Dopo le polemiche, Legambiente e Regione siglano la pace. Il silenzio ora regna a Maccalube

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LA TRAGEDIA E IL PALAZZO. Dopo l’annuncio di Legambiente di mostrare carte scottanti per smascherare la Regione, marcia indietro e arriva la grande pax. Un incontro all’assessorato all’Ambiente mette tutto a tacere. Il comunicato congiunto per siglare la fine delle ostilità. Ora c’è solo silenzio a Maccalube.

Erano passate poche ore dalla terribile tragedia delle Maccalube e già Legambiente e Regione, su giornali e tv, si rimpallavano responsabilità, competenze, doveri e diritti. Ancora non era stato ritrovato il corpicino di Carmelo Mulone, mentre sua sorella Laura era appena stata estratta morta dal fango assassino, e subito si parlava di polemica. Uno spettacolo davvero triste, dentro la tristezza di un giorno maledetto.

Soccorsi a Maccalube

Soccorsi a Maccalube

Erano passate poche ore dalla tragedia di Maccalube e già Legambiente si difendeva, accusando la Regione di non avere dato i finanziamenti necessari per monitorare i vulcanelli della Riserva. Erano passate poche ore dall’eruzione di terra e argilla, e dalla Regione fioccavano le precisazioni piccate, lasciando intendere che a Legambiente sarebbe stata revocata immediatamente la gestione della Riserva.

Erano passate poche ore dalla sciagura e, come al solito, la questione fondamentale diventava quella delle competenze, delle responsabilità amministrative, dei soldi ricevuti o da ricevere, dei soldi erogati o da erogare, delle centraline installate o da installare. Un copione purtroppo solito. I morti ancora lì, ancora da seppellire, mentre nel labirinto di regole e regolamenti, di affidamenti e affidatari, si scateneva il crudele gioco dello scaricabarile. La colpa è vostra. No, la colpa è vostra. E come sempre, giù a far polemica dicendo che, per carità, non c’è nessuna polemica.

I funerali di Carmelo e Laura Mulone

I funerali di Carmelo e Laura Mulone

No, non c’era polemica. Infatti, erano trascorse poche ore dai funerali di Carmelo e Laura e Legambiente annunciava una conferenza stampa a Palermo con questo comunicato dai toni un po’ minacciosi: “Nell’occasione, verranno mostrati ai giornalisti alcuni documenti ufficiali che smentiscono le false informazioni fatte circolare dalla Regione Sicilia sulla gestione di Legambiente all’interno della Riserva”. No, non c’era polemica tra Legambiente e Regione. C’erano solo “false informazioni” fatte circolare dalla Regione. Una cosa da niente. Erano passati pochi giorni dai funerali dei fratellini ammazzati dal fango e dell’argilla di Maccalube, ma Regione e Legambiente continuavano a  scambiarsi accuse.

Adesso sono trascorsi pochi giorni dalla tragedia, dai funerali, dal dolore che devasta una famiglia. Sono passati pochi giorni e tutto si chiude con un comunicato congiunto. Un incontro chiarificatore e, a quanto pare, “pacificatore”. Ma cosa c’era da pacificare? Niente. Tanto, lo abbiamo sentito dire più volte, non c’erano polemiche, al massimo un po’ di “false informazioni” e di documenti ufficiali per smentire le false informazioni.

La tragedia scolora. Diventa sceneggiata, un minuetto di dichiarazioni pesate col bilancino della prudenza e dell’opportunità politica. Annullata la conferenza stampa che avrebbe dovuto smascherare la Regione. Ecco invece il “comunicato congiunto”, dal sapore di vecchia politica degli accomodamenti, dal linguaggio paludato e felpato di chi dice e non dice, smussa, sopisce, addormenta.

“A seguito  del tragico episodio verificatosi  ad Aragona nella riserva Macalube, in data odierna si è svolta una riunione tra l’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e la Legambiente”.

Così comincia il comunicato, e poi giù una sfilza di nomi, con uno stile puntiglioso da Politburo sovietico, in modo che nessuno un giorno possa dire: io non c’ero, io sono arrivato in ritardo. L’appello, a futura memoria: “Presenti presso la sede dell’Assessorato, l’Assessore regionale Piergiorgio Gerratana coadiuvato dal Dirigente Generale, Gaetano Gullo, dal Capo di Gabinetto Carmelo Frittitta e dal suo Vicario Gandolfo Librizzi. Per Legambiente erano presenti il Presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza, il Presidente regionale Domenico Fontana e il coordinatore regionale delle aree protette Angelo Dimarca”.

L'assessore all'Ambiente Piergiorgio Gerratana

L’assessore all’Ambiente Piergiorgio Gerratana

Vale la pena leggerlo, questo comunicato, ma ogni frase va tradotta perchè le cose importanti rimangono fra le righe: “Durante il confronto, nell’ esprimere il cordoglio per la famiglia Mulone per il tragico evento che l’ha colpita, fermo restando l’esito delle indagini della Magistratura, sono stati affrontati i diversi aspetti relativi alla gestione della Riserva che è stata istituita nel 1996 per tutelare e conservare un sito di particolare rilevanza scientifica e naturalistica internazionale”. Traduzione: abbiamo litigato, ma adesso c’è l’indagine della magistratura quindi cerchiamo di non darci la zappa sui piedi l’uno con l’altro.

Frase successiva: “Dagli aspetti scientifici esaminati a quelli più propriamente connessi alla fruizione  per finire anche agli aspetti relativi alla proprietà di parte dei terreni ricadenti nell’area protetta, è emerso come, nel corso degli anni, la Riserva è stata oggetto di studi, progetti, interventi e attività di varia natura tutti autorizzati dalla Regione a seguito di valutazione degli organismi scientifici e tecnici preposti a sovrintendere il complesso sistema di protezione della natura vigente in Sicilia. Legambiente ha inteso sottolineare come in ragione delle precedenti valutazioni, l’ Associazione ha legittimamente consentito, nel corso di questi anni, la fruizione dell’ area da parte di molte centinaia di migliaia di visitatori”. Traduzione: Legambiente agiva per conto della Regione, quindi ha agito seguendo le regole e i mandati della Regione e ha dato anche valore turistico a una riserva che la Regione, da sola, non avrebbe saputo gestire.

“Nel corso della riunione è stata ribadita l’esigenza che la disamina approfondita di ogni singola questione sarà oggetto dell’ispezione amministrativa disposta dal Dirigente generale del Dipartimento ambiente, ispezione che è stata apprezzata e salutata positivamente da Legambiente”. Traduzione: qualcosa dobbiamo fare, quindi disponiamo una bella ispezione amministrativa d’accordo con Legambiente.

Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia

Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia

“Sarà questa la sede appropriata per verificare, oltre ogni ragionevole dubbio, la corretta e non arbitraria gestione della Riserva da parte di Legambiente regionale”. Traduzione: l’esito è già scritto, perchè l’ispezione servirà a dimostrare “la corretta e non arbitraria gestione della riserva da parte di Legambiente.

“A conclusione dell’incontro, l’Assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente ha voluto precisare che l’ esperienza di questo tragico evento, anche sulla base delle risultanze del’ispezione, induce l’ Amministrazione e tutti i soggetti coinvolti a qualsiasi titolo nella gestione di aree protette, a considerare sotto un nuovo profilo il tema, di rilievo nazionale, della fruizione di ambiti naturalistici che presentano per la propria oggettiva natura potenziali e inevitabili rischi e a sviluppare conseguenti strategie e norme che ne attenuino l’ esposizione”. Traduzione: è chiaro che la Regione non toglie a Legambiente la gestione di questa o di altre riserve, però per il futuro inventiamoci qualcosa per  metterci al sicuro e per mettere al sicuro anche i visitatori.

E’ passato poco tempo dalla tragedia, dai veleni polemici, dagli scontri al calor bianco. La tragedia resta tale per la famiglia Mulone, per chi ha pianto e piange per i due bambini. Ma in un palazzo della Regione e in Legambiente ora tutto è più tranquillo. Pace è fatta. Il silenzio regna a Maccalube.

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