E adesso anche un Premier francescano

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Palazzo ChigiEcco i gesti che ci piacerebbe osservare. Ecco, li abbiamo visti in atto in queste poche ore. L’uomo che si inginocchia e chiede che la preghiera scenda su di lui, l’umile apostolo della fede che predica la frugalità. Papa Francesco ci ha riempiti di speranza, anche noi che siamo laici e con occhio laico vediamo le cose della vita. E ne abbracciamo l’esempio per chiederlo, quell’esempio,  a chi si accinge a governarci.

 

 

Ci piacerebbe un futuro Premier italiano francescano, che rinuncia alla scorta come primo atto, che raggiunga a piedi palazzo Chigi, che si mischi alle persone comuni. Lo ha subito fatto Papa Francesco, la mattina di giovedi, la sua prima mattina da Papa, quando è entrato in Santa Maria Maggiore e subito gli uomini della sicurezza hanno sprangato le porte, chiuso le navate e lui allora si è subito girato ed ha detto “no, che fate, aprite quelle porte, la chiesa è dei fedeli, lasciate che vengano a me”. I gesti che cambiano la storia degli uomini. Vorremmo che la politica italiana in crisi di identità e credibilità la riconquistasse a suon di gesti seri, una vita più sobria nelle abitudini personali. prodomo di scelte sobrie ed eque nella vita generale. Si comincia sempre dai gesti simbolici quando si vogliono raggiungere i traguardi. Forse alle enunciazioni epocali, alle grida “noi siamo nel giusto voi al rogo” noi preferiamo l’abilità artigiana e modesta di chi si sporca le mani nelle piccole conquiste di ogni giorno, condividendo rischi e risultati, rispettando sempre gli altri, anche i peggiori, con una forza d’animo che ammiri le regole, le rispetti e le faccia rispettare, senza volerle per forza sovvertire per portare la Nazione ed il mondo in un imbuto che sinistramente odora di passati regimi.

Luigi Galluzzo

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