più dei grandi.

Era un carusu che amava la vita, che frequentava la scuola media “Brancati”, dopo aver trascorso cinque intensi anni nella scuola elementare di via Olanda, che dista pochi metri da casa sua. Un carusu che amava giocare per strada con i suoi coetanei, in quelle vie polverose dove tanti e tanti anni fa passava un treno per Favara. Stefano non ha mai visto passare quel treno. E’ cresciuto negli anni dove già la “linea” ferroviaria era stata smantellata e dove al posto dei binari i favaresi hanno creato “posti di casi”, edificato palazzi, molti dei quali ancora senza prospetto e con “quartini” mai finiti. Chissà se a Stefano qualche anziano del quartiere Stazione gli avrà raccontato che dal Ponte Tre Archi passava un treno, che per tanti anni ha fatto sognare intere generazioni. Chissà se Stefano amava viaggiare.Di sicuro la sua fantasia si affidava alle avventure di Lupo Alberto, facendosi trascinare lontano  da quel fumetto disegnato da Silver.

Purtroppo, la sera del 22 aprile del 1999 il viaggio di Stefano si interruppe in maniera tragica. Ma Stefano per Favara è rimasto vivo. Nei pensieri di tanta gente perbene, oltre che in quello dei suoi cari e familiari. Favara ancora ricorda la “lenzuolata” che fece da contorno a quel corteo silenzioso che dalla Brancati arrivò alla Chiesa Madre. Un fiume di persone che, pur  in silenzio, fece sentire a tutti la voglia di  giustizia sulla morte di Stefano. Favara ha voluto ricordare l’innocente vittima di mafia con l’intitolazione del giardino pubblico di via dei Mille con una toccante cerimonia voluta dall’amministrazione comunale guidata da Lorenzo Airò.

Stefano Pompeo

Stefano Pompeo

Ma Favara ricorda ancora Stefano Pompeo, oltre a rendere omaggio floreale il 2 novembre su quella tomba dove la foto della lapide lo ritrae con il vestitino bianco della prima comunione. Le nuove generazioni conoscono quella che è stata la vicenda più triste di Favara dal dopoguerra in poi? Ed allora, nell’ambito della settimana della legalità che vedrà per sette giorni impegnati in un ricco programma scuole, associazioni, Comune, forze dell’ordine e clero, l’istituto comprensivo “Falcone-Borsellino” diretto da Antonietta Morreale vuole ricordare, domani, otto maggio, con una semplice ma sentita cerimonia il suo alunno Stefano, quello con il grembiulino azzurro. E lo farà non in coincidenza con il quindicesimo anniversario della morte, ma con quello del compleanno. Quest’anno Stefano avrebbe spento 27 candeline. Ed una festa tutta speciale sarà organizzata dalla scuola di via Olanda per ricordare Stefano ancora presente tra noi, con il suo sorriso, la sua educazione, la sua semplicità, i sogni da bambino. Gli insegnanti e gli alunni formeranno una catena umana che unirà il banco dove sedeva l’amico di Lupo Alberto con casa sua, in via Cicerone, o cento passi dalla scuola.

E tutti insieme ufficializzeranno l’intitolazione dell’aula magna alla sua memoria. Lo festeggeranno con palloncini, cartelloni, festoni. Come in un vero compleanno. E nel registro della scuola, all’appello, idealmente, Stefano continuerà a rispondere: “Presente”.

 

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