E alla fine lo tsumani è arrivato travolgendo il Pd

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Dal voto viene fuori una rivoluzione italiana. Il comico genovese che riempiva le piazze adesso riempirà il Parlamento. Bersani, in silenzio per 24 ore, murato in casa, esce dallo shok e annuncia proposte di riforma per salvare il Paese

altHa vinto Grillo, ha perso Bersani. Dal voto viene fuori una rivoluzione italiana. Da ieri pomeriggio tutto è cambiato in Italia, il comico che riempiva le piazze adesso riempirà il Parlamento, è il primo partito destinato probabilmente a crescere ancora quando fra pochi mesi inevitabilmente si tornerà al voto. Quel che colpisce è la liquefazione del Pd in emorragia costante di voti dai tempi di Veltroni con in panchina il suo miglior campione, Renzi, ed in campo i giocatori più bolliti.

 

 

Bersani è rimasto per quasi 24 ore in silenzio, murato in casa, sotto shock, ma nel pomeriggio è uscito dall’angolo con una mossa che ha molto sorpreso, invece di prestare il fianco a chi ne voleva le dimissioni ha rilanciato annunciando che si presenterà in parlamento con delle proposte di riforma per salvare il paese e chi ci sta ci sta, senza cercare insomma intese precostituite con nessuno, votatemi se ho l’incarico per le mie idee oppure assumetevi la responsabilità di rimandarci alle urne, senza alibi. Una sfida aperta a Grillo: ora caro Beppe passa dalla protesta alla proposta, perché se si affonda si affonda tutti, e a Berlusconi, per metterlo all’angolo mandandogli a dire: di te non ho bisogno; un’entrata in campagna elettorale, come pensa Luca Telese, per provare a vincere fra sei mesi quando si rivoterà con quasi assoluta certezza. Chissà, resta una certa impressione negativa, come se il Pd oggi agli occhi di molti elettori italiani apparisse come la forza più conservatrice, quella che meno capisce cosa gli italiani sognano e votano. Ieri Enrico Letta ha detto siamo il partito che dice sempre la verità e questo ci ha penalizzato e subito sul web hanno ironizzato “qual è Letta la verità su Mps?” insomma il giochino di attribuire i mancati successi alla miopia degli elettori non funziona più, agli elettori non piace un partito arroccato nella sua trincea che da sempre la colpa agli altri per i suoi errori e che non riesce ad intercettare una sola delle esigenze che sia pur confusamente agitano la nazione in piena crisi, Per altparadosso ci riesce ancora meglio Berlusconi a capire cosa vogliono gli italiani, capace comunque di resuscitare dal declino e recuperare in parte il molto consenso perduto, ma meglio di tutti ci riesce ora Grillo, Semmai resta da capire come dare agli italiani almeno un po’ di ciò che vorrebbero, perché le richieste della nazione sono spesso irrealistiche e le promesse dei politici, Grillo compreso, velleitarie. Ecco, Grillo, è l’uomo dei sogni, un mito che cammina, l’uomo che incarna la voglia di azzerare il tempo degli italiani, tornare al paradiso perduto del riscatto possibile. Un elettore siciliano al telefono poche ore prima del voto mi spiegava “lui ci vendica, ci riscatta è l’unico che ci dà una speranza contro quelli che da vent’anni ci illudono e poi si fanno i fatti loro, lui taglierà le auto blu e gli stipendi dei parlamentari, loro in Sicilia hanno restituito il rimborso elettorale e lo hanno trasferito alle piccolo imprese artigiane” come un messia riempie i cuori di speranze, è un incarnato ed agli incarnati si crede per fede, cieca. Ed è forse questo il problema.

Luigi Galluzzo

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