Donne e nuvole

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L’Italia al femminile e la speranza per domani

L'Italia al femminile?Una donna al Palazzo, una donna al Palazzo. Il grido si leva forte fuori dai Palazzi a Roma, è l’invocazione che fanno gruppi di intellettuali, artisti, maestri di pensiero, è il grido, più sommesso, un suggerimento, che si è levato dalla bocca del Presidente Napolitano “Dopo di me, spero venga una donna al Quirinale”. E così alcuni hanno candidato la Radicale Emma Bonino, altri pensano alla Rosy, Bindi. Il partito maschilista italiano che è forte e trasversale in realtà fa spallucce, manda avanti questi nomi per bruciarli col pensiero forte e sottinteso “Un uomo, ci vuole un uomo”.

Ma c’è un piccolo grande fatto da non trascurare, un’altra italiana, la minuta, tenace, intelligentissima Sara Errani ha raggiunto la finale del Roland Garros, uno dei quattro tornei maggiori del Tennis, l’Università della terra battuta. Due anni fa vinse un’altra Italiana, la Schiavone, che l’anno scorso è di nuovo arrivata in finale, ma ha perso.

I migliori risultati sportivi insomma, da tempo, li realizzano ormai le donne italiane, solo loro (le stesse tenniste hanno vinto una caterva di Coppe per Nazioni mentre gli uomini affogano nella mediocrità), vale più o meno la stessa cosa nella pallavolo, nel nuoto (Pellegrini).
Insomma le donne italiane dimostrano nell’eccellenza come nella quotidianità di essere una spanna avanti agli uomini. Sono loro che smazzano il doppio lavoro: curano la casa, portano i figli a scuola, li accompagnano a fare sport e riescono pure a trovare il tempo per guadagnarsi uno stipendio (di solito un po’ più basso di quello maschile per ruolo gerarchico, mai per capacità) andando ogni giorno in ufficio.
Sono la colonna nobile di questa società in declino, e ne subiscono la vendetta conservatrice: stupri, aggressioni, stolking. Non c’è dubbio che da molti punti di vista l’Italia al femminile è la luce accesa di speranza in questo buio autunnale che ci avvolge.

E forse per questo che crescono anche qui da noi uomini che odiano le donne. Dar loro spazio, farle emergere ed andare avanti è un compito onesto di civiltà, ed è forse per questo che a Palazzo, tra sussurri e grida, dietro ad ipocriti sorrisi, si f di tutto per chiudere le porte alle novità. Arroccati e perdenti, ecco come appaiono i politici italiani tutti presi dalla voglia di spartirsi le Autorità di garanzia mentre la barca si arena sugli scogli.

Luigi Galluzzo

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